Asia Argento è diventata ingombrante per il movimento #metoo

La notizia della violenza su un giovane attore mette alla prova la credibilità dell’attrice e, soprattutto, di tutto il movimento, che ha già preso le distanze con un tweet della fondatrice e leader Tamara Burke

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MUSTAFA YALCIN / ANADOLU AGENCY 
 Asia Argento a Cannes

La notizia della presunta violenze sessuale di Asia Argento sull’allora minorenne Jimmy Bennett, seguita da un accordo di 380 mila dollari che, di fatto, varrebbe come una ammissione di colpa, è esplosa tra le file del movimento #metoo e rischia si delegittimarlo se non addirittura di spazzarlo via.

Sui social network è subito diventato virale l'hashtag #shetoo e, tra ironia e perfidia, molti si sono scagliati contro una delle prime accusatrici di Harvey Weinstein, divenuta icona dell lotta contro la violenza sessuale. La rivelazione, portata alla luce dal New York Times, mette alla prova la credibilità dell’attrice e, soprattutto, di tutto il movimento, che da Asia Argento ha già preso le distanze tramite un tweet della fondatrice e leader Tamara Burke.

“La violenza sessuale riguarda il potere e i privilegi" scrive, " Ciò non cambia se il colpevole è la tua attrice preferita, attivista o professore di qualsiasi genere” e continua “Non esiste un modello. Siamo imperfettamente umani e tutti dobbiamo essere responsabili del nostro comportamento individuale”.

Una chiamata alle proprie responsabilità quindi, quella della Burke che, dal tono del messaggio, sembra considerare vere le accuse nei confronti della Argento. Il caso Weinstein, così come quello riguardante Kevin Spacey, ci fa riflettere su come, sul filo della rete, il giudizio corra veloce e una carriera, anche quando, per esempio, meravigliosa come quella di questi due personaggi che hanno indiscutibilmente scritto alcune pagine grandiose della storia del cinema, possa finire in un attimo in frantumi e senza alcuna pietà.

Cosa succederà quindi adesso ad Asia Argento che, trincerata nel silenzio, comincia ad incassare la diffidenza di addetti ai lavori e pubblico? Il movimento #metoo non è stato il primo a muoversi, prima della Burke già la produzione di XFactor ha annunciato, senza mezzi termini, che qualora la notizia del NY Times si rivelasse vera interromperebbe all’istante i rapporti con la Argento. Ieri anche la sua nuova amica Rose McGowan ha affidato ad un tweet il suo dolore per le rivelazioni del giornale americano: "Ho conosciuto Asia Argento dieci mesi fa. Il nostro punto in comune è di aver condiviso il dolore di esser state aggredite da Harvey Weinstein. Ho il cuore spezzato e continuerò a battermi per difendere le vittime delle molestie ovunque”.   



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