Il giorno che Meghan chiese di essere pagata per stringere mani

Il giorno che Meghan chiese di essere pagata per stringere mani

Esce un libro destinato nuovamente a scuotere la Casa reale britannica, 'Courtiers: The hidden Power behind the Crown'. Un ritratto al vetriolo dei Sussex, appena rientrati negli Stati Uniti dopo i funerali della regina Elisabetta II

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© ALBERT NIEBOER / ROYAL PRESS EUROPE / DPA PICTURE-ALLIANCE VIA AFP - Harry e Meghan

AGI - Quando ancora era un membro attivo per The Firm, la Famiglia Reale, Meghan, la duchessa di Sussex, faticava a capire il senso dei bagni di folla tra i sudditi e dello stringere mani a sconosciuti; e una volta, durante il tour della coppia in Australia, parlando allo staff, sbottò: "Non capisco perché non mi paghino per tutto questo". È una delle rivelazioni (velenosette) di un libro destinato nuovamente a scuotere la Casa reale britannica, 'Courtiers: The hidden Power behind the Crown'. Un ritratto al vetriolo dei Sussex, appena rientrati negli Stati Uniti dopo i funerali della regina Elisabetta II.

L'autore Valentine Low, da 15 anni corrispondente di The Times per la Casa Reale, racconta una serie di aneddoti riguardanti il rapporto che la coppia aveva con i propri dipendenti, la percezione che i due avevano della vita a Palazzo, il fatto che si sentissero assediati e poco amati dai cortigiani.

Le testimonianze parlano anche di comportamenti "del tutto inaccettabili" e "umilianti", ai limiti del tirannico, da parte della coppia principesca; e illustrano come le tensioni tra i Sussex e il resto della Famiglia reale fossero emerse molto prima della loro fuga negli Stati Uniti.

Gli attacchi di Megan allo staff

Il libro esce il 6 ottobre nel Regno Unito, ma The Times ne sta anticipando brani e la stampa britannica lo sta rilanciando con dovizia di particolari. 

Meghan è stata più volte accusata di molestie morali nei confronti del suo staff e, nei mesi precedenti la Megxit, il suo rapporto con gli addetti stampa, i segretari privati, le collaboratrici fu punteggiato da clamorose e improvvise defezioni.

Il libro racconta il 'dietro le quinte' di questo difficile rapporto. Così difficile che una volta fu costretto a intervenire lo stesso fratello di lui, il principe William, perché Meghan aveva apertamente criticato il lavoro di una collaboratrice davanti ai colleghi: si fece avanti William per rassicurare la giovane donna che era stata mortificata dalle osservazioni della cognata ("Stai facendo un ottimo lavoro") ma quella scoppiò a piangere.

Attraverso lo sguardo dei cortigiani, emergono i difficili mesi della vita della coppia a Palazzo: sospetti, accuse, irritazione, telefonate tempestose e soprattutto pianti. Un collaboratore, andato a cena fuori un venerdì sera, ha raccontato che fu chiamato "ogni dieci minuti" dalla duchessa, insoddisfatta per qualche cosa che era successo. "Non posso credere che tu l'abbia fatto. Mi hai deluso. A cosa stavi pensando?" fu il monologo della duchessa andato avanti "diverse ore" durante il quale lei alzò anche la voce.

Urlava lei, ma anche lui: "Non potevi sfuggirgli. Non c'erano linee né limiti, era l'ultima cosa la sera, la prima cosa al mattino". Una volta, alla fine del 2017, dopo l'annuncio del fidanzamento, un cortigiano sollevò discretamente il tema con la coppia: le persone dovevano essere trattate bene, anche quando non si esibivano secondo gli standard di Harry e Meghan. Ma pare che lei rispose secca: "Non è il mio lavoro coccolare le persone".

L'incidente durante il matrimonio

L'organizzazione del matrimonio fu particolarmente stressante e ci fu anche l'incidente con la tiara. Nei mesi precedenti le nozze, a Meghan era stato detto che la regina le avrebbe prestato una tiara per il grande giorno, proprio come aveva fatto con Kate Middleton sette anni prima.

A febbraio fu fissato un appuntamento perché Meghan potesse esaminare, a Buckingham Palace, una serie di diademi: accompagnata da Harry e sotto lo sguardo attento di Angela Kelly, fidatissima assistente personale della regina, che si occupava personalmente dei suoi gioielli, Meghan scelse la tiara a fascia di diamanti della regina Mary.

Ma volle assicurarsi che il suo parrucchiere avesse l'opportunità di provarla prima delle nozze: sfortunatamente, il giorno in cui il suo parrucchiere, Serge Normant, era in città, Angela Kelly non era disponibile, quindi nemmeno la tiara. Apriti cielo. Harry pensò che Angela Kelly remasse contro ed era furioso: "Niente poteva dissuaderlo dal pensare che ad alcuni, nella vecchia guardia del Palazzo, semplicemente Meghan non piaceva e che non si sarebbero fermati dinanzi a nulla pur di renderle la vita difficile".

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© Tolga AKMEN / AFP 
Meghan e Harry a Westminster Abbey

Ma l'altra versione è che Harry e Meghan pensassero semplicemente che tutti dovesse scattare al loro comando, come ha raccontato un'altra fonte: "Meghan domandò accesso alla tiara. Non prese alcun appuntamento con Angela ma disse: 'Siamo a Buckingham Palace. Vogliamo la tiara. Possiamo averla ora, per favore?' E Angela di fatto rispose: 'Mi spiace davvero, ma non è così che funziona. C'è un protocollo per questi gioielli. Sono tenuti sotto chiave con grande cura. Non puoi uscirtene fuori e dire che vuoi la tiara semplicemente perché il tuo parrucchiere passa in città".

L'indagine del Palazzo sui dipendenti traumatizzati

Era già emerso nel passato che la duchessa avesse avuto nei confronti di alcuni collaboratori dello staff un comportamento non consono; qualcuno lo aveva spiegato con il fatto che lei sia un'americana, poco abituata alle pomposità e ai riti della Casa Reale. Ma il fatto che alcuni membri dello staff fossero rimasti "traumatizzati" era stato anche oggetto di un'indagine da parte di Buckingham Palace: qualche mese fa, il rapporto è stato chiuso senza che ne venisse fatta trapelare la conclusione, ma adesso - dopo la morte della regina e alla vigilia della possibile pubblicazione delle memorie di Harry - potrebbe riaffiorare.

In realtà, racconta Low, ancor prima dell'avvento di Meghan, Harry aveva l'atteggiamento di chi si sente assediato; e i suoi nemici non erano solo nei media: "Aveva decisamente sfiducia nei confronti dei cortigiani di Buckingham Palace e del palazzo di suo padre".

I timori di Harry

Ma dopo l'avvento di Meghan le cose sono decisamente peggiorate. Valentine Low racconta anche l'ultimatum che la duchessa avrebbe dato a Harry. "Di fronte a orde di giornalisti intenti a frugare in ogni aspetto della vita di Meghan, Harry era determinato a proteggere la sua ragazza. Ma Meghan gli disse che se non avesse fatto qualcosa al riguardo, avrebbe interrotto la relazione: 'Se non fai una dichiarazione che confermi che sono la tua ragazza, ho intenzione di rompere con te'. Harry era in preda al panico, "stava impazzendo" e diceva 'Mi scaricherà'".

Harry allora si rivolse a Jason Knauf, il giovane e brillante americano che era stato reclutato da Kensington Palace nel 2015 come segretario alle comunicazioni per i Cambridge e lo stesso Harry. Nel passato, aveva lavorato per la Royal Bank of Scotland colpita dalla crisi e amava lavorare per William, Kate e Harry. "Harry telefonò a Knauf, chiedendogli di diffondere una nota in cui confermasse che Meghan era la sua ragazza e per condannare le sfumature razziste e sessiste di alcuni media. Meghan voleva la conferma pubblica che si trattava di una relazione seria. Era convinta che il Palazzo non fosse disposto a proteggerla".

Ma questo era solo l'inizio: "Rendere Meghan felice - e, per estensione, rendere felice Harry - è stata una sfida continua". Anche perché "lo staff di Harry sapeva che Meghan era diversa dalle altre fidanzate: aveva le sue opinioni e avrebbe fatto sapere a tutti quali fossero. Nella primavera del 2017, più di sei mesi prima del fidanzamento della coppia, disse a uno consiglieri di Harry: 'Penso che sappiamo entrambi che presto sarò uno dei vostri capi'". Il resto è storia.

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© Tolga AKMEN / AFP 
Meghan e Harry a Westminster Abbey