AGI - L'Italia ha chiuso, fino a nuovo avviso, il suo ufficio consolare a Teheran. Lo ha annunciato la stessa ambasciata italiana in Iran sul suo sito web. "La Cancelleria consolare dell’Ambasciata d’Italia a Teheran resterà chiusa al pubblico fino a nuove indicazioni", si legge nella nota pubblicata ieri.
"Saranno garantiti unicamente i servizi essenziali, urgenti e non differibili in favore dei connazionali", prosegue il comunicato, "ogni altro appuntamento già fissato sarà riprogrammato non appena le condizioni lo consentiranno".
Teheran classifica gli eserciti europei come terroristi
Ieri, Mohammad Baqer Qalibaf, presidente del Parlamento iraniano, ha annunciato che Teheran ha classificato come "gruppo terroristico" gli eserciti dei Paesi europei e che "i loro militari dipendenti che si trovano nelle ambasciate in Iran devono essere immediatamente espulsi". L'annuncio è arrivato dopo che l'Ue ha inserito il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica (Irgc) nell'elenco delle organizzazioni terroristiche.
L'Iran convoca gli ambasciatori Ue a Teheran
L'Iran infatti continua a non digerire l'intesa politica trovata giorni fa tra i ministri degli Esteri dell'Ue per designare a livello europeo il Corpo delle guardie della Rivoluzione islamica (Irgc) come "organizzazione terroristica".
Ieri c'era stata la replica del Presidente del Parlamento, Mohammad Baqer Qalibaf secondo cui l'Iran avrebbe a sua volta considerato le forze armate europee come "gruppi terroristici". "In conformità con l'articolo 7 della legge sulle contromisure relative alla designazione dell'Irgc come organizzazione terroristica, le forze armate dei paesi europei sono considerate gruppi terroristici", aveva dichiarato Qalibaf al Parlamento, indossando, come altri parlamentari, l'uniforme dei pasdaran in segno di solidarietà.
L'Iran convoca gli ambasciatori europei
Ed è notizia di oggi, invece, che l'Iran ha convocato gli ambasciatori di tutti i Paesi europei con ambasciate a Teheran. Lo reso noto il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei che ha definito la mossa dell'Ue "un errore strategico" e "un insulto all'Iran", affermando che la convocazione rappresentava solo un "passo minimo" e che Teheran stava valutando ulteriori misure in risposta.
Le dichiarazioni del ministro degli esteri iraniano
Sulla questione aveva detto la sua, giorni fa, anche il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, che aveva accusato l'Europa di contribuire all'escalation delle tensioni regionali, definendo "grave errore strategico" l'inserimento dei pasdaran nella lista Ue delle organizzazioni terroristiche.
"Diversi Paesi stanno attualmente cercando di evitare lo scoppio di una guerra totale nella nostra regione. Nessuno di loro è europeo. L'Europa è invece impegnata ad alimentare il fuoco. Dopo aver perseguito la strategia dello "snapback" su richiesta degli Stati Uniti, sta ora commettendo un altro grave errore strategico designando il nostro Esercito nazionale come una presunta "organizzazione terroristica", aveva scritto il capo della diplomazia di Teheran su X.
"Mettendo da parte la palese ipocrisia della sua indignazione selettiva - non intraprendendo alcuna azione in risposta al genocidio israeliano a Gaza e tuttavia affrettandosi a 'difendere i diritti umani' in Iran - la trovata pubblicitaria dell'Europa cerca principalmente di mascherare il suo essere un attore in grave declino. Inoltre, poiché il Continente sarà sicuramente colpito in modo massivo da una guerra totale nella nostra regione - compresi gli effetti a catena dell'aumento dei prezzi dell'energia - l'attuale posizione dell'Ue è profondamente dannosa per i suoi stessi interessi. Gli europei meritano di meglio di ciò che i loro governi hanno da offrire", aveva concluso Araghchi.