Perché Tesla sui ritardi della Model 3 si sta giocando tutto

Nell'ultima trimestrale il rosso è record (619 milioni). Tesla non è praticamente mai uscita dalla fabbrica, e Musk sa che adesso si gioca molto. E si rincorrono le voci di una bolla

Perché Tesla sui ritardi della Model 3 si sta giocando tutto

Non è la prima volta che Elon Musk cambia programma in corsa. Lo ha fatto con Space X e adesso è stato costretto a farlo con Tesla. Model 3, l'auto che avrebbe dovuto accelerare la produzione e rendere le elettriche di Elon Musk più popolari, sta incontrando notevoli difficoltà produttive. La conferma è arrivata con i dati della trimestrale, la peggiore della storia della società. Al di là del rosso record (619,38 milioni di dollari, peggio delle attese degli analisti), Wall Street penalizza il titolo proprio per i dati sulla Model 3.

 Model 3 non è mai uscita dalla fabbrica

A ottobre, Tesla avrebbe dovuto produrne 1500: ne ha consegnate 222, tutte destinate ai dipendenti. In altre parole: Model 3 non è ancora uscita dalla fabbrica. La società ha provato a parlare di “progressi”, di processi capaci di “grandi salti da una settimana all'altra”. E ha cercato di giustificarsi con “la complessa natura della produzione”. Ma non ha potuto fare finta di nulla di fronte ai numeri. La tabella di marcia cambia: il traguardo delle 5 mila unità a settimana che Tesla avrebbe dovuto produrre a partire da dicembre slitta “al primo trimestre del 2018”. Un ritardo che potrebbe condizionare l'obiettivo del prossimo anno, fissato a 500 mila vetture. Lo stesso Elon Musk, di solito trionfale, nella conferenza post-trimestrale ha svelato di essere “abbattuto” sull'andamento recente. Anche se poi è tornato ai suoi toni abituali: “In un grande disegno, è uno slittamento relativamente piccolo”.

Scheda: Possibile che Tesla sia un bolla? 

C'è però da aggiungere che Tesla pare tutt'altro che convinta di rispettare la nuova roadmap. La nota che accompagna la trimestrale dice infatti che sarà “difficile prevedere esattamente quanto tempo servirà” per superare i problemi attuali nella catena di produzione e non esclude che “potrebbero emergerne di nuovi”. Nonostante i proclami, quindi, anche Tesla ha iniziato ad avere un atteggiamento più cauto. Tanto da non dare per scontato l'obiettivo delle 5 mila vetture fissato all'inizio del 2018: “Forniremo un aggiornamento – si legge nella nota – quando pubblicheremo i dati sulla produzione del quarto trimestre, nei primi giorni di gennaio”.

Il futuro dell'azienda si gioca sulla Model 3

La sfida di Model 3 era, almeno nelle proporzioni annunciate, enorme. Tesla puntava a produrre 5 mila unità a settimana quando nell'intero trimestre chiuso a settembre ne ha consegnate poco più di 26 mila. E punta a quota 500 mila nel solo 2018 quando in tutta la sua storia ha prodotto poco più di 250 mila vetture. Model S e Model X (le due vetture di lusso della casa) aumentano le vendite (+4,5% rispetto allo scorso anno) ma su numeri ancora ridotti: 25,915 unità nel trimestre, saranno circa 100mila nel 2017. Musk sa, quindi, che il futuro della compagnia si gioca sulla Model 3 (con i suoi 35mila dollari più abbordabile rispetto alle sue sorelle). Ecco perché Tesla, tra ottobre e dicembre, “produrrà il 10% in meno di Model S e Model X per riallocare parte della forza lavoro verso la produzione della Model 3”. Il mercato dell'auto elettrica corre e Tesla deve accelerare.   



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