Secondo di Maio la cessione dell'Ilva è stata un pasticcio

Secondo il ministro è stata lesa la concorrenza: "Criticità grandi come macigni, l'offerta di Acciaitalia era migliore. Per Calenda "dice bugie". ArcelorMittal rivendica la sua trasparenza e promette di migliorare la sua proposta

ilva di maio arcelormittal

La procedura di gara per la cessione di Ilva "è stata un pasticcio, le regole del gioco sono state cambiate in corsa" ed è "stato leso il principio di concorrenza e anche la qualità delle offerte proposte".

Non usa mezzi termini il ministro dello sviluppo economico, Luigi Di Maio, rispondendo nell'Aula della Camera ad un'interpellanza urgente sull'Ilva, dopo che giovedì sera l'Anac​ aveva inviato al ministro una lettera con le risposte alle criticità evidenziate dal dicastero di via Veneto nella gara che, 13 mesi fa, ha portato Governo e commissari ad aggiudicare l'azienda alla cordata formata da Arcelor Mittal e Marcegaglia (Am Investco) e a stoppare l'offerta di Acciaitalia (Jindal, Cassa Depositi e Prestiti, Arvedi e Del Vecchio). Esternazioni alle quali ArcelorMittal risponde difendendo la trasparenza della sua azione, ma promettendo un'offerta migliorativa.

I tre punti su cui è stata interpellata l'Anac

"C'era chi prendeva in giro questo governo dicendo che stavamo perdendo tempo a studiare 23 mila pagine", ha attaccato Di Maio, "ma credo proprio che abbiamo fatto bene visto che l'Anac ha confermato tutte le criticità che avevamo segnalato e ci ha confermato che erano fondate le nostre preoccupazioni". I punti sui quali il ministero di via Veneto aveva chiesto all'Autority di fare luce sono tre. Il primo riguarda il termine per la definizione del piano ambientale. È proprio su questo che Di Maio pone l'accento sottolineando che "è stato leso il principio di concorrenza" e spiega che "quando è stata bandita la gara, il 5 gennaio 2016, chi voleva partecipare doveva fare un'offerta che prevedeva di attuare il piano ambientale entro il 31 dicembre dello stesso anno. Risanare il territorio attorno all'Ilva in meno di 12 mesi sarebbe stata una impresa titanica e quindi poche imprese hanno potuto partecipare. Il punto è che, dopo che sono scaduti i termini il 30 giugno 2016, il termine di attuazione del piano ambientale è stato posticipato prima di due anni e poi di ulteriori 5. Quindi c'era tempo per risanare fino al 2023 (7 anni in più). Se questo fosse stato previsto dal bando iniziale avrebbero potuto partecipare molte più imprese e proponendo offerte molto più pertinenti e di livello più alto".

video

Il secondo quesito riguarda invece le scadenze intermedie del piano, che non sono state rispettate. "Questo, se confermato, di per sè sarebbe bastato per escludere l'azienda dalla procedura di gara", ha detto il ministro. L'altro punto sul quale Di Maio vuole fare chiarezza è quello dei rilanci, un tema "scritto malissimo in maniera confusa" ha rilevato l'Anac. Ricostruendo i fatti il ministro ha sottolineato che "le due offerte presentate erano una di 1,8 miliardi, da parte di Mittal, e l'altra di 1,3 miliardi di Acciaitalia. La seconda, anche se più bassa, era migliore in termini occupazionali e ambientali, ma si dava - secondo la procedura - un maggior punteggio all'offerta economica piuttosto che a quella ambientale e occupazionale. In questo modo ha vinto Mittal. Acciaitalia allora ha rilanciato aumentando l'investimento economico a 1 miliardo e 850 milioni, 50 milioni in più di Mittal". Questo rilancio "non è neanche stato preso in considerazione", un cosa "incomprensibile" secondo Di Maio. 

L'Anac quindi conferma le criticità sollevate dal governo che le definisce "macigni" e "gravissime" e sulle quali "questo governo non puo' continuare a fare finta di niente come è stato fatto per troppo tempo". Per questo adesso inizierà la resa dei conti. Il ministro chiederà chiarimenti ai commissari dell'ilva, si avvierà una indagine interna al ministero e verrà chiesto un parere all'Avvocatura dello Stato. Dai banchi della Camera la Di Maio tuona contro chi ha portato avanti questa procedura senza aver messo "al centro il massimo delle tutele ambientali e occupazionali", chi lo ha fatto "ne dovrà rispondere, per ora politicamente". Ma la partita ancora non è chiusa. L'authority, infatti, nella sua lettera ha scritto che un eventuale stop alla procedura di cessione ad ArcelorMittal può essere valutato soltanto dal governo nel caso in cui sussista, come prevede la legge, il "preminente interesse pubblico" all'annullamento.

Per Calenda sono "balle": "Rispettate tutte le regole"

Di Maio "facesse tutte le indagini che vuole. La gara è stata fatta nel più assoluto rispetto di tutte le regole, come è stato riconosciuto anche dalla Commissione europea", dice l'ex ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, interpellato dall'Agi. "L'Anac ha fatto i rilievi sulle offerte, sulla base di una richiesta molto parziale di Di Maio. Sui tre rilievi fatti, uno attiene a un possibile svantaggio per una terza cordata che non è mai esistita. Sugli altri due rilievi esiste un parere dell'Avvocatura dello Stato e del ministero dell'Ambiente", ha aggiunto l'ex ministro dello Sviluppo Economico, "detto questo, facessero tutte le indagini che gli pare e piace, poi quando avranno finito di leggere le carte e di fare indagini e di verificare si occupassero di chiudere la vicenda che sarebbe una cosa buona e giusta". In uno scambio su Twitter, fitto come di consueto, con i suoi follower, Calenda liquida come "balle" le affermazioni del suo successore.

"Il Pd forse non ha ancora imparato la lezione. A nulla è servita l'autodistruzione del loro partito, perché continuano imperterriti ad avere l'atteggiamento di sempre davanti ai cittadini: quello di chi mente sapendo di mentire", replica il Movimento 5 Stelle in una nota, "ci hanno preso in giro quando abbiamo detto che sull'Ilva volevamo vederci chiaro e oggi che l'Autorità Anticorruzione ci dà ragione, dicendo chiaramente che la procedura di gara è stata un pasticcio, cosa fa il Pd? Si cosparge il capo di cenere? Manco per idea! Anzi, rilanciano con il solito lessico dell'inganno".

ilva di maio arcelormittal
stabilimento Ilva, Taranto (agf) 

ArcelorMittal: "Siamo stati chiari e trasparenti"

"ArcelorMittal, in questi quattro anni, ha partecipato con correttezza, impegno e dedizione alla gara d'appalto per Ilva, gestita dai suoi commissari sotto la supervisione del Governo Italiano. All'interno di questo processo, la nostra azienda ha ottemperato in maniera chiara e trasparente a tutti i passaggi necessari, come richiesto dalle leggi italiana ed europea, per firmare il contratto vincolante per l'acquisizione di Ilva", replica l'azienda, "in cinque anni investiremo almeno 4,2 miliardi nell'Ilva, di cui oltre 15 miliardi per migliorarne l'impatto e le emissioni ambientali. Il contratto include anche impegni su livelli e condizioni di impiego. Da quando, a giugno 2017, abbiamo firmato il contratto per l'affitto e l'acquisto di Ilva, e nonostante il tempo che è stato necessario per chiudere la transazione, abbiamo dimostrato la volontà di accelerare i nostri investimenti ambientali e industriali per rilanciare gli stabilimenti di Ilva il più rapidamente possibile". 

"Nei prossimi giorni" Arcelor Mittal presenterà una "proposta migliorativa" per l'Ilva, una proposta costruita "su solide fondamenta", aggiunge l'azienda dopo l'intervento di Di Maio con il quale "nei recenti incontri abbiamo discusso su quali ulteriori impegni potrebbero essere presi". "Abbiamo quindi lavorato per incrementare il piano ambientale e quello occupazionale, che migliorerà gli impegni originari e rafforzerà le prestazioni ambientali di Ilva e il suo sostegno alle comunità locali. Presenteremo al Ministero la nostra proposta migliorativa nei prossimi giorni.
Una volta raggiunto un accordo sulla base di tale progetto, siamo fiduciosi che tutte le parti, compresi i sindacati, ne rimarranno soddisfatte e saranno pronte a concludere in tempi rapidi l'accordo" si legge nella nota.

"Le robuste risorse finanziarie di ArcelorMittal assicurano che la nostra offerta per Ilva sarà costruita su solide fondamenta. La nostra solida capacità finanziaria, unita alla nostra competenza tecnica e ambientale che non teme confronti nel settore, fanno di ArcelorMittal il miglior garante delle future sorti di Ilva, che ha sofferto per troppo tempo di una profonda mancanza di investimenti" prosegue l'azienda aggiungendo che "c'è molto lavoro da fare per riassestare Ilva ed effettuarne il rilancio e per ricostruire un business italiano di cui il Paese possa essere orgoglioso. Siamo entusiasti e motivati da questa prospettiva e i nostri team sono pronti da mesi ad iniziare a lavorare. Ribadiamo il nostro impegno verso Ilva e il rispetto degli impegni che abbiamo preso".



Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it