Perché Tim è diventata il nuovo fronte dello scontro Italia-Francia

"Non è una risposta alla question Fincantieri", ma la società di telefonia è stata considerata di interesse strategico. Cosa sappiamo 

Perché Tim è diventata il nuovo fronte dello scontro Italia-Francia
 (Afp)
 Calenda

Si allarga lo scontro tra Italia e Francia. Il braccio di ferro sulla vicenda Fincantieri-Stx, dopo la decisione di Parigi di nazionalizzare temporaneamente i cantieri di Saint-Nazaire, si intreccia con la partita su Tim. Il governo ha avviato un'istruttoria, sollecitata dal Mise, per valutare la possibilità di esercitare sull'azienda telefonica la cosiddetta 'golden power', ovvero poteri speciali sugli asset societari in settori considerati strategici. Nessuna ritorsione, ha precisato il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, al termine dell'informativa alla Camera su Fincantieri.

Una risposta alla questione Fincantieri? 

"Non ha nulla a che fare con la questione Fincantieri. Facciamo quello che il governo deve fare - ha spiegato - applichiamo regole che esistono. Abbiamo chiesto a palazzo Chigi di verificare se esistono obblighi di notifica" dell'inizio dell'attività di direzione e coordinamento del gruppo francese Vivendi, primo azionista di Tim con il 23,94%. Ma la mossa del governo sulla 'golden power', che arriva a poche ore dal nulla di fatto con cui si è concluso l'incontro di ieri al Tesoro su Stx, suona come una sorta di avvertimento a Parigi in una trattativa tesa e difficile che andrà avanti da qui al vertice italo-francese del 27 settembre.

"Applicheremo con intransigenza le norme in vigore su golden share e proporremo una norma anti-scorrerie per le aziende quotate", ha detto Calenda confermando la linea della fermezza. Secondo il ministro, "esistono le condizioni per trovare un accordo su Stx" con la Francia ma l'Italia non cederà.

Perché adesso la partita è Tim

Tim è considerata una delle società a rilevanza strategica nel settore delle comunicazioni per la rete telefonica. Dopo il consiglio di amministrazione di giovedì scorso, il gruppo francese Vivendi ha reso noto di avere la "direzione e il coordinamento" della società. In sostanza, il cda ha recepito così il nuovo assetto al vertice innescato dalle dimissioni dell'ex amministratore delegato, Flavio Cattaneo, con il conferimento "temporaneo" delle deleghe che erano in capo allo stesso Cattaneo al presidente esecutivo della compagnia (e Ceo di Vivendi) Arnaud de Puyfontaine, che con il supporto del management della società, guiderà il gruppo.

Alla luce di ciò, la presidenza del Consiglio, su sollecitazione del ministero dello Sviluppo Economico, si è attivata per avviare un'istruttoria con l'obiettivo di valutare la sussistenza di obblighi di notifica e, più in generale, l'applicazione del decreto-legge sulla golden power in base a quanto comunicato da Tim giovedì scorso. "Ragionamenti utili e legittimi sugli assetti proprietari delle reti non possono essere presentati e perseguiti come ritorsioni verso investitori stranieri ma devono essere valutati sotto il profilo dell'interesse generale", ha precisato Calenda. Per ora nessuna reazione da parte francese: interpellata, Vivendi non ha voluto commentare la decisione del governo. 



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