Wall Street in profondo rosso per paura del virus

Wall Street in profondo rosso per paura del virus

 Sui mercati Usa pesano le incertezze sull'esito elettorale e sugli stimoli. C'è paura anche per l'aumento dei contagi, che oggi volano quasi a 61 mila casi, sotto le precedenti quote record ma sopra i livelli della settimana scorsa

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Wall Street

AGI - Wall Street chiude la giornata di lunedì 26 ottobre in profondo rosso per l'aumento dei contagi negli Stati Uniti e in Europa. E anche il petrolio a New York chiude in netto calo, con il Wti che perde il 3,2% sotto 39 dollari al barile. Il Dow Jones arretra del 2,29%, dopo aver ceduto oltre il 3%, registrando la peggior giornata da settembre.

Lo S&P scende dell'1,82% e il Nasdaq dell'1,64%. In rosso anche i listini europei, con il Dax di Francoforte che tracolla del 3,71%, dopo la pubblicazione dell'indice Ifo sulla fiducia delle imprese tedesche, che è sceso ai minimi da 4 mesi. Sul listino di Francoforte c'eèanche da segnalare il crollo di Sap, precipitata di oltre il 20%.

La multinazionale specializzata nella produzione di software gestionale, ha tagliato il suo outlook annuale per il timore di nuovi loockdown e della chiusura dei suoi clienti business. Londra, Parigi, Milano e Madrid cedono oltre l'1%. A New York sono invece le aziende legate ai viaggi e al turismo ad affondare, con Carnival e Royal Carribean che perdono intorno al 9%.

Sui mercati Usa pesano le incertezze sull'esito elettorale e sugli stimoli. C'è paura anche per l'aumento dei contagi, che oggi volano quasi a 61.000 casi, sotto le precedenti quote record ma sopra i livelli della settimana scorsa.

Gli esperti temono che con l'arrivo del freddo invernale la pandemia possa trovare terreno ancora più fertile e c'è preoccupazione perché l'aumento dei contagi ha di fatto anticipato i tempi. Intanto negli Stati Uniti la trattativa sugli stimoli resta bloccata.

La speaker dem alla Camera Nancy Pelosi si aspetta ancora delle risposte e non demorde ma la mancanza di progressi nel negoziato non lascia ben sperare e tutti ormai si aspettano che gli aiuti non arriveranno prima del 3 novembre.

Intanto in Francia i contagi hanno toccato il livello record dei 52 mila casi giornalieri, la Spagna ha annunciato un nuovo stato di emergenza e l'Italia ha ordinato la chiusura di ristoranti e bar entro le 18. Insomma, in Europa la situazione peggiora e anche qui l'inverno non e' ancora arrivato.