AGI - Mentre le trattative tra Iran e Stati Uniti si sovrappongono a minacce e ultimatum incrociati tra Usa e Teheran, il Pentagono ordina il ritiro di circa 5mila soldati dalle basi dalla Germania. Una decisione che dà corpo al recente annuncio di Trump sulla possibile riduzione delle truppe americane dai Paesi alleati (Spagna e Italia compresi) in risposta a quella che il presidente legge come "ingratitudine" verso gli Stati Uniti per il mancato aiuto militare nella guerra in Iran.
Intanto il presidente Usa rilancia su Cuba ("dopo l'Iran prenderemo il controllo dell'isola) mentre arrancano i negoziati con Teheran. E una soluzione che porti alla fine del conflitto rimane ancora non definita. L'Iran ha presentato, giovedì sera, una nuova proposta consegnata nelle mani dei mediatori pachistani. Un'offerta però che non ha soddisfatto la Casa Bianca.
Tanto da spingere, nelle ultime ore, Trump ad ammettere: "Francamente, forse è meglio non raggiungere alcun accordo". E Teheran a non escludere, visto lo stallo nella diplomazia, la ripresa dei bombardamenti.
Il Pentagono ordina il ritiro di 5000 soldati dalla Germania
Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha ordinato il ritiro di circa 5.000 soldati dalla Germania entro il prossimo anno. Lo ha reso noto il Pentagono. "Prevediamo che il ritiro venga completato nell'arco dei prossimi sei-dodici mesi", ha dichiarato in una nota il portavoce del Pentagono, Sean Parnell.
L'annuncio segue l'ipotesi di riduzione delle forze avanzata dal presidente Donald Trump all'inizio della settimana, innescata dalle dichiarazioni del cancelliere Friedrich Merz. Lunedì, il leader tedesco aveva affermato che gli Stati Uniti non avevano "evidentemente alcuna strategia" in Iran e che Teheran starebbe "umiliando" la prima potenza mondiale. Pronta la replica di Trump martedì: "Pensa che sia accettabile che l'Iran si doti dell'arma nucleare. Non sa di cosa parla!". Il giorno successivo, il presidente aveva aggiunto su X che Washington stava "esaminando la possibile riduzione" della presenza militare in Germania, anticipando una decisione imminente.
L'amministrazione Trump contesta agli alleati europei la scarsa collaborazione logistica e militare nell'offensiva israelo-americana contro l'Iran e nelle operazioni di sicurezza nello Stretto di Hormuz, attualmente sotto il controllo di Teheran. Più in generale, il presidente Usa prosegue la linea critica verso la Nato e i partner europei, accusati di scarso impegno finanziario nella difesa e di eccessiva dipendenza dalla protezione statunitense, minacciando regolarmente il disimpegno di Washington.
Oltre alla Germania, giovedì Trump ha dichiarato di valutare tagli alle truppe anche in Italia e in Spagna. A fine 2025, l'Italia ospitava 12.662 soldati americani in servizio attivo, mentre la Spagna ne contava 3.814. L'Unione Europea è intervenuta giovedì sottolineando che la presenza di truppe Usa nel continente "serve anche gli interessi degli Stati Uniti nel quadro della loro azione su scala globale".
La diretta
08.43 Teheran: "Probabile un nuovo conflitto tra Iran e Stati Uniti"
Un funzionario militare iraniano ha dichiarato che un nuovo conflitto con gli Stati Uniti è "probabile", alla luce dello stallo dei colloqui di pace e delle criticità del presidente Donald Trump sull'ultima proposta di Teheran. "È probabile un nuovo conflitto tra Iran e Stati Uniti, e le prove dimostrano che gli Stati Uniti non sono vincolati da alcuna promessa o accordo", ha affermato Mohammad Jafar Asadi del comando centrale delle Forze armate, Khatam al-Anbiya, citato dall'agenzia di stampa iraniana Fars.
07.32 Trump: "E' un tradimento se si dice che non stiamo vincendo la guerra"
Il presidente Donald Trump ha affermato di considerare "tradimento" l'affermazione secondo cui gli Stati Uniti non starebbero "vincendo" la guerra contro l'Iran, nonostante, nelle scorse ore, avesse comunicato al Congresso la "cessazione" delle ostilità. "La sinistra radicale ci dice: 'Non stiamo vincendo, non stiamo vincendo'. Non hanno più forze armate. È incredibile. È davvero, davvero, credo che sia tradimento, okay? Volete sapere la verità? È tradimento", ha detto Trump nel suo discorso a The Villages, in Florida.
07.27 Trump: "In Iran forse è meglio non raggiungere nessun accordo"
Il presidente Donald Trump ha affermato che gli Stati Uniti potrebbero "stare meglio" se i funzionari non raggiungessero un accordo con l'Iran, dato che i negoziati sembrano di nuovo in una fase di stallo. "Francamente, forse è meglio non raggiungere alcun accordo. Volete sapere la verità? Perché non possiamo permettere che questa situazione continui. Va avanti da troppo tempo", ha dichiarato Trump durante un intervento come relatore principale a una cena privata del Forum Club a West Palm Beach, in Florida. Nelle scorse ore, Trump ha notificato al Congresso che le "ostilità contro l'Iran iniziate il 28 febbraio 2026 sono terminate" il 7 aprile quando Washington e Teheran hanno concordato un cessate il fuoco temporaneo, poi prorogato. In questo modo, il capo della Casa Bianca intende aggirare la scadenza dei 60 giorni indicata dalla legge come termine massimo entro il quale il presidente può portare avanti un intervento armato senza l'autorizzazione del Parlamento.
07.17 Trump: "La Marina Usa sequestra le navi nemiche come i pirati"
Il presidente Donald Trump ha dichiarato che la Marina statunitense si è comportata "come dei pirati" nell'attuare il blocco navale imposto da Washington ai porti iraniani. Lo ha affermato in un intervento come relatore principale a una cena privata del Forum Club a West Palm Beach, in Florida. Nel suo intervento, Trump ha descritto un recente episodio in cui la Marina ha aperto il fuoco e sequestrato una nave mercantile iraniana. "La nave si è fermata. Hanno usato dei rimorchiatori, e poi siamo atterrati sopra di essa. Abbiamo preso il controllo della nave, del carico, del petrolio. È un affare molto redditizio", ha detto il presidente Usa. "Siamo come dei pirati. Siamo un po' come dei pirati, ma non stiamo giocando", ha sottolineato. Alcune navi di Teheran sono state sequestrate dagli Stati Uniti dopo aver lasciato i porti iraniani, insieme a navi portacontainer e petroliere iraniane soggette a sanzioni nelle acque asiatiche.
1.05 Gli Usa vendono missili patriot al Qatar per oltre 4mld di dollari
Il Dipartimento di Stato americano ha annunciato l'approvazione della vendita di sistemi missilistici terra-aria Patriot al Qatar per un valore superiore ai 4 miliardi di dollari. L'emirato era stato oggetto di attacchi da parte dell'Iran durante il conflitto scoppiato a fine febbraio. Washington ha inoltre autorizzato forniture di armamenti a Israele e agli alleati regionali Kuwait ed Emirati Arabi Uniti.