Hong Kong è nel caos, il Parlamento ha sospeso la seduta

Negato a Joshua Wong, leader pro-democrazia, il permesso per venire in Italia. Trasporti paralizzati in città

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Mohd RASFAN / AFP
Le proteste a Hong Kong

E' ancora caos a Hong Kong, dove i trasporti pubblici sono paralizzati e diverse scuole e le attività commerciali sono rimaste chiuse in seguito alle violenze degli ultimi due giorni di proteste anti-governative. Le corse di due linee della metropolitana sono state sospese, mentre una terza linea è stata chiusa. L'operatore Mtr ha anche annunciato una chiusura anticipata alle 22.

Seduta sospesa in Parlamento

L'Assemblea Legislativa, il Parlamento di Hong Kong, ha sospeso la seduta dopo un'accesa discussione tra il presidente del Partito Democratico, Wu Chi-wai, e il segretario alla Sicurezza, John Lee, sulla gestione da parte della polizia delle persone arrestate durante le proteste. Dopo ripetuti avvertimenti all'esponente del gruppo pan-democratico, riferiscono i media di Hong Kong, il presidente dell'Assemblea Legislativa, Andrew Leung Kwan-yuen, ha deciso di sospendere la seduta, e Lee è stato scortato fuori dall'aula dal personale di sicurezza tra gli insulti dei parlamentari dell'opposizione.

I parlamentari pan-democratici hanno accusato il segretario alla Sicurezza dell'amministrazione guidata da Carrie Lam, che ha difeso la gestione delle proteste da parte della polizia, di avere "le mani sporche di sangue" e ne hanno chiesto le dimissioni. La seduta è in seguito ripresa, ma le polemiche non si sono placate.

Arresti a Central, colpita la filiale  di una banca cinese

La situazione torna a farsi incandescente a Central, il distretto finanziario di Hong Kong, per il terzo giorno consecutivo, con i primi atti di vandalismo e i primi arresti registrati dai media locali. Un gruppo di manifestanti ha colpito le vetrate della filiale del gruppo bancario cinese Bank of Communications intorno all'orario della pausa per il pranzo, in cui si sono registrate manifestazioni negli ultimi due giorni.

I manifestanti sono poi entrati nella filiale e compiuto ulteriori atti di vandalismo, e negli scontri un giovane è rimasto ferito alla testa, ma senza perdere i sensi. Pedder Street, dove si concentrano le proteste, è stata circondata dagli agenti in assetto anti-sommossa, secondo i video circolanti on line, che hanno effettuato i primi arresti.

Innalzato il livello di allerta

Intanto, la polizia ha innalzato il livello di sicurezza attorno alle università della città, dopo i violenti scontri alla Chinese University, protrattisi per ore tra studenti-manifestanti e forze di polizia. La tensione non appare in diminuzione: 80 studenti cinesi sono stati evacuati dalla Chinese University dopo la battaglia di martedì. Gli studenti, riferisce il South China Morning Post, sono in attesa di rientrare in territorio cinese. 

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Joshua Wong (C) attivista di Occupy Central (Afp)

Negato il viaggio in Italia a Joshua Wong

Intanto, un tribunale dell'ex colonia britannica ha respinto a Joshua Wong, leader della protesta democratica, la richiesta di espatrio per recarsi in Italia. Lo fa sapere l'ufficio del portavoce del ministero degli Esteri cinese, in risposta a una richiesta di chiarimento sul possibile viaggio in Italia di Wong, previsto per fine novembre, dove è in programma un suo intervento alla Fondazione Feltrinelli di Milano.

"A quanto apprendo, un tribunale di Hong Kong, ha respinto l'8 novembre scorso la richiesta del signor Wong di lasciare Hong Kong per l'Europa", si legge nel breve comunicato in cui si definisce l'attivista pro-democratico - in regime di libertà su cauzione per manifestazione non autorizzata - "una minaccia alla prosperità e alla stabilità di Hong Kong".

Il monito di Pechino contro le "interferenze straniere"

Dagli Esteri di Pechino viene ribadita l'opposizione alle interferenze nelle vicende di Hong Kong da parte di "governi, organizzazioni o individui stranieri" e l'opposizione a fornire "piattaforme" per chi è impegnato nelle "attività per l'indipendenza di Hong Kong".

La nota ricorda, infine, i "buoni incontri" tra il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e il suo omologo cinese, Wang Yi, e i "molti punti di consenso importanti raggiunti" tra Cina e Italia. La Cina, conclude il comunicato, è pronta a lavorare con l'Italia "per promuovere ulteriormente la partnership strategica complessiva tra Cina e Italia e la cooperazione concreta tra i due Paesi".



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