Dieci previsioni tecnologiche per il 2019 (tra cui il ritorno delle stampanti 3D)

Le previsioni sono di Deloitte. Oltre alle stampanti, intelligenza artificiale democratica, la Cina molto più forte e un nuovo boom degli eSport

previsioni tecnologiche 2019
 (Afp)
 Stampante 3D

Intelligenza artificiale più democratica, Cina più forte, maggiordomi digitali in piena espansione, così come 5G e eSport. Sono alcune delle dieci previsioni tecnologiche di Deloitte per il 2019.

Intelligenza artificiale più democratica

L'Intelligenza artificiale uscirà dalla nicchia degli esperti per arrivare – prevede Deloitte - “ovunque”. Le aziende accelereranno ulteriormente l'adozione di soluzioni che incrociano AI e cloud. Il 70% delle società sfrutterà applicazioni di questo tipo. Una percentuale che arriverà all'87% nel 2020. “Fino a ora – afferma il rapporto - i vantaggi dell'intelligenza artificiale si sono concentrati nelle mani dei giganti della tecnologia, con grandi risorse finanziarie, solida infrastruttura IT e capitale umano altamente specializzato. Grazie al cloud, “aumenterà l'efficienza e ci saranno migliori ritorni sugli investimenti”. In altre parole: l'AI sarà più sostenibile dal punto di vista economico, favorendo così un'espansione che va oltre il perimetro dei pionieri.

Smart speaker poliglotti

Gli smart speaker, gli altoparlanti intelligenti integrati con gli assistenti digitali, hanno avuto una crescita enorme nel 2018 (+187%). Si è trattato però di vendite ottenute quasi esclusivamente nei Paesi di lingua inglese. Il 2019 sarà l'anno della consacrazione globale. Nel 2019 il mercato degli smart speaker varrà 7 miliardi di dollari, con 164 milioni di unità vendute a un prezzo medio di 43 dollari. Un salto del 63% rispetto a quest'anno, quando le unità dovrebbero essere 98 milioni e l'incasso di 4,3 miliardi. Se queste previsioni saranno confermate, i maggiordomi digitali saranno i dispositivi connessi con il più rapido tasso di crescita al mondo: tra 12 mesi ce se saranno 250 milioni in circolazione. Per Deloitte, gli smart speaker, nel lungo termine saranno il principale punto di contatto tra uomo e digitale.

L'esordio del 5G

Arrivano le reti di nuova generazione. Se nel 2018 ci sono stati i primi test, il 2019 sarà l'anno dei primi contatti con il pubblico. Le potenzialità di crescita sono enormi, come dimostrano i milioni investiti dagli operatori di tutto il mondo. Secondo Deloitte, in 25 (circa un terzo di chi sta sperimentando la tecnologia) riusciranno a lanciare servizi 5G. Un numero che dovrebbe raddoppiare nel 2020. Nel 2019 sarà venduto un milione di smartphone 5G. È solo l'antipasto del 2020, quando diventeranno 15-20 milioni. “Non accadrà da un giorno all'altro – afferma il rapporto - ma il 5G cambierà profondamente le nostre interazioni ed esperienze. Una buona notizia per gli utenti, che richiedono prestazioni migliori e un maggiore accesso ai contenuti”. Il 5G offrirà “velocità più elevate e bassa latenza”, consentendo nuove applicazioni in diversi settori, “dalla realtà aumentata all'intrattenimento, dalla medicina alle smart city”.

Cina leader della connettività

Lo stiamo vedendo in questi giorni con il caso Huawei. La connettività del futuro è un affare non solo industriale ma anche geopolitico. Secondo Deloitte, la Cina non avrà rivali nel medio termine. Sarà il leader mondiale nelle reti di telecomunicazione già nel 2019. Ed è probabile che il divario con gli altri Paesi si amplierà nel medio termine. Merito della combinazione tra leadership tecnologica e presenza della base utenti più ampi al mondo. Due fattori che rivoluzioneranno i modelli di business tradizionali, dal retail al settore bancario fino all'intelligenza artificiale.

Esport, si fa sul serio

Leghe professionistiche, diritti di trasmissione, biglietti, merchandising: gli eSport (le competizioni di videogiochi) si stanno consolidando. E continueranno a crescere nel 2019. Nel Nord America l'espansione dovrebbe essere del 35%. I videogiochi sono un'attività di massa, capace di attrarre un pubblico molto giovane e appassionato. Riusciranno i media tradizionali – si chiede Deloitte – ad attrarli? Alcuni, come Espn e Abc, si stanno provando. Ma non basta una trasmissione classica: serve garantire un'esperienza immersiva.

Sport in tv, “un'isola felice”

Lo streaming e sta erodendo il tempo passato davanti all tv, soprattutto tra i più giovani. Tuttavia, c'è un prodotto che regge meglio degli altri: lo sport. Deloitte lo definisce “un'isola relativamente felice” in un contesto che soffre la concorrenza di altri canali. Perché? La passione dei tifosi, certo. Ma secondo il rapporto c'è di più: sport in tv e scommesse si spingono l'un l'altro. Circa il 40% degli americani tra i 25 e i 34 anni scommettono sugli sport. Tra quelli che guardano le partite in televisione, la quota sale attorno al 75%.

La resilienza della Radio

Molte volte la radio è stata data per morta. Ma né la tv né il web sono riusciti a ucciderla. Deloitte sottolinea, al contrario, il suo buono stato di salute. Nel 2019 produrrà un giro d'affari di 40 miliardi di dollari, in crescita dell'1% rispetto al 2018. L'85% della popolazione nei Paesi sviluppati ascolta la radio almeno una volta alla settimana. E sono 3 miliardi le persone le che lo fanno in tutto il mondo, per una media di 90 minuti al giorno. La nota più interessante riguarda però la capacità di raggiungere un pubblico giovane: ascolta la radio il 90% della popolazione tra i 18 e i 34 anni.

La stampa 3D accelera

Qualche anno fa sembrava a crescere in maniera istantanea. Non è stato così. Ma adesso la stampa 3D sarebbe pronta per una nuova accelerazione. Le vendite di stampanti, materiali e servizi dovrebbero raggiungere i 2,7 miliardi di dollari nel 2019 e toccare i 3 miliardi nel 2020. A supportare il settore ci sono i perfezionamenti tecnologici e la disponibilità di nuovi materiali “stampabili”, soprattutto metalli (anche se la plastica resta predominante). La maturazione, spiega Deloitte, non passerebbe da una sostituzione dei metodi di produzione tradizionali con la stampa in 3D. È più probabile un sistema misto, forse meno rivoluzionario ma più efficiente.

Alla scoperta del quantum computing

Il 2019 sarà un anno di “valutazione”. Deloitte smorza gli entusiasmi sull'applicazione della meccanica quantistica ai computer. È probabile che si arrivi a un super-calcolatore, ma il quantum computing non è fatto per entrare nei nostri portatili. E, anche nel caso in cui venissero sciolti gli attuali nodi teorici, non ci saranno applicazioni pragmatiche immediate. I computer quantistici non sostituiranno quindi quelli dedicati agli utenti. È possibile che il loro giro d'affari arrivi sarà paragonabile a quello dei supercomputer attuali: circa 50 miliardi di dollari. I prossimi dieci anni saranno l'epoca dei pionieri. Le prime applicazioni commerciali potrebbero arrivare negli anni '30. Con dispositivi molto voluminosi e costosi.

L'indipendenza tecnologica cinese

La Cina espanderà le sue capacità tecnologica, soprattutto nel settore dei semiconduttori. Il comparto crescerà del 25% e toccherà i 120 miliardi di dollari. Si specializzerà in chip per l'intelligenza artificiale. E qui torna la geopolitica. Secondo Deloitte la Cina viaggia verso “l'indipendenza dei semiconduttori”. In altre parole: il Paese sarà l'unico in grado di produrre le componenti di un dispositivo in casa. E di reggere, in alcuni settori, solo grazie alla forte domande del mercato interno. Leva enormi su cui gli Stati Uniti non possono contare.



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