I gilet gialli assediano Parigi

Cariche e lacrimogeni sugli Champs Elysees, finora 548 fermi. I parigini si barricano in casa, chiusi tutti i musei e sospesi i campionati in tutto il Paese

I gilet gialli assediano Parigi
Foto: Valentina Camu / Hans Lucas 
 Gilet gialli in piazza

Articolo aggiornato alle 14:05 dell'8 dicembre 2018

'gilet gialli' tornano nelle piazze francesi per il quarto atto di una protesta contro il governo che fonti di Eliseo hanno definito "un tentativo di golpe". Champs-Elysées ancora una volta teatro della guerriglia urbana: è stato attaccato il Publicis Drugstore e la barriera che lo proteggeva è stata smantellata. I pompieri sono anche intervenuti con gli idranti a Boulevard de Courcelles dove erano state date alle fiamme quattro auto e sempre nella zona degli Champs-E'lysées, dove erano state incendiate barricate. 

Ci sono inoltre numerose azioni di blocco e interruzioni sulle autostrade in tutto il Paese, compresi i due principali valichi di frontiera con la Spagna alle estremità dei Pirenei. E stando all'ultimo bollettino della prefettura, qualche minuto dopo mezzogiorno si contavano già 548 fermi. 

Intorno 10:25, la polizia ha sparato gas lacrimogeni contro i manifestanti in una strada perpendicolare al famoso viale, vicino all'Arco di Trionfo. Quasi un'ora dopo, ancora lacrimogeni per disperdere decine di "gilet gialli" che cercavano di penetrare lungo un altro viale adiacente agli Champs Elysees. Poco prima delle 11.00, diverse decine di manifestanti hanno anche fermato la circolazione lungo la tangenziale di Parigi, vicino a Porte Maillot per qualche minuto, ma sono stati rapidamente dispersi dalla polizia antisommossa.

Le autorità hanno dato ordine alle forze di sicurezza di intervenire subito per contenere le concentrazioni ed evitare che degenerino in scene di guerriglia urbana come avvenuto nei tre sabati precedenti. Nell'ambito di questa strategia, gli agenti hanno fatto centinaia di arresti preventivi. Il governo del resto è determinato a non lasciarsi sfuggire di mano la situazione, preoccupato che tra i manifestanti possano nascondersi facinorosi e persone armate.

Il premier Edouard Philippe si è presentato a metà mattinata dinanzi al giornalisti, per fornire qualche aggiornamento sulla situazione, al termine di un incontro con gli uomini della sicurezza del Ministero dell'Interno e con il ministro, Christophe Castaner. All'alba le forze dell'ordine avevano anche condotto numerosi controlli ai pedaggi di accesso autostradale a Parigi e fermato persone con maschere antigas, biglie e altri oggetti contundenti.

Una città blindata

I principali monumenti e musei della capitale francese sono chiusi, a cominciare dal Louvre, la Tour Eiffel, Arc de Triomphe e l'Opera. Il sindaco, Anne Hidalgo, ha spiegato che sono state ritirate circa 2 mila elementi di arredo urbano (panchine, segnaletica stradale) per evitare che possano essere usate come oggetti contundenti. E sono state annullate decine di partite di calcio in tutto il Paese, eventi festivi e anche altre manifestazioni programmate da tempo. 

Nonostante tutto, c'è comunque qualche turista che si aggira per le strade. Le Figaro ha fotografato una famiglia italiana di Verona: "Non abbiamo paura, non sembra così terribile. Siamo solo seccati che tutte le metropolitane siano chiuse: non è facile visitare qualcosa". 

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Intanto il movimento si divide. La delegazione di 'gilet gialli liberi', ala moderata del movimento di protesta, ha chiesto che la calma sia rispettata. Dopo aver incontrato il premier Edouard Philippe, uno dei rappresentanti, Benjamin Cauchy, ha riferito che il messaggio di "urgenza" è stato trasmesso, sostenendo di aver trovato il capo dell'esecutivo "attento, cosciente delle problematiche, in ascolto". Ora, ha aggiunto, è il momento che il presidente Emmanuel Macron prenda la parola, una richiesta ribadita anche da altri membri del movimento di protesta. Per Jacline Mouraud, portavoce dei 'gilet gialli liberi', "è necessario che Macron si esprima, che sia il presidente di tutti i francesi".

Da quando è tornato dal G20 a Buenos Aires, Macron non ha mai preso pubblicamente la parola, neanche dopo che Philippe ha annunciato la moratoria per tutto il 2019 dell'innalzamento della tassa sui carburanti. Il presidente francese ha fatto sapere che interverrà sulla crisi dei 'gilet gialli' solo a inizio della prossima settimana per evitare di buttare "benzina sul fuoco" prima della manifestazione di domani.



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