L'Ue vara il price cap sul gas in attesa di cambiare il Ttf di Amsterdam

L'Ue vara il price cap sul gas in attesa di cambiare il Ttf di Amsterdam

Per intervenire nell'immediato contro picchi di prezzi (e contro la speculazione) la Commissione propone un tetto dinamico e temporaneo ai prezzi nelle transazioni. L'indice Ttf di Amsterdam verrà sostituito con un benchmark dedicato al gas naturale liquefatto

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© Frederick FLORIN / AFP 
- Ursula von der Leyen 

AGI - La Commissione europea ha fatto la propria mossa. Ha individuato nel Ttf, la Borsa di scambio del gas di Amsterdam, una delle principali cause dell'impennata dei prezzi.

Ha quindi deciso di sostituirlo con un benchmark, un indice, dedicato al gas naturale liquefatto, che sia più rappresentativo della realtà del mercato attuale.

Anche perché il Ttf è basato sul gas da gasdotto ma l'Europa ormai importa sempre più Gnl. Per avere un nuovo parametro ci vorranno diversi mesi.

I tecnici sono già al lavoro per averlo pronto entro la primavera, in tempo per la nuova stagione di riempimento degli stoccaggi (oggi a oltre il 92%).

Nel frattempo per intervenire nell'immediato contro picchi di prezzi (e contro la speculazione) la Commissione propone un tetto dinamico e temporaneo ai prezzi nelle transazioni.

Non è esattamente ciò che chiedevano gli Stati (perché questa formula di price cap non toccherà il gas importato nè gli accordi bilaterali) ma è un primo passo che risponde a un appello che va avanti ormai da otto mesi.

Al Ttf non dovranno essere quindi accettate le transazioni sopra il tetto stabilito. Inoltre verrà introdotto un meccanismo di intervento in caso di picchi giornalieri anomali (come quelli che ad agosto portarono ad aumenti del 20% in poche ore).

"Siamo un acquirente affidabile ma non compriamo più il gas a qualunque prezzo", questo è il messaggio che trasmette la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

"Perché solo ora e non in primavera? Perché in primavera non eravamo pronti. Avevamo gli stoccaggi vuoti, il riempimento non andava bene perché Gazprom ci tagliava intenzionalmente le forniture, non avevamo piattaforme comuni per gli acquisti nè per la riduzione dei consumi", ha ammesso la leader dell'esecutivo europeo.

"Ma ora siamo pronti, abbiamo fatto progressi, e questa proposta è il frutto di settimane di intense discussioni con gli Stati membri", ha assicurato. Il primo banco di prova sara' il vertice dei capi di Stato e di Governo che si terra' giovedi' e venerdi' a Bruxelles. Poi sara' la volta dei ministri dell'Energia che si riuniranno il 25 ottobre a Lussemburgo.

Per evitare di restare incagliata nelle trattative politiche la Commissione ha scelto un approccio in due fasi: ora il principio di price cap (che otterrà il via libera) poi in un secondo momento arriveranno i dettagli di come sarà attuato. Inoltre, obtorto collo, ha dovuto escludere una delle proposte che aveva anticipato il mese scorso: il tetto al prezzo del gas per la generazione dell'elettricità.

Ossia l'estensione del modello iberico a tutto il blocco. Ma su questo permangono la resistenze di alcuni Paesi, in particolare i nordici. "È un provvedimento che vale la pena considerare ma genera una serie di dubbi che vanno ancora risolti", ha detto von der Leyen. Quindi per ora resta nella cartella delle valutazioni.

Un nuovo indice, diverso dal Ttf, potrebbe non essere sufficiente per fare sentire forte la presenza dell'Ue sul mercato del gas.

Per questo la Commissione mette in campo la strategia degli acquisti comuni, memore del successo dei vaccini contro il Covid.

Ma non è direttamente replicabile: il gas (che è molto diverso dalle dosi di vaccino) non viene acquistato direttamente dagli Stati nè tantomeno dalla Commissione.

Bisognerà quindi agire tramite le società europee, anche con la creazione di consorzi.

"Sappiamo che siamo forti quando agiamo insieme. Per questo, la prima enfasi è posta sul fatto che in questa proposta rendiamo operativo l'acquisto congiunto.

Sappiamo che la domanda europea di energia è molto ampia, quindi è logico che, invece di farsi concorrenza tra loro, gli Stati membri e le aziende energetiche sfruttino il loro potere d'acquisto comune.

Per questo proponiamo strumenti legali per mettere in comune la domanda di energia a livello europeo", questo è il concetto politico, spiegato da von der Leyen.

Quello tecnico, più complicato, prova a spiegarlo la Commissaria all'Energia, Kadri Simson: "In primo luogo aggregheremo la domanda, unendo le esigenze di gas delle società disposte a partecipare.

La Commissione appalta questa procedura a un fornitore di servizi, che raccoglierà i dati necessari tramite un portale. Successivamente, le aziende possono concludere i loro contratti con i fornitori. Possono anche costituire un consorzio di acquisto del gas e acquistare insieme il gas, coordinando volumi, prezzi, punti di consegna e tempi".

Ma l'elemento di novità è uno in particolare: "L'unico obbligo è che gli acquisti comuni devono coprire una quantità di gas equivalente al 15% del riempimento dello stoccaggio Ue.  Si tratta di circa 13,5 miliardi di metri cubi, equivalenti al consumo annuale di Grecia, Bulgaria, Croazia e Slovenia messe insieme. O di Portogallo, Irlanda e Finlandia".

Una quantità importante che vuole essere anche attrattiva per i venditori. Nel pacchetto ci sono altri due provvedimenti che vanno tenuti in conto (oltre all'allargamento delle maglie degli aiuti di Stato per fornire maggiore liquidita' alle aziende energetiche): la riduzione della domanda e la solidarietà.

Il primo perché a Bruxelles c'è la convinzione che (per legge del mercato) più si riduce il prezzo del gas più aumenterà la domanda. Rischiando quindi di vanificare ogni intervento (perche' poi calera' l'offerta portando di nuovo su i prezzi).

La seconda perché "non è ancora esclusa una vera crisi delle forniture" e quindi i Paesi che non hanno abbastanza strutture di stoccaggio o terminal di Gnl dovranno sentirsi coperti. Perche' appunto si e' forti agendo uniti. E certamente non lasciando nessuno indietro. (AGI)Bra