Il 'fattore Francia' che può influire sulla trattativa con Bruxelles

Con gli interventi che Macron ha annunciato per placare i gilet gialli, anche Parigi dovrà sforare. Aumentando forse lo spazio di manovra di Conte, che vedrà Juncker insieme a Tria

Il 'fattore Francia' che può influire sulla trattativa con Bruxelles
THIERRY ROGE / BELGA MAG / Belga 
Giuseppe Conte (Afp) 

"Confidiamo" di convincere l'Europa sulla bontà della manovra anche se "non andrò a Bruxelles con un libro dei sogni ma mi confronterò sui numeri". Continua a mostrare ottimismo il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al termine di una giornata trascorsa nelle aule di Camera e Senato per l'informativa in vista del Consiglio europeo del 13 e 14 dicembre.

Il premier, alla vigilia di un faccia a faccia cruciale con il presidente della commissione europea, Jean-Claude Juncker, è fiducioso che la trattativa porti ad una soluzione positiva e che si possa evitare la procedura di infrazione. Con lui ci sarà anche il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, che oggi in un convegno ha detto che "è possibile evitare" la procedura di infrazione nei confronti dell'Italia "ma si tratta di prendere una decisione politica rispetto a varie alternative". 

Sulla trattativa pesa anche il 'fattore Francia': il ripensamento di Macron su alcune misure dopo la protesta dei 'gilet gialli' e le promesse fatte che potrebbero portare a sforamenti fino al 3,5% del rapporto deficit/pil nel 2019.
"Guardiamo con attenzione alle misure annunciate ieri da Macron: secondo i nostri calcoli non si sposano con il deficit/Pil annunciato entro fine anno. La Francia dovrà per forza aumentare il deficit e si aprirà anche un caso Francia, se le regole valgono per tutti: ma noi non lo speriamo" ha sottolineato il vicepremier, Luigi Di Maio.

E l'altro vicepremier, Matteo Salvini, ha aggiunto duro: sarebbe "inaccettabile un atteggiamento di un tipo nei confronti di Parigi e uno diverso nei confronti di Roma. La nostra manovra è la migliore possibile, non voglio pensare alla possibilità di due occhi chiusi a favore di Macron e sanzioni incredibili e impensabili nei confronti dell'Italia. È un'ipotesi che non prendo neanche in considerazione".

Secondo il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro, il piano del governo francese che potrebbe portare a uno sforamento del tetto del 3% del rapporto deficit/Pil "è certamente un elemento nuovo nel dibattito europeo". Anche se fonti comunitarie a Strasburgo sottolineano che c'è una differenza sostanziale tra i due paesi: nel caso dell'Italia c'è un documento programmatico di bilancio, mentre in quello della Francia c'è al momento solo un discorso, quello pronunciato da Macron. 

Nel merito della manovra restano in ogni caso i due provvedimenti 'bandiera' di M5s e Lega, reddito di cittadinanza e quota 100 che, come ha spiegato Tria, costeranno meno di quanto preventivato. "Credo ci siano gli spazi per vedere che il costo di queste misure sarà inferiore a quello preventivato: si tratta di vedere come usare queste questo minor costo" ha sostenuto.

E Salvini ha assicurato: "abbiamo chiuso sulla sostanza, ma il numeretto non ve lo dico" aggiungendo poi che sarà "garantita quota 100 per tre anni".



Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it