AGI - In attesa di conoscere la decisione dell'Iran sull'accordo quadro con gli Stati Uniti, le trattative in essere si complicano non poco dopo l'annuncio delle forze armate israeliane che hanno reso noto di aver "colpito in maniera precisa" un sito di Hezbollah a Dahiyeh, nella zona sud di Beirut, storica roccaforte del gruppo sciita filo-iraniano. L'attacco ha causato tre morti. E in una dichiarazione congiunta, il premier Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno rivendicato il raid "in risposta agli attacchi di Hezbollah sul territorio israeliano". Una settimana fa, l'Iran aveva lanciato un'ondata di missili contro Israele come ritorsione per l'attacco dell'Idf contro Dahiyeh, scatenando la controffensiva dello Stato ebraico.
Trump: l'accordo si firma oggi
Dal canto suo, il presidente americano, Donald Trump, ha affermato - in una telefonata con il giornalista di Axios, Barak Ravid - che "l'accordo con l'Iran si firma oggi, nonostante l'attacco israeliano a Beirut".
L'accordo tra Stati Uniti e Iran "sarà firmato oggi elettronicamente e dopo una settimana di persona in Europa".
Trump, si è detto "molto arrabbiato" con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, e lo ha accusato "di non aver avuto alcun giudizio" a causa del raid condotto contro Beirut.
"L'attacco israeliano su Beirut ha causato un ritardo della firma di diverse ore e il suo orario è ora fissato tra poche ore". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando con il corrispondente di Fox News dell'accordo tra Stati Uniti e Iran.
Trump, "questo attacco non doveva succedere"
Lo stesso presidente americano poche ore prima aveva manifestato su Truth la sua indignazione: "L'attacco di questa mattina a Beirut non sarebbe dovuto accadere, soprattutto in un giorno così speciale, a un passo da un accordo di pace con l'Iran. Israele ha il diritto di difendersi dalle minacce, ma l'attacco a cui ha reagito era di portata limitata e insignificante; nessuno è rimasto ferito o ucciso e non dovrebbe interrompere questo importante processo. Siamo molto vicini a un accordo che porterà la pace nella regione, Libano compreso, e tutte le parti dovrebbero desistere. Non dovrebbero esserci più attacchi da parte di Israele in Libano, ma non dovrebbero esserci nemmeno attacchi da parte di altre fazioni, incluso Hezbollah, contro Israele. Questo potrebbe essere l'inizio di una pace lunga e meravigliosa: non roviniamola", aveva concluso.
Reazione iraniana
Inutile dire come l'operazione compiuta dalle forze armate israeliane sia stata condannata dall'Iran. "I crimini israeliani a Beirut non resteranno impuniti", ha avvertito Sardar Asadi, funzionario del quartier generale centrale dell'esercito iraniano Khatam al-Anbiya, secondo quanto riporta Al Jazeera. Il funzionario ha aggiunto che Teheran è pronta a ritorsioni per rispondere agli attacchi aerei israeliani contro i sobborghi meridionali di Beirut "Senza dubbio, questi crimini non resteranno impuniti", ha dichiarato Asadi, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa iraniana Mizan. Khatam al-Anbiya è il quartier generale del comando congiunto centrale che sovrintende alle forze armate iraniane, tra cui le Guardie Rivoluzionarie e l'esercito regolare.
"L'attacco israeliano ai sobborghi meridionali di Beirut dimostra che gli Stati Uniti non hanno la volontà o la capacità di rispettare gli impegni presi", ha aggiunto il capo della delegazione negoziale iraniana, Mohammad Baqer Ghalibaf in un post su X. Secondo Ghalibaf continuare sulla strada attuale sarebbe impossibile se gli impegni non saranno rispettati.
Idf, ucciso comandante Hezbollah Ali Mussa Daqduq
Intanto, il comandante di alto rango di Hezbollah, Ali Mussa Daqduq, è stato ucciso un attacco aereo venerdì in un'area a sud del fiume Litani. Lo dicono le Forze di Difesa Israeliane. Secondo le IDF, tra gli incarichi ricoperti da Daqduq anche quello di capo dell'unita' di sicurezza dell'ex leader di Hezbollah Hassan Nasrallah; comandante della forza d'e'lite Radwan; comandante dell'unita' operativa dell'Unita' Nasr di Hezbollah; Capo della fanteria di Hezbollah e comandante del "Dominio Golan", l'operazione di consolidamento di Hezbollah nel sud della Siria. Daqduq è stato anche imprigionato dalle forze statunitensi nel 2007 per aver orchestrato il rapimento e l'omicidio di cinque soldati americani in Iraq.