Che va a fare Mike Pompeo in Abruzzo?

Definito dal New York Times, il "soldato più fedele" del presidente americano, l'ex capo della Cia, dopo l'addio di Bolton, è diventato il portabandiera della linea dura in politica estera. E oggi è in Italia anche per una visita speciale

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Sangue abruzzese nelle vene, carattere da duro, dopo l'uscita dalla Casa Bianca di John Bolton, che aveva il ruolo di Consigliere per la sicurezza nazionale, Mike Pompeo è rimasto l'uomo di riferimento dei 'falchi' nell'amministrazione Trump e, come ha scritto il New Yorker, il "soldato più fedele" al presidente americano. I suoi bisnonni nacquero a Caramanico, in provincia di Pescara. La nonna del segretario di Stato americano era figlia di Giuseppe Brandolini e Carmela Sanelli, entrambi del paesino noto per le sue terme e per gli incantevoli scenari del parco della Majella.

Giuseppe nacque nel 1870 da Liborio e Anna Felice Carestia, Carmela nel 1886 da Camillo e Felicia Carestia. Giuseppe e Carmela si sposarono il 20 dicembre del 1906 e l'anno successivo decisero di emigrare per gli Stati Uniti. Giunsero ad "Ellis Island" nel 1907 dopo aver attraversato l'oceano sulla nave "Germania", tra i 1.400 passeggeri di terza classe. Poi i due arrivarono a Dawson (Colfax) nel New Mexico. In questa zona mineraria, dove il nonno lavorò, nacquero i loro nove figli. Tra questi c'era Fay, nata il 4 agosto 1910, nonna materna di Pompeo.

Il capo della diplomazia americana arriva al Dipartimento di Stato lo scorso anno a marzo, dopo 14 mesi alla guida della Cia, ha contribuito, insieme a Bolton, al ripristino delle linee tradizionali della Guerra Fredda e allo smantellamento dell'approccio multilaterale costruito dall'amministrazione Obama. Teheran, per lui, è "il più grande stato al mondo sponsor del terrorismo", mentre Vladimir Putin, che ha accusato di interferenze nelle elezioni americane, è "pericoloso". E se la Corea del nord, che lui ha definito "la più grande minaccia per gli Stati Uniti", lo ritiene una "pianta avvelenata della diplomazia americana", non è da meno Pechino: "È un pazzo - ha scritto il Quotidiano del popolo - e causa del disordine" nella diplomazia globale. 

Il 54enne ex avvocato ultraconservatore, cadetto a West Point e laureato in giurisprudenza a Harvard, è originario della California e non ha dimenticato le radici italiane, tanto da iscriversi alla Fondazione nazionale degli italo-americani (Niaf) e voler visitare, nei prossimi giorni, la regione dei propri avi. Legato alla destra del Tea Party, è stato eletto per tre mandati deputato repubblicano in Kansas.

Come membro della Commissione servizi segreti della Camera, dal 2010, ha difeso la pratica del 'waterboarding' e il mantenimento della prigione di Guantanamo, e in Siria era per la destituzione di Bashar al-Assad rispetto alle cautele di Trump. Tra i suoi bersagli preferiti, in tema di diritti civili e libertà di informazione, vi sono stati WikiLeaks, definito "un servizio segreto ostile", e Edward Snowden, per il quale ha auspicato una condanna a morte. 



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