AGI - Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, considera “possibile” che un nuovo round di colloqui con l’Iran possa tenersi già venerdì. Lo riporta il New York Post.
Secondo la Casa Bianca, il blocco navale imposto dagli Stati Uniti ai porti iraniani starebbe producendo effetti significativi. La portavoce Karoline Leavitt ha descritto un quadro di forte sofferenza economica: “Stanno perdendo 500 milioni di dollari al giorno. L’isola di Kharg è completamente piena. Non riescono a far entrare o uscire il petrolio, non riescono neanche a pagare i propri dipendenti a causa di questa leva economica che il presidente Trump ha imposto su di loro”.
Leavitt ha inoltre smentito le indiscrezioni circolate sui media riguardo a un possibile cessate il fuoco temporaneo di “3-5 giorni” tra Stati Uniti e Iran. La portavoce ha definito tali ricostruzioni “inesatte”, precisando che il presidente Trump non ha fissato alcuna scadenza né indicato un orizzonte temporale per un’eventuale tregua.
Il Pentagono ha annunciato che il più alto funzionario civile della Marina statunitense, John Phelan, lascerà il suo incarico "con effetto immediato", senza fornire alcuna spiegazione per la sua improvvisa partenza, in un momento in cui gli Stati Uniti sono impegnati in un conflitto con l'Iran.
Iran: piano su Hormuz a esame parlamento e consiglio sicurezza
Il parlamento iraniano e il consiglio supremo di Sicurezza nazionale stanno esaminando congiuntamente un piano per "il controllo sovrano" sullo Stretto di Hormuz. Lo ha riferito Fadahossein Maleki, membro della commissione per la Sicurezza nazionale e la Politica estera del parlamento, all'agenzia Mehr. Non è ancora stato deciso chi prenderà la decisione finale, ha chiarito.
Questa mattina Teheran ha fatto sapere che i primi proventi del pedaggio imposto a Hormuz sono stati depositati alla Banca centrale iraniana.
Marina, pianificato invio 4 navi (2 cacciamine) a Hormuz
"La pianificazione prudenziale che ha fatto il capo di Stato maggiore della difesa prevede un gruppo basato su due cacciamine con un'unità di scorta e con un'unità logistica che ci permette di aumentare il periodo". Così il capo di Stato maggiore della Marina militare, Giuseppe Berutti Bergotto, a Cinque Minuti su Rai1, parlando della possibile missione italiana nello stretto di Hormuz.
"Noi siamo il Paese di riferimento nel campo dello sminamento - ha detto l'ammiraglio - questo da sempre: noi abbiamo sviluppato questa capacità fin dopo la seconda guerra mondiale. Abbiamo la tecnologia, abbiamo delle navi che sono costruite negli anni '90 però nel corso del periodo sono sempre state ammodernate". In tutto la marina, ha spiegato Bergotto, "dispone di otto cacciamine adesso disponibili, a La Spezia. Ovviamente noi non andiamo da soli a sminare, andiamo all'interno di una coalizione internazionale. In Europa ci sono Francia, Inghilterra e un gruppo congiunto tra l'Olanda e il Belgio".
Araghchi, insicurezza nel Golfo colpa di Usa e Israele
Alla "radice" della "insicurezza nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz" c'è "l'aggressione degli Stati Uniti e di Israele". Lo ha ribadito il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi all'inviato speciale sudcoreano Chang Byung-ha al quale ha denunciato i "crimini" commessi contro l'Iran durante la "guerra dei 40 giorni" e ha esortato la comunità internazionale ad adottare una posizione chiara e ferma.
"L'Iran, in quanto Stato costiero, ha adottato misure ai sensi del diritto internazionale per difendere la propria sicurezza e i propri interessi; la responsabilità delle conseguenze ricade sugli aggressori", ha affermato il ministro degli Esteri iraniano.
Chang, da parte sua, ha sottolineato la necessità di garantire la libertà di navigazione e ha richiesto una speciale cooperazione da parte iraniana per proteggere la sicurezza di tutte le imbarcazioni, comprese quelle battenti bandiera sudcoreana.
Onu su blocco navale, ripristinare libertà di navigazione
L'Onu ha ribadito la necessità di "vedere ripristinata la libertà di navigazione". Lo ha detto il portavoce, Stephane Dujarric, a cui un giornalista aveva chiesto cosa pensasse della richiesta iraniana agli Usa di togliere il blocco navale come pre-condizione per riprendere i colloqui. "Noi abbiamo chiesto il ripristino della libertà di navigazione nel Golfo, nello Stretto di Hormuz, da quando questa libertà di navigazione è venuta meno. E abbiamo visto alti e bassi. Il mondo ha bisogno di vedere la libertà di navigazione ripristinata".
Ejei, pronti a scatenare caos se usa forzano Hormuz
Il capo della magistratura iraniana, Mohseni Ejei, ha minacciato gravi conseguenze per gli americani se tenteranno di forzare il passaggio per lo stretto di Hormuz. "Ieri, tre navi sono state messe in ginocchio in questo passaggio strategico. Anche gli americani non osano avvicinarsi allo Stretto di Hormuz, hanno visto cosa e' successo ai loro due cosiddetti cacciatorpediniere all'avanguardia, la 'Murphy' e la 'Patterson'", ha dichiarato a quanto riportano i media iraniani.
"La flotta della Guardia Rivoluzionaria, con i suoi motoscafi e i suoi droni, e' in agguato dalle grotte marine dell'isola di Farur in attesa delle navi da guerra americane, pronta a scatenare un fuoco di copertura difensivo e a scatenare il caos tra gli invasori", ha assicurato.