AGI - Dopo i drammatici spari che hanno sconvolto l'hotel Hilton di Washington durante il gala dei corrispondenti della Casa Bianca, il presidente Donald Trump è apparso in conferenza stampa per rassicurare la nazione. "Abbiamo un debito di gratitudine nei confronti delle forze dell'ordine e dei servizi di sicurezza. Non è la prima volta che accade", ha esordito Trump, ricordando implicitamente i precedenti attacchi subiti.
Il presidente ha poi rivelato un dettaglio cruciale sulla dinamica dell'attacco: "un agente del Secret Service è stato colpito dall'attentatore ma si è salvato grazie al giubbotto antiproiettile".
La dinamica: "Non sapevamo se fosse un vassoio o una pallottola"
Trump ha descritto con freddezza i momenti di caos vissuti nella sala da ballo insieme alla moglie Melania. "Come ha fatto a entrare quell'arma? Non ci penserò, la mia vita è pericolosa, per ora l'ho gestita molto bene, molto spesso si diventa facili bersagli quando si ha una carica pubblica. Io mi preoccupo per il paese, non per me. Non sapevamo se quel fragore fosse un vassoio che cadeva o una pallottola", ha ammesso il presidente, descrivendo l'incertezza dei primi istanti prima dell'intervento dei servizi di sicurezza.
L'identikit dell'attentatore: un "lupo solitario" malato
Riguardo al responsabile dell'attacco, un uomo di circa trent'anni originario della California già tratto in arresto, Trump non ha usato giri di parole: l'attentatore "ed è una persona malata, molto malata". Rispondendo alle domande dei giornalisti sulla possibile esistenza di complici, il presidente ha chiarito che, secondo le prime informazioni, l'uomo ha agito senza supporto esterno: "Dicono che fosse un lupo solitario".
Indagini in corso: in arrivo pesanti incriminazioni
Mentre la sicurezza nazionale analizza le falle che hanno permesso l'ingresso di un'arma al gala, la giustizia si muove rapidamente. Il procuratore generale ad interim Todd Blanche ha infatti dichiarato che "un'indagine è in corso e sono attese molte incriminazioni a breve" nei confronti del trentunenne californiano. Trump ha concluso ribadendo la sua resilienza: nonostante il pericolo, la sua priorità resta la guida degli Stati Uniti.