Ecco i risultati del piano Industria 4.0 (che cambia nome). Calenda: "Adesso fase due"

Gli investimenti crescono, le aziende cominciano ad approfittarne e il piano formazione darà nuove possibilità di lavoro, spiega il ministro dello Sviluppo. Unica pecca: il venture capital italiano ancora troppo scarso. Tutti i numeri 

Ecco i risultati del piano Industria 4.0 (che cambia nome). Calenda: "Adesso fase due"

"Oggi il piano si chiama Impresa 4.0 e non più Industria 4.0. Questo è un lavoro di squadra: abbiamo cercato di essere più quantitativi possibile". A presentare la fase due del piano nazionale 'Impresa 4.0' è il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda che, numeri alla mano, in un convegno alla Camera 'sfoglia' un power point con i risultati del 2017 cedendo di volta in volta la parola agli ministri che fanno parte dell'apposita cabina di regia: quelli dell'Economia Pier Carlo Padoan, dell'Istruzione Valeria Fedeli e del Lavoro Giuliano Poletti. "Questo è il secondo capitolo che si va aprendo, dove saranno protagoniste competenze e lavoro - ha sottolineato Calenda - da gennaio a giugno abbiamo avuto un andamento di ordinativi che segna un +9%, dato in linea con gli obiettivi dei primi mesi dell'anno, e si e' avuto un abbattimento fortissimo delle scorte, che per molti anni erano state ferme. Gli strumenti stanno funzionando".

Il dato negativo: il venture capital e gli investimenti in startup


Ma il piano non registra solo elementi e dati positivi, c'è anche qualche negatività: "Non stiamo andando bene sul venture capital - osserva Calenda - non siamo in linea con gli obiettivi, una crescita troppo bassa". Inoltre, il Sud arranca ancora rispetto al Nord e "usa molto meno gli incentivi" e bisogna lavorare anche sulla conoscenza: "Il piano Industria 4.0 era conosciuto poco, oggi non c'è un imprenditore manifatturiero che non sa cosa sia, e questo grazie al lavoro di squadra fatto anche con il mondo delle imprese".

I risultati sono comunque soddisfacenti per il ministro, che a più riprese afferma che il piano "È sulla strada giusta". Così, nei primi 8 mesi del 2017 "l'importo dei crediti garantiti dal Fondo di Garanzia è aumentato del 10,7%" e "con i contratti di sviluppo, da settembre 2011 a settembre 2017, sono state concesse complessivamente agevolazioni per circa 1,9 miliardi (di cui 1,7 al Sud) e sono stati creati o salvaguardati più di 53.000 posti di lavoro". Il ministro ha poi ricordato "l'aumento del numero delle aziende che spendono in Ricerca e Sviluppo" e l'incremento "del valore totale della spesa in ricerca e sviluppo programmata dalle singole imprese", come emerge da un'indagine campionaria condotta su 68mila aziende. Di seguito tutti i numeri presentati dal ministro, in dettaglio.

Scheda: Ecco come trasformare un'azienda. Il piano Industria 4.0, spiegato

Il piano per gli investimenti in innovazione

1. Investimenti privati da 80 a 90 miliardi nel biennio 2017-2018

 In attesa dei dati consolidati, si sta misurando l'efficacia dell'Iper e Super ammortamento e della NuovaSabatini attraverso l'indicatore degli ordinativi: gli ordinativi interni di beni 4.0 sono cresciuti del 9% nel primo semestre del 2017 su base annua (con picchi del +11,6% per macchinari) e le attese a breve sugli ordinativi delle imprese manifatturiere sono ai massimi livelli dal 2010.

2. Aumentare di 11,3 miliardi la spesa privata in Ricerca e Sviluppo

In attesa della chiusura dei bilanci delle aziende, l'andamento della spesa in Ricerca e Sviluppo è stato monitorato attraverso una ampia indagine campionaria: grazie al credito di imposta per Ricerca e Sviluppo e al Patent Box, su 68mila imprese intervistate, 24mila hanno dichiarato di voler spendere in Ricerca e sviluppo nel 2017. Di queste, 11.300 aumentano la spesa del 10-15% rispetto allo scorso anno e 4.500 imprese non spendevano in Ricerca e Sviluppo nel 2016.

3. Più investimenti privati in early stage in startup (1 miliardo nel 2020)

Nel 2015 il volume totale degli investimenti in early stage era pari a circa 130 milioni (contro i 780 milioni di Germania e i 534 milioni di Spagna). Il Governo si è posto l'obiettivo di portarlo a circa 1 miliardo nel 2020 grazie a misure differenziate per le nuove imprese. Al I semestre 2017 gli investimenti in early stage sono cresciuti di appena il 2% rispetto al 2016. È una crescita positiva ma sotto le attese: per questo si procederà a definanziare le misure che non hanno funzionato e, allo stesso tempo, verrà sviluppata una nuova misura per le startup innovative. In questo contesto è stato inoltre recentemente autorizzato dalla Commissione europea il potenziamento incentivi su investimenti in equity di startup innovative. 

Gli strumenti di supporto pubblico messi in campo dal governo

1.Più credito con riforma e finanziamento del Fondo di Garanzia

Da gennaio ad agosto 2017 il totale finanziato dal Fondo di Garanzia è cresciuto dell'8,9% rispetto allo stesso periodo del 2016 (10,5 miliardi di nuovi finanziamenti bancari) e il totale garantito è cresciuto del 10,7% (7,4 miliardi di garanzie pubbliche).

2. Incrementare i contratti di sviluppo

Da settembre 2011 a settembre 2017 i contratti di sviluppo finanziati sono 102, di cui la grande prevalenza al Sud (88 contro i 14 al Centro-Nord); gli investimenti previsti sono pari a 3,6 miliardi di euro; le agevolazioni concesse sono pari a 1,9 miliardi (di cui 1,7 miliardi al Sud e 200 milionial Centro Nord); l'occupazione salvaguardata e/o creata supera i 53mila addetti.

3. Rafforzare Piano Made in Italy per le catene digitali di vendita

Da gennaio a luglio 2017 l'avanzo commerciale italiano è stato di 25,6 miliardi di euro e l'export è cresciuto del +7,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

 

Le infrastrutture digitali al servizio delle aziende

Obiettivo, 100% aziende connesse a 30Mbps e il 50% a 100Mbps

In seguito alla revisione dei piani privati di investimento delle Telco, il Piano Banda Ultralarga ha previsto uno stanziamento di 3,5 miliardi di euro entro il 2020 l'85% dei civici nazionali avrà copertura a 100Mbps e il 15% a 30 Mbps.

 

I progetti sulla formazione dei lavoratori

1. Formare 200.000 universitari e 3.000 manager su temi 4.0

È stato lanciato il "Piano Nazionale Scuola Digitale" per la formazione di 150mila persone sui temi del digitale e la creazione di 8.400 animatori digitali coinvolgendo più di 1,3 milioni di studenti e oltre 4.000 istituti.

È stato avviato il programma Alternanza Scuola/Lavoro che ha coinvolto 90mila studenti su tematiche Industria 4.0 e previsto il potenziamento degli Its a partire dall'anno 2018/2019 con l'obiettivo di raddoppiare il numero degli studenti entro il 2020.

Sono stati inoltre aperti i bandi per 700 dottorati nel 2017/2018 sul tema Industria 4.0 e finanziati i Cluster Tecnologici Nazionali con 1 miliardo di investimento pubblico-privato.

Grazie al sistema duale dell'apprendistato, ad oggi sono stati inseriti nei percorsi formativi 21.297 giovani; oltre 10.600 assunzioni con l'apprendistato di I livello e oltre 1.100 con l'apprendistato di alta formazione e ricerca; sono stati erogati fino a 3mila euro di contributo per il tutoraggio in azienda.

2. Creare un ponte tra imprese e ricerca

Costituito il network nazionale Industria 4.0 con la rete degli Innovation Hub coordinati da Confindustria, Confcommercio, Confartigianato e Cna, e la creazione dei Punti Impresa Digitale gestiti da Unioncamere. Per quanto riguarda i Competence Center si sono riscontrati ritardi nell'approvazione del DM: l'apertura del Bando è prevista entro competenze digitali e in ambito Industria 4.0.

3. Promuovere il lavoro 4.0

L'Italia sconta un gap di 2,5 punti percentuali rispetto alla media dell'Ue per quanto riguarda la partecipazione dei lavoratori ai corsi di formazione. Per incrementare la partecipazione è stata elaborata una misura volta a incentivare le imprese a pianificare ed erogare programmi di formazione in ambito Industria 4.0. 



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