Il fondo per le startup voluto da Di Maio avrà in dotazione un miliardo

Sarà attivo da febbraio 2019. Investimenti in aziende innovative e infrastrutture per il digitale sono al centro del programma di Governo, ha detto Di Maio al Futureland di Milano. Il piano per la blockchain e per l'intelligenza artificiale sarà approvato entro il 2018

Il fondo per le startup voluto da Di Maio avrà in dotazione un miliardo 
 (Agf)
 Luigi Di Maio

Il fondo di venture capital annunciato lo scorso settembre dal ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio avrà dotazione di un miliardo e sarà attivo da febbraio 2019. Sono i due dettagli rivelati ieri dallo stesso ministro nel corso del suo intervento al convegno Futurland a Milano.

Di Maio, rivolgendosi alla platea di giovani imprenditori del Talent Garden, la rete di coworking che ha organizzato l’evento, ha spiegato che il ruolo del governo oggi è “creare le infrastrutture che possano abilitare le tecnologie del futuro, come la blockchain, l’intelligenza artificiale, la realtà virtuale e aumentata”. Un progetto che consentirà all’Italia di affrontare “le sfide della rivoluzione digitale” e far "recuperare alle imprese il terreno perso finora". 

Il ministro ha poi aggiunto che “alla base delle principali misure della legge di bilancio c’è il tema dell’innovazione. Anche anticipare le pensioni va in questo caso, perché permetterà alle aziende di cambiare le mansioni di chi assumerà al posto di quelli che abbiamo pensionato. Abbiamo bisogno di formazione per rimpiazzare chi andrà via, e spesso ci mancano queste competenze”.

Con i 45 milioni che investirà il Mise in tecnologie blockchain “vogliamo lanciare questa tecnologia nella filiera del made in Italy, entro fine anno approveremo un pacchetto di norme che riconoscerà il valore legale della blockchain”. “Alla nostra call for expert”, un avviso pubblico del Mise per la selezione di 30 esperti del settore pubblicato lo scorso 28 ottobre, “hanno risposto finora 400 persone come esperti di blockchain e 220 per quella sull’intelligenza artificiale”.

Per approfondire: È cominciata la seconda era delle startup, e lo Stato vuole essere protagonista

Poi aggiunge: “Sono già in contatto con diverse aziende che operano nel campo dell’intelligenza artificiale per sburocratizzare lo Stato. Le sovrapposizione e le contraddizioni nelle leggi dello Stato si possono individuare con l’intelligenza artificiale, ed eliminarle”. Poi l’annuncio sul fondo di venture capital:

“A febbraio lanceremo un fondo unico di venture capital dove uniremo tutti i fondi statali che finanziano l’innovazione e crediamo un unico fondo italiano per l’innovazione. Avrà un miliardo di euro da febbraio 2019. Sarà aperto anche al contributo dei privati. Sono convinto che se noi leghiamo la tecnologia alla produttività delle aziende, non dovremmo avere nessuna paura per il futuro perché unendo produzione a innovazione si crea lavoro”.

L’annuncio del fondo di venture capital fu fatto per la prima volta da Di Maio l’8 settembre scorso parlando al Digithon di Bisceglie. Da allora sono stati rivelati pochi altri dettagli. Si sa che il Mise ha chiesto il contributo delle partecipate dello Stato, e forse a questo si riferisce il ministro quando parla di contributi dei privati, ma la dotazione del fondo non era stata ancora rivelata.

Rimangono però ancora diversi dettagli da chiarire. Ad oggi non si sa ancora se si tratterà di un fondo di venture capital per investire direttamente nelle startup, magari con altre società di gestione del risparmio, o se Cassa depositi e prestiti, che di fatto costituirà il veicolo, nel suo piano industriale opterà per un fondo di fondi, ovvero un fondo pubblico che investe a sua volta in fondi di investimento privati.

@arcangeloroc



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