Per numero di contagi l'Italia è seconda solo alla Cina 

Per numero di contagi l'Italia è seconda solo alla Cina 

Sono 7.375 i casi di coronavirus, aumentati di 1.492 in un giorno. Dall'inizio dell'emergenza sono morte 366 persone, 622 sono guarite. Il 72% dei decessi è avvenuto in Lombardia. Fino a tre mesi di arresto o l'ammenda fino 206 euro è la sanzione per chi viola le limitazioni agli spostamenti 

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© Riccardo De Luca/AGF - Coronavirus: turista con mascherina protettiva

Sono 7.375 i casi totali di coronavirus nel nostro Paese. Lo ha detto domenica sera il commissario all'emergenza Angelo Borrelli. Nella giornata di ieri si è registrato un aumento record di 1.492 casi in sole 24 ore. 6.387 sono le persone attualmente positive, 622 i guariti, 366 i decessi. Di questi, 267 sono nella sola Lombardia, pari al 72,9% del totale. Altri 56 decessi sono avvenuti in Emilia Romagna e 18 in Veneto. Altre 6 Regioni contano tra 1 e 7 deceduti ciascuna. Questi i dati distribuiti dalla Protezione Civile. Numeri che hanno visto l'Italia scalzare la Corea del Sud e finire in coda alla Cina per numero di contagi.

Nella notte di sabato il governo ha reso tutta la Lombardia e altre 14 province 'zona rossa'. Nel decreto illustrato a tarda notte dal premier, Giuseppe Conte, vengono vietati l'ingresso e l'uscita, e sono previste ulteriori restrizioni, dalla Lombardia e dalle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Asti, Alessandria, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli. 

Fino a tre mesi di arresto o l'ammenda fino 206 euro è la sanzione per chi viola le limitazioni agli spostamenti nelle "aree a contenimento rafforzato" di fronte all'emergenza coronavirus. E' scritto nella direttiva ai prefetti che il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, ha diramato questa sera per l'attuazione dei controlli.

Per approfondire: Le misure del Viminale

La misura è quella prevista in via generale dall'articolo 650 del codice penale (inosservanza di un provvedimento di un'autorità), salvo che non si possa configurare un'ipotesi più grave quale quella prevista dall'articolo 452 del Codice penale (delitti colposi contro la salute pubblica che persegue tutte le condotte idonee a produrre un pericolo per la salute pubblica). 

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