Le bufale più diffuse sulle proteste dei gilet gialli

In parallelo alla crescita della mobilitazione, sono aumentate anche le imprecisioni e le menzogne sul fenomeno. Facciamo un po' di ordine

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Da alcune settimane in Francia è esplosa la protesta dei cosiddetti “gilet gialli”, una realtà eterogenea – nata senza leader e portavoce – che contesta l’operato del governo Macron, in manifestazioni e blocchi stradali sfociati anche in azioni di guerriglia urbana.

In poco tempo, il movimento è riuscito a catalizzare il malcontento di alcune fasce della popolazione, in particolare rurale e dei piccoli centri abitati, contro il presidente Emmanuel Macron, colpevole tra le varie cose di voler aumentare le accise sulla benzina.

Parallelamente alla crescita del sostegno ai gilet gialli, si sono diffuse molte notizie imprecise, se non del tutto false. In alcuni casi - come una foto che ritrae una ghigliottina in piazza - queste notizie sono arrivate anche in Italia.

Con l’aiuto del lavoro dei colleghi fact-checkers francesi, proviamo a fare un po’ di chiarezza.

Le immagini dei feriti, ignorate dai media

A partire dal 20 novembre, durante i primi giorni della protesta, quasi 140 mila persone hanno condiviso su Facebook sette foto di manifestanti feriti, che sarebbero stati picchiati dalla polizia francese senza che la stampa ne parlasse.

In realtà – come ha spiegato Factuel, la sezione di fact-checking dell’agenzia di stampa francese Afp – questo contenuto è fuorviante. Due delle foto pubblicate, infatti, provengono dalla Spagna, sono state scattate anni fa e non hanno nulla a che fare con i gilet gialli. Le altre foto invece sono state riprese dai media nazionali, come Libération: non c’è stato insomma silenzio mediatico riguardante le violenze.

I ragazzi aggrediti dalla polizia

Un’immagine, ripresa circa 10 mila volte su Twitter, mostra invece la gendarmeria avvicinarsi minacciosa a un gruppo di adolescenti seduti, per caricarli con i manganelli. La foto, sebbene sia vera, è decontestualizzata e non raffigura una protesta dei gilet gialli.

Il fermo-immagine, infatti, proviene da un video del 2015, registrato a Parigi durante una marcia per il clima. Ma è stata una pagina Facebook di supporto ai gilet gialli a ripubblicarlo, ricevendo oltre 166 mila condivisioni.

In generale, come mostra questa raccolta di Afp, sulle immagini degli scontri la disinformazione agisce sempre con lo stesso schema: vengono riproposte foto reali, ma datate e fuori contesto, per ingannare il lettore e invitarlo alla condivisione istantanea.

Macron e Brigitte ballano divertiti poco prima dell’inizio delle proteste

Un video condiviso quasi 200 mila volte su Facebook, e visualizzato da oltre 4,5 milioni di persone, dice di mostrare il presidente Macron con la moglie Brigitte ballare due giorni prima dello scoppio delle proteste.

In realtà, le immagini riprese risalgono a ottobre e non c’entrano nulla con la nascita dei gilet gialli. Per l’occasione, infatti, Macron era a Yerevan, in Armenia, per un incontro internazionale. Durante un ricevimento ha abbozzato la danza, sulle note della musica popolare del Paese.

Lo stesso ministro della salute armeno, Arsen Torosyan, ha pubblicato lo stesso filmato, con l’audio originale, sostituito con la musica di un artista marocchino nella versione diventata virale durante i primi giorni di manifestazioni.

Il poliziotto che supporta i gilet gialli

Il 24 novembre, una foto che ritrae un poliziotto – di cui però non si vede il volto – è stata condivisa oltre 180 mila volte su Facebook. L’uomo, con indosso una maglia della gendarmeria francese, tiene in mano un cartello con scritto: “Non mollate!”, un chiaro messaggio a sostegno delle proteste secondo chi l’ha pubblicata.

Come nel caso delle immagini dei manifestanti feriti, anche qui si tratta di un post già pubblicato anni fa. Secondo Afp, il messaggio è probabilmente quello di un membro delle forze dell’ordine, ma non c’è un collegamento con le proteste di questi giorni: il contesto della foto originale sono infatti manifestazioni della polizia francese del 2016, a Parigi, che chiedevano più risorse e investimenti economici per il settore della sicurezza.

La bufala della ghigliottina in piazza

Una notizia falsa che è arrivata negli ultimi giorni anche in Italia riguarda una presunta ghigliottina che i gilet gialli avrebbero montato in piazza come simbolo della loro protesta e come messaggio alla classe politica francese.

L’immagine in questione è però fuorviante e manipolata. Come spiega Les Observateurs, lo scatto originale risale a gennaio 2018, durante una manifestazione di un sindacato francese che aveva organizzato quella protesta simbolica contro i tagli alla cultura.

Nella foto non modificata, la ghigliottina è ornata con nastri rossi, e non gialli, come nella versione “francese”. Discorso analogo vale per i gilet gialli presenti nel contenuto manipolato: nell’originale i manifestanti ne sono sprovvisti.

Ci sono davvero cecchini che sparano dai tetti contro i gilet gialli?

La scorsa settimana, alcuni profili social hanno iniziato a condividere un video delle proteste dei gilet gialli, dove si vede un uomo accasciarsi in lontananza dopo quello che sembra essere lo scoppio di un razzo. Negli stessi giorni, è stato diffuso un fermo immagine che ritrarrebbe cecchini presenti sul tetto di un edificio.

Secondo la versione complottista della notizia, questi due contenuti sarebbero la prova che durante le proteste il governo avrebbe utilizzato cecchini per sparare contro i manifestanti.

Ma, come ha spiegato Libération, questa è una bufala: l’uomo accasciatosi nel video, infatti, non è stato ucciso da un proiettile, ma è probabilmente rimasto ferito da una pistola flash-ball, un’arma non letale in dotazione alle forze dell’ordine.

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