AGI - È ammarata con successo al largo delle coste della California la capsula di Space X con a bordo l'equipaggio della missione Crew-11, tornata in anticipo dalla Stazione Spaziale Internazionale a causa dei problemi di salute di un astronauta. La missione era partita dal Kennedy Space Center il primo agosto e avrebbe dovuto rientrare il 1 febbraio ma il ritorno è stato anticipato a causa di un'emergenza sanitaria per la prima volta nella storia della Nasa.
L'eqiupaggio comprende gli astronauti della Nasa Zena Cardman e Mike Fincke, l'astronauta dell'agenzia spaziale nipponica (Jaxa) Kimiya Yui e il cosmonauta della Roscosmos russa Oleg Platonov. Non sono stati forniti, per ragioni di privacy, dettagli sul problema medico accusato da uno degli astronauti. La Nasa si è limitata a spiegare che la persona in oggetto è in condizioni stazionarie e che la malattia non è legata al lavoro sull'Iss, alle preparazioni per una camminata spaziale o a un trauma.
Il membro dell'equipaggio interessato "era e continua a essere in condizioni stabili", aveva dichiarato ieri il funzionario della Nasa Rob Navias. "Prima di tutto, stiamo tutti bene. Tutti a bordo sono stabili, al sicuro e ben curati", aveva scritto sulle reti sociali, prima della partenza, Fincke, il pilota della Crew-11 di SpaceX, "questa è stata una decisione assunta per consentire che le opportune valutazioni mediche venissero effettuate a terra, dove esiste l'intera gamma di capacità diagnostiche. È la decisione giusta, anche se un po' agrodolce".
James Polk, responsabile medico e sanitario della Nasa, ha spiegato che il "rischio persistente" e un "persistente dubbio sulla diagnosi" hanno portato alla decisione di riportare l'equipaggio a terra prima del previsto. L'astronauta americano Chris Williams e i cosmonauti russi Sergey Kud-Sverchkov e Sergei Mikaev, arrivati alla stazione a novembre a bordo di una navicella spaziale russa Soyuz, sono rimasti sulla Iss.
L'agenzia spaziale russa Roscosmos opera insieme alla Nasa sull'avamposto, e le due agenzie si alternano nel trasporto di un cittadino dell'altro paese da e verso la stazione orbitante, uno dei pochi ambiti di cooperazione bilaterale ancora esistenti tra Washington e Mosca. Abitata ininterrottamente dal 2000, la Stazione Spaziale Internazionale vede cooperare Europa, Giappone, Stati Uniti e Russia. Situata a circa 400 chilometri sopra la Terra, l'Iss funge da banco di prova per la ricerca a supporto dell'esplorazione spaziale più profonda, comprese eventuali missioni per riportare l'uomo sulla Luna e proseguire verso Marte.
I quattro astronauti evacuati erano stati addestrati a gestire situazioni mediche impreviste, ha affermato Amit Kshatriya, un alto funzionario della Nasa, che ha elogiato il modo in cui l'equipaggio ha gestito la situazione. L'Iss verrà dismessa dopo il 2030 e la sua orbita sarà gradualmente abbassata finché non si frantumerà nell'atmosfera sopra una zona remota dell'Oceano Pacifico chiamata Point Nemo, un vero e proprio cimitero di relitti spaziali.