Perché la trattativa con la Ue sulla manovra starebbe andando bene

Tria resterà nella capitale belga fino alla chiusura del negoziato. La Ue sembra orientata a concedere più tempo all'Italia

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Nella sede della Commissione europea ieri è arrivato anche il direttore generale del Tesoro, Alessandro Rivera. Un segnale che Roma e Bruxelles stanno lavorando per limare l'intesa sulla manovra. Una delle ipotesi sul tavolo, secondo quanto apprende l'Agi da fonti comunitarie, sarebbe quella di concedere più tempo al governo. La deadline sulla procedura di infrazione è fissata per il 19 dicembre ma le trattative potrebbero proseguire, potrebbe essere necessario un ulteriore tempo per continuare le valutazioni, riferiscono le stesse fonti. La Commissione potrebbe così non considerare il 19 come la data per avviare la procedura d'infrazione. 

La proposta italiana in ogni caso non cambia, sotto il 2,04% del rapporto deficit/Pil non c'è intenzione di scendere ma a confermare che le posizioni non sono lontane come nelle scorse settimane è il commissario per gli Affari economici Pierre Moscovici. Dice di essere stato frainteso, che le parole espresse questa mattina, quel "non ci siamo", non rappresentano lo stato attuale della trattativa. "La distanza tra le posizioni è minore rispetto a prima, l'Italia sta facendo un grande sforzo", l'obiettivo è di arrivare ad una soluzione ma "il negoziato non è concluso", ha spiegato.

Un lungo colloquio tra Conte e Merkel

Conte è al lavoro per cercare la sponda degli altri leader europei. Dalla Cancelliera Merkel (con la quale ha avuto oggi un lungo colloquio definito "positivo") al premier olandese Rutte. Resta la freddezza da parte di alcuni leader europei, a cominciare da quelli dei paesi del Nord, verso le mosse italiane, spiegano le stesse fonti. Il ministro dell'Economia Tria - ieri ha incontrato sia Moscovici che il commissario Dombrovskis - ha assunto un ruolo centrale, rimarrà nella capitale belga - ha fatto sapere - fino a quando l'accordo non sarà chiuso. Il vero nodo sul tavolo resta sempre lo stesso: l'impatto delle misure italiane sul deficit strutturale.

Il premier rassicura Di Maio e Salvini

Tra Natale e Capodanno dovrebbero arrivare i due decreti su reddito di cittadinanza e "quota 100" per le pensioni. Provvedimenti a cui M5s e Lega non intendono rinunciare. Conte mercoledì a cena ha rassicurato Di Maio e Salvini. "Cambiano i decimali ma la sostanza non cambia, così evitiamo la procedura di infrazione", dice il primo. "Piena fiducia nel lavoro di Conte. Siamo persone di buon senso e soprattutto teniamo fede a ciò che avevamo promesso ai cittadini", mettono nero su bianco entrambi. "Nessuna riduzione della platea, nessuna riduzione delle cifre", chiarisce palazzo Chigi, per quanto riguarda il reddito di cittadinanza "nella valutazione tecnica della platea si è inserito un aggiustamento del 10% dovuto a un fattore statistico".

M5s e Lega rigettano la tesi di aver disatteso il contratto di governo. Lo stesso Conte scende in campo per arginare mal di pancia e dissapori. "Non voltiamo le spalle agli italiani", sottolinea Conte che difende a spada tratta la proposta messa sul tavolo, una proposta - rimarca - che va anche nell'interesse dei cittadini europei.

"Clima positivo"

Conte e Tria sono al lavoro a Bruxelles per convincere i leader europei sulla validità della proposta italiana sulla manovra. Le trattative vanno avanti ad oltranza. L'obiettivo principale del presidente del Consiglio era sondare soprattutto la Cancelliera Merkel per imprimere una accelerazione. Il premier ha incontrato inoltre a margine dei lavori del Consiglio europeo il primo ministro portoghese Costa. Il governo stringe sulla partita, vorrebbe chiudere entro questo fine settimana. Bruxelles intende evitare la procedura di infrazione nei confronti del governo. Potrebbe 'congelare', spiegano fonti comunitarie, la decisione sulla procedura d'infrazione, in attesa di ulteriori valutazioni. Il clima comunque, ha sottolineato lo stesso commissario Moscovici, è positivo. 

I timori dei partiti

Salvini e Di Maio sono stati ieri rassicurati dal premier ma tra M5s e Lega restano i sospetti sui 'tagli' per quanto riguarda reddito di cittadinanza e 'quota cento'. I due vicepremier ieri hanno rilanciato il 'mandato' al presidente del Consiglio per chiudere l'intesa con la Commissione europea ma il timore di pentastellati e leghisti è di un ridimensionamento dei due provvedimenti inseriti nel contratto di governo. "Platea e cifre non cambiano", ribadiscono a palazzo Chigi. L'esecutivo è al lavoro sugli emendamenti alla manovra e nel frattempo oggi ha incassato due fiducie, la prima sul ddl anticorruzione, la seconda sul dl fiscale. 



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