AGI - Quello che doveva essere il viaggio della vita tra i ghiacci e la fauna selvatica delle isole più remote del mondo si è trasformato in un isolamento forzato in mezzo all'Oceano Atlantico. I quasi 150 passeggeri della MV Hondius sono attualmente confinati nelle proprie cabine, nel tentativo di arginare un focolaio di hantavirus che ha già causato tre vittime a bordo.
Vittime e procedure di evacuazione
Secondo quanto riportato dalla Cnn, la situazione è critica ma sotto controllo. Il virus, che si manifesta con febbre e stanchezza ma può degenerare in gravi insufficienze d'organo, ha colpito fatalmente una coppia e una terza persona. Altri tre passeggeri, sospettati di aver contratto l'infezione, saranno evacuati nelle prossime ore. Tra i contagiati figurano un membro del personale medico e un individuo entrato in contatto stretto con una delle vittime.
Stallo a Capo Verde e rotta verso la Spagna
Attualmente, la MV Hondius si trova ancorata al largo di Praia, Capo Verde. Le autorità locali non hanno concesso il permesso di sbarco per timore della diffusione del virus. Tuttavia, è stato raggiunto un accordo internazionale: la Spagna ha accettato di accogliere l'imbarcazione nelle Isole Canarie, dove la nave è attesa tra tre o quattro giorni. Fino ad allora, i passeggeri resteranno in mare, monitorati costantemente.
La vita a bordo: tra isolamento e social media
Nonostante la drammaticità degli eventi, il clima a bordo non sembra essere dominato dal panico. Il vlogger Kasem Hato e la fotografa Alejandra Rendon hanno condiviso aggiornamenti sui social, elogiando l'operato dell'equipaggio della Oceanwide Expeditions:
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I pasti vengono consegnati direttamente in cabina.
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È permesso uscire sui ponti per aria fresca, ma solo individualmente.
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Vige l'obbligo di mascherina e distanziamento sociale rigoroso.
"Cerchiamo di tenerci occupati leggendo, guardando film e restando positivi", ha dichiarato Hato alla Cnn, sottolineando come il morale resti sorprendentemente alto.
Il rischio di contagio secondo l'OMS
Maria Van Kerkhove, esperta dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, ha cercato di rassicurare l'opinione pubblica. Sebbene si sospetti una trasmissione da uomo a uomo sulla nave, l'OMS ritiene che questa sia limitata a contatti molto stretti, come partner o personale sanitario. Il rischio per la popolazione generale rimane, dunque, estremamente basso.
Mentre la nave attende di ripartire verso le Canarie, l'equipaggio prosegue senza sosta le operazioni di sanificazione degli ambienti, garantendo ai passeggeri il massimo supporto medico e logistico possibile in questa situazione senza precedenti.