Diavoli e Dragoni V - Cosa è successo nei 3 giorni che hanno portato alla vendita del Milan

Il racconto dei tre giorni in cui il MIlan è stato venduto. I fatti, i protagonisti, il nuovo presidente, come se nulla fosse ancora successo

Diavoli e Dragoni V - Cosa è successo nei 3 giorni che hanno portato alla vendita del Milan

Questa è la quinta e ultima parte dell'ebook 'Diavoli e Dragoni', nel quale Agi e AgiChina hanno ricostruito tutta la vicenda legata alla cessione del Milan. La prima è consultabile a questo link. Per la seconda seguire questo link. La terza è qui e questa è la quarta.

12 aprile - L'arrivo dei 'cinesi' a Milano

 

Li Yonghong è atterrato a Malpensa la mattina del 12 aprile alle 7:20 con un volo della Cathay Pacific partito da Hong Kong. Ad accompagnarlo, la moglie. Li indossa una giacca nera e una t-shirt bianca. Bocca cucita mentre sfila davanti ai giornalisti. Ad accoglierlo, oltre alla stampa, anche un tifoso cinese che lo incita a costruire una grande squadra. Gli operatori riprendono Li mentre gli stringe la mano. Poi, il futuro proprietario di AC Milan si dirige verso l’Hotel Armani: un albergo diverso rispetto a quello dove alloggia il socio David Han Li (altrettanto sconosciuto, di lui si sa che dovrebbe avere 35 anni), il quale si trova al Principe di Savoia. Secondo quanto riferiscono ad AgiChina fonti vicine alla trattativamartedì 11 aprile il braccio destro Han Li – già a Milano da lunedì 10 aprile – avrebbe trascorso l’intera giornata con il futuro amministratore delegato, Marco Fassone, presso gli uffici di Gianni, Origoni, Grippo e Cappelli (GOP), per discutere i dettagli relativi al closing.  La sera i due sono in tribuna allo Stadium per seguire Juventus-Barcellona in Champions League.

Tra il 13 e il 14 aprile, Li Yonghong dovrebbe diventare il nuovo proprietario del Milan, rilevando da Fininvest il 99,93% della squadra rossonera. La data annunciata per il closing è stata confermata dallo stesso Silvio Berlusconi il 5 aprile scorso: “E’ tutto come prima, il 13, il 14 aprile”, ha sostenuto il presidente rossonero in visita al Salone del Mobile di Milano. La firma - che porterà al passaggio di mano del 99,93% delle quote della società detenute da Fininvest – avverrà nella tarda mattinata del 13 aprile nello studio legale Gianni Arrigoni e partners in piazza Belgioioso, a Milano. Nel corso della giornata è atteso l’arrivo del resto della delegazione cinese. Poi i cinesi dovrebbero recarsi ad Arcore a cena da Silvio Berlusconi. Venerdì è fissata l'assemblea degli azionisti che dovrà ratificare l'accordo e nominare il nuovo consiglio di amministrazione. Nel cda dovrebbero entrare il presidente di Haixia, Lu Bo, e l'imprenditore Xu Renshuo, che sarebbe il numero uno della holding che detiene la proprietà di Li.

Una novità è infatti rappresentata dalla partecipazione di Haixia all’assemblea dei soci convocata il 14 aprile. Haixia Capital, il fondo di Stato cinese per lo sviluppo e gli investimenti che nel comunicato per la firma preliminare tra Fininvest e SES del 5 agosto figurava tra i soci della cordata - presenza successivamente smentita - riappare a pochi giorni del closing. Secondo quanto riferiscono fonti informate ad AgiChina, Lu Bo è atteso per l’assemblea di venerdì, ma attenzione: sarà consigliere del nuovo Milan, non socio.


La domanda che si pongono i giornalisti è sempre la stessa: da dove arrivano i soldi?Decisivo, oltre ai prestiti probabilmente della banca cinese Huarong per le caparre da 300 milioni, l'intervento finale di Elliott Management che avrà un ruolo di supervisione nei prossimi 18 mesi milanisti, con un possibile traghettamento verso successivi proprietari”, sottolinea La Repubblica il 12 aprile. Il futuro proprietario del Milan ha “un patrimonio stimato in 700/800 milioni”, secondo la Repubblica, ma “non esiste una stima sul suo fatturato annuo e un riferimento ad aziende da lui gestite. Questo non gli ha impedito di portare a termine un'operazione da centinaia di milioni di euro: gli ultimi 190 sono attesi tra domani e oggi" conclude l’articolo.

Attesi dunque gli ultimi 190 milioni che mancano alla definizione del passaggio di proprietà del club rossonero. I soldi versati finora da Li nelle casse di Fininvest ammontano all’incirca a 250 milioni di euro, divisi in tre caparre. Per arrivare ai 520 milioni necessari a rilevare il 99,93% del Milan, ne mancano 270 milioni. Non solo. Secondo i calcoli di Calcio e Finanza, Li dovrà mettere a disposizione del club circa 150 milioni (tra aumento di capitale da 100 milioni e un prestito soci da 50), e pagare a Fininvest altri 70 milioni per rimborsare il prestito che la holding della famiglia Berlusconi ha concesso al club per finanziare l’operazione. “In tutto Yonghong Li metterà sul piatto 720 milioni di euro cash. Fininvest incasserà complessivamente 590 milioni (520 per il 99,93% del Milan e 70 milioni come rimborso del prestito soci). Nel Milan arriveranno risorse per circa 150 milioni che potrebbero servire a rimborsare il debito in essere con le banche (che al netto dei 70 milioni di prestito soci ammonta proprio a 150 milioni) per poi aprire nuove linee di credito di pari ammontare per finanziare la campagna acquisti per la stagione 2017-2018”. 


Calcio e Finanza svela inoltre ulteriori dettagli circa i fondi utilizzati per le prime tre caparre, precisando il ruolo del fondo Huarong come finanziatore per la seconda caparra, dunque non come investitore: La prima caparra da 100 milioni è stata pagata utilizzando fondi propri. Per la seconda, sempre da 100 milioni, Yonghong Li ha utilizzato denaro messo a disposizione della banca cinese Huarong, che lo ha finanziato attraverso la holding delle British Virgin Islands Willy Shine. Attenzione Huarong non investe direttamente nel Milan considerato che i capitali concessi a Yongong Li sono anticipazioni necessarie ad “aggirare” i vincoli all’esportazione di capitali imposta dal governo cinese. Possiamo dunque considerarle come risorse proprie dello stesso Yonghong Li. Per la terza caparra da 50 milioni il futuro proprietario del Milan ha utilizzato propri fondi offshore, partiti dalla Rossoneri Advanced Company Limited delle British Virgin Islands, transitati ad Hong Kong e poi girati alla Rossoneri Sport Investment Luxembourg. All’appello mancano ancora 490 milioni. Di questi 300 milioni li metterà a disposizione il fondo Elliott attraverso un prestito con scadenza a 18 mesi sul quale Yonghong Li pagherà un interesse di circa l’11%. Al termine dei 18 mesi l’uomo d’affari cinese dovrà pertanto versare al fondo circa 350 milioni tra capitale e interessi maturati. Se non lo farà Elliott potrà escutere la garanzia sul 100% del Milan diventando il proprietario. I restanti 190 milioni arriveranno in parte (50 milioni) sempre dal patrimonio offshore di Yonghong Li, mentre 140 milioni gli saranno messi a disposizione da Huarong sempre attraverso anticipazioni offshore garantite dalle disponibilità di Yonghong Li in Cina”.


Sulla vendita del Milan al misterioso uomo d’affari è intervenuto anche il ct della nazionale cinese, Marcello Lippi: "Gli investitori del Milan? Qui in Cina non li conosce nessuno”, ha detto Lippi il 10 aprile a 'La Partita Perfetta' su Sportitalia.


A un giorno dal closing, restano i dubbi non solo sulla consistenza patrimoniale di Li ma anche sul modo in cui il futuro proprietario del club rossonero rimborserà il Fondo Elliott, che ha concesso il finanziamento a interessi molti alti (dall’11 al 13%) e con scadenza a 18 mesi. L’unica via percorribile sembra quella di attrarre investitori solidi, visto che la quotazione dell’AC Milan alla Borsa di Hong Kong, paventata dal Financial Times il 28 marzo 2016, sarebbe una soluzione impraticabile dal momento che la piazza di Hong Kong richiede almeno tre anni consecutivi di bilanci in utile.

13 aprile - Il giorno del closing  

Il futuro amministratore delegato del Milan, Marco Fassone, e David Han Li, braccio destro di Li Yonghong, arrivano nello studio legale Gianni Origoni in piazza Belgioioso a Milano alle 10:20. Nessuno dei due rilascia dichiarazioni ai cronisti, tenuti lontano dal servizio di scorta, mentre fanno il loro ingresso a Palazzo Belgioioso, dove avverrà il closing dell'operazione di cessione del Milan. Prima di Li e Fassone sono arrivati anche l' ad di Fininvest, Danilo Pellegrino, e il direttore corporate finance and business development della società, Alessandro Franzosi.

Verso le 11:30 anche il vice presidente e amministratore delegato in uscita del Milan, Adriano Galliani, arriva nello studio legale. Galliani si trattiene a palazzo Belgioioso una trentina di minuti, poi lascia la sede dello studio legale da un'uscita secondaria a bordo della sua auto. La sua presenza, si riferisce, è in rappresentanza della società alla firma di alcuni documenti e pratiche burocratiche. Secondo il giornalista Pasquale Campopiano, la presenza di Galliani è dovuta al fatto che è in corso il cda del Milan: “Si cooptano Fassone, Cappelli e Han Li”, un consiglio dunque che prende forma “a scaglioni” con l’arrivo di Lu Bo previso in giornata. Alle 12:38 i 370 milioni di euro restanti sono arrivati in Lussemburgo nelle casse di Rossoneri Lux. Sono attesi in Italia nei conti Fininvest nel giro di un’ora, riferisce Sport Mediaset, che scrive: “La firma di Han Li è vicinissima: si va verso la fumata bianca. Il Milan è a un passo dai cinesi”.  


Alle ore 14 l’AGI batte: “Milan: conclusa cessione, nuovo proprietario è il cinese Li. Con il pagamento dell'ultima tranche di fondi si è conclusa la cessione del Milan al cinese Yonghong Li. Al trasferimento dei soldi, con passaggio in Lussemburgo, è seguita la firma davanti al notaio che ha chiuso l'atto pubblico di vendita, nello studio legale Gianni Origoni and partners a Palazzo Belgioioso a Milano. Il closing è andato a buon fine e sono state cedute all'investitore cinese il 99,93% delle azioni di Fininvest. I fondi mancanti versati oggi dovrebbero essere 370 milioni di euro (270 sul conto di Fininvest, 100 su quello del Milan che poi ne dovrebbe versare 90 alla sua ex controllante)”.


Con l’arrivo dei restanti 370 milioni, arriva anche un lieto fine per l’atteso closing, che vede Fininvest cedere il 99,93% delle azioni di AC Milan alla Rossoneri Sport Investment Lux, società veicolo creato ad hoc da Li Yonghong. Fininvest in una nota conferma che è stata finalizzata "la cessione alla Rossoneri Sport Investment Lux dell'intera partecipazione, pari al 99,93%, detenuta nell'AC Milan. La finalizzazione odierna dà piena esecuzione al contratto di compravendita firmato dall'amministratore delegato di Fininvest, Danilo Pellegrino, e da David Han Li, rappresentante di Rossoneri Sport Investment Lux, il 5 agosto 2016 e rinnovato il 24 marzo scorso. Gli estremi dell'accordo - prosegue la nota - sono quelli resi noti a suo tempo e prevedono una valutazione complessiva dell'AC Milan pari a 740 milioni di euro, comprensivi di una situazione debitoria stimata al 30 giugno 2016, come da intese fra le parti, in circa 220 milioni. A quanto incassato da Fininvest si aggiungono 90 milioni a titolo di rimborso dei versamenti in conto capitale eseguiti dalla stessa Fininvest a favore del Milan dal 1° luglio 2016 ad oggi. Gli acquirenti hanno confermato l'impegno a compiere importanti interventi di ricapitalizzazione e rafforzamento patrimoniale e finanziario di AC Milan. Nella giornata di domani, venerdì14 aprile, l'Assemblea dei Soci dell'AC Milan riunita in prima convocazione - conclude il comunicato - provvederà, fra l'altro, a deliberare in ordine alla nomina dei nuovi organi sociali della societò. Rossoneri Sport Investment Lux si è avvalsa di Rothschild & Co. come advisor per gli aspetti finanziari e degli Studi Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners e Gattai, Minoli, Agostinelli & Partners per gli aspetti legali. Fininvest è stata assistita da Lazard e dallo studio Chiomenti rispettivamente per gli aspetti finanziari e per quelli legali".

Fininvest incasserà complessivamente 600 milioni di euro e potrà aumentare la liquidità intorno a 450 milioni e ‘deconsolidare’ il debito di 220 milioni della società rossonera, sottolinea il Sole24Ore. Nel corso dell'assemblea di Lega Serie A, riferisce Sport Mediaset, l'amministratore delegato del Milan Adriano Galliani ha preso la parola per annunciare ai presenti l'ufficializzazione del cambio di proprietà del club rossonero. Dal resto dell'assemblea è partito un lungo e commosso applauso. "Quello di sabato sarà il primo derby cinese".

La prima dichiarazione di Li Yonghong, nuovo patron del Milan, arriva ai microfoni di zhibo8.cc dopo il closing: "Ringrazio Berlusconi e Fininvest per la fiducia e i tifosi per la pazienza, da oggi costruiamo il futuro. Passo dopo passo torneremo sul tetto del mondo", ha detto Li. E’ invece breve ma dolorosa la nota con cui Silvio Berlusconi si congeda dalla presidenza trentennale della squadra del cuore: "Lascio oggi, dopo più di trent'anni. Lo faccio con dolore e commozione, ma con la consapevolezza che il calcio moderno, per competere ai massimi livelli europei e mondiali, necessita di investimenti e risorse che una singola famiglia non è più in grado di sostenere. Non potrò mai dimenticare le emozioni che il Milan ha saputo regalarmi e regalare a tutti noi". Le parole di Berlusconi non lasciano indifferente Galliani, il quale uscendo dall’assemblea della Lega, commenta: "Dopo 31 anni certo che c'è emozione. Le parole di Berlusconi? Mi hanno fatto molto piacere. Ma i miei sentimenti preferisco tenermeli in privato”.   Arrivano via twitter anche i commenti del sindaco di Milano Giuseppe Sala che riguardo alla cessione del Milan a Li scrive:"In bocca al lupo alla nuova proprieta' di @acmilan e complimenti a Silvio Berlusconi per i successi della sua lunga presidenza #closing".

I nuovi proprietari del Milan, Li Yonghong e David Han Li, insieme al futuro amministratore delegato del nuovo Milan, Marco Fassone, vengono poi ricevuti a cena a partire dalle 20,30 a villa San Martino, residenza privata di Silvio Berlusconi, ad Arcore. All’incontro a cena, durato circa tre ore, sono presenti anche:

  • La moglie di Li Yonghong
  • I due amministratori delegati uscenti Barbara Berlusconi e Adriano Galliani
  • Danilo Pellegrino
  • Alessandro Franzosi
  • I due manager Fininvest che hanno seguito da vicino la trattativa in questi lunghi mesi. 

Ma l’esordio avverrà il giorno dopo, il 14 aprile, giornata fitta di impegni: alla conferenza stampa prevista per le 11, segue la prima assemblea della nuova era che dovrà procedere alla nomina dei vertici della società, e infine, nel tardo pomeriggio, l’incontro dei nuovi proprietari con la squadra di Montella.

14 aprile - L'inizio dell'era cinese

"Abbiamo delegato lo sviluppo del Milan futuro a Fassone che abbiano considerato come migliore ceo per il futuro". Il nuovo presidente del Milan, Li Yonghong, alla prima conferenza stampa da proprietario del club rossonero, 'incorona' Marco Fassone nuovo ad al posto di Adriano Galliani. "Oggi è un giorno importante - ha aggiunto - è l'inizio di un nuovo capitolo".  Il Milan volta pagina e da oggi, con l'insediamento a tutti gli effetti della nuova proprietà nelle mani della "rossonera Lux", inizia l'era cinese. Un avvio 'soft', molto lontano da quello che 31 anni fa contrassegnò l'avvento di Silvio Berlusconi sottolineato dall'arrivo in elicottero all'interno dell'Arena di Milano, ma che promette di riportare le squadra "ai passati splendori". Pacato l'esordio del nuovo proprietario Li Yonghong, che si presenta nella sala stampa di 'Casa Milan' mostrando la maglietta numero 1 col suo nome e parla pochi minuti in cinese solo per un saluto: "Amici e tifosi - premette - per tutti gli amanti del Milan oggi è un giorno importante. La 'rossonera Lux' ha completato l'acquisto. E' l'inizio di un nuovo capitolo. Il successo della transazione è stato reso possibile dal grande e profondo amore dei tifosi e dalla passione dei partner". Il manager cinese non manca di ringraziare "Berlusconi e la Fininvest" per la fiducia e di ricordare i "118 anni delle gloriosa storia" milanista punteggiata "negli ultimi 30 anni da 8 scudetti, 5 Coppe dei Campioni e 7 super coppe d'Italia". "Siamo un team stabile - rassicura poi - ad alta efficienza. Ognuno nel proprio settore". La parola passa quindi al nuovo Ad Marco Fassone con un passato nella Juventus, al Napoli e all'Inter. "Ieri sera ho potuto percepire che nella nuova proprietà non conta solo il business ma c'è affetto, amore. Il Milan è stato depositato nella mani giuste. Io da oggi prendo in mano il club per gestirlo nel modo migliore possibile".

Fassone conferma l'intenzione della nuova proprietà del Milan di mantenere Vincenzo Montella alla guida della squadra e di fare di tutto per trattenere anche il portiere Gigio Donnarumma. "Vincenzo - ha spiegato in conferenza stampa - ha tutta la nostra stima, supporto e gradimento". Per quanto riguarda invece il portiere "posso confermare che da parte della nuova proprietà c'è tutta la considerazione che merita e vigilano fare di lui una colonna del futuro". La rottura col passato comunque sarà netta ma non escluderà qualche richiamo all'era precedente e così se Silvio Berlusconi non sarà presidente onorario, Barbara Berlusconi "mantiene l'incarico di presidente della Fondazione Milan" e qualche 'bandiera' resterà: "Vogliamo al nostro fianco qualche esponente del club che incarni la tradizione, parlerò con Franco Baresi, con Filippo Galli. Vedremo...". 

Di doppia natura gli obiettivi:

  • Tornare al più presto in Champions League ("nella stagione 2018/2019")
  • Far crescere "raddoppiandolo, il fatturato". 

Il Budget dovrà essere sostenuto da nuovi introiti. Innanzitutto non dovrebbero esserci problemi con l'Uefa che ha posposto i termini per il 'voluntary agreement': "nelle prossime settimane presenteremo all'Uefa il piano triennale sul quale siamo molto confidenti. Sono certo che non ci saranno problemi". 
Da dove arriveranno dunque le risorse per far sì che il fatturato "debba raddoppiare, forse di più"?. Innanzitutto dal rilancio della squadra in Champions League: "I ricavi, per chi arriva anche solo agli ottavi, sono di oltre 50 milioni l'anno". Poi dalla Cina. "C'è una grande possibilità di sviluppo del business sul mercato cinese. Si tratta di un'operazione di straordinaria innovatività. Sarà costituita una nostra società in Cina - spiega ancora Fassone - per sviluppare il nostro marketing e l'attività commerciale per incrementare la crescita di capitali". Non solo, "il Milan in Cina è qualcosa di straordinario per le generazioni che hanno dai 30 anni in su. Lavorando bene, con manager cinesi, i risultati arriveranno e non si tratterà solo di sponsorizzazioni. Il mercato cinese è diverso, vuole far crescere il calcio tra i bambini, nelle scuole e noi abbiamo la competenza calcistica per aiutarli a farlo". 

Nessuna preoccupazione neppure per il debito: "Non ci sono difficoltà anzi, abbiamo progetti finanziari innovativi e interessanti",Il nuovo ad si pronuncia anche in merito alla possibile apertura del Milan verso il mercato azionario: “All'orizzonte potrebbe esserci - ha detto - non so quale borsa ma in futuro non è escluso". Nessuna indiscrezione invece su eventuali nuovi soci per Li: "Non ne ho idea”, ha detto Fassone, “Per ora è lui il riferimento del Milan".

Nel consiglio d'amministrazione del nuovo Milan, composto da otto membri, entrano quattro italiani:

  • L'ex ad di Eni, Paolo Scaroni
  • L'avvocato Roberto Cappelli 
  • L'ex ad di Telecom, Marco Patuano
  • Il nuovo ad rossonero, Marco Fassone.

La composizione del cda, ratificato nel pomeriggio dalla prima assemblea dei soci, comprende quattro cinesi:

  • Il presidente, Li Yonghong
  • Han Li
  • Lu Bo, responsabile del fondo cinese Haixia
  • Xu Renshuo

Il Milan di Silvio Berlusconi

Dopo poco più di 31 anni e la vittoria di 28 trofei (13 dei quali internazionali), finisce al Milan ‘l'era Berlusconi', 21esimo e più vincente presidente della storia del club. La cessione della società rossonera ai cinesi sancisce la chiusura di un ciclo 'glorioso' iniziato il 20 febbraio del 1986 quando il 'patron' di Mediaset rilevò per 6 miliardi di lire la squadra che era sull'orlo del fallimento da Giussy Farina.

I media cinesi

Nel giorno del closing, c’erano soltanto due cinesi tra la folla di operatori e giornalisti, circa un centinaio, che si sono raccolti a Milano per seguire la cessione del Milan a Li. I due giornalisti - che hanno seguito Li anche nella giornata di ieri - lavorano a Milano per NetEase una piattaforma online che gestisce il sito '163.com', fondata nel 1997, che fornisce servizi e contenuti di comunicazione. "C'è molto interesse in Cina per il calcio - sostiene Zhang Xiao - e per questa operazione in particolare. Gli altri media prenderanno la notizia da noi". "David Han Li", il braccio destro del nuovo proprietario, ha riferito, "prima delle riunioni canta l'inno del Milan, è un grande tifoso". Terminata la saga del closing, la stampa cinese dedica infatti spazio all’accordo raggiunto a Milano e riflette sugli investimenti cinesi nel calcio europeo. Sono quindici, oggi, le squadre di calcio europee di proprietà cinese o con partecipazioni cinesi, secondo le stime di Caixin, la più importante rivista economico-finanziaria della Cina. L’acquisto del Milan per 740 milioni di euro è “il più grande investimento cinese in un club europeo finora”, come lo definisce l’emittente televisiva China Central Television in un pezzo di commento al servizio dedicato all’accordo.

Leggi anche: Milan, Inter e le altre squadre europee in mano cinese

Il passaggio di consegne da Silvio Berlusconi alla Rossoneri Sport Investment Lux di Li Yonghong trova spazio sulla homepage di Xinhuanet, il sito web gestito dall’agenzia di stampa ufficiale Xinhua, e viene ripreso anche dal Quotidiano del Popolo, nella sua versione online. Compito della nuova dirigenza, concorda la stampa. sarà quello di ridare lustro alla squadra. “Il Milan è secondo solo al Real Madrid nella lista dei vincitori della massima competizione europea di club, ma non è riuscito a vincere grandi titoli negli ultimi cinque anni ed è sesto in serie A”, sottolinea lo Shanghai Daily.

A dedicare maggiore spazio all’accordo è il quotidiano China Daily, che già negli scorsi mesi aveva seguito la vicenda. “Gli investitori cinesi hanno dato un forte impulso al calcio europeo negli scorsi anni, comprando quote di minoranza in club dal brand redditizio, come il Manchester City e l’Atletico Madrid e acquisendo grandi club britannici come l’Aston Villa e il West Bromwich Albion. L’acquisto del Milan è tra quelli di più alto profilo. Il club”, conclude il quotidiano, “si è guadagnato un posto nella storia del calcio europeo e ha una base di milioni di tifosi in tutto il mondo”.

 “Oggi si chiude con un closing mutilato, rateizzato, forse scontato e/o sussidiato, ma sono troppo lontano e impegnato per analizzarlo”, ha commentato da Boston ad AgiChina Alberto Forchielli, che ha aggiunto: “Come già detto fin dall'inizio, il futuro è galantuomo e temo che il Milan tornerà presto alla ribalta, ma non per gli accomplishment sportivi". Nel frattempo, il presidente della commissione antimafia del Comune di Milano, David Gentili, chiede chiarezza sull'operazione Milan, e lo fa attraverso i microfoni di Radio Popolare. "A questo punto è terminata - dice a Radio Popolare - e ancora non si capisce chi siano i veri proprietari. Abbiamo il fondo Elliott, che attraverso un conto corrente lussemburghese sostiene la pseudo-cordata cinese. Questo prestito ponte dovrebbe essere restituito, ma non si sa bene da chi. In questo momento l'unica certezza è che Silvio Berlusconi non è più il presidente.

Mentre i riflettori sono puntati sulla nuova era cinese del Milan, restano dunque i dubbi sull’identità dei nuovi proprietari di AC Milan e su come Li Yonghong rimborserà il Fondo Elliott. Ma questa è un’altra storia.

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