Molise, dove la banda  ultralarga  di fatto non c’è

Sulla copertura del Paese leggi il post di Riccardo Luna

Molise, dove la banda  ultralarga  di fatto non c’è

Una regione poco considerata e che rimane un po’ a margine. Questo è l’impressione quando si leggono i dati sul digital divide e sugli impegni di spesa dell’Agenda digitale italiana per il Molise. Sul sito regionale InnovaMolise dedicato all’innovazione in diversi settori per la regione del Sud, troviamo infatti citato e riportato un documento sul piano banda larga e ultralarga per tutta Italia, con un occhio di riguardo alle regioni meridionali, da cui si evince che il digital divide molisano è il più alto d’Italia e il doppio di quello delle altre regioni meno connesse, arrivando a oltre il 20%.

Eppure, nonostante gli ingenti investimenti economici messi sul piatto dal Ministero dello sviluppo economico per lanciare le opere infrastrutturali in tutto il Sud Italia, sull’ultralarga per il Molise l’ammontare di questi finanziamenti è zero, stando ai documenti pubblicati online. La Regione, dal canto suo, ha messo 4 milioni di euro nel 2014 per avviare i lavori.

Non è che nulla sia stato fatto, intendiamoci. C’è stato, in precedenza, nel piano di sviluppo 2014-2020, un finanziamento Mise di 5 milioni di euro con finanziamento regionale dai fondi europei per lo sviluppo delle regioni di 17 milioni di euro, per un piano banda larga, e cioè per riuscire a raggiungere il 100% della popolazione a 2Mbps.

Dal 2014, sul documento programmatico dell’agenda digitale molisana, c’è l’idea di portare entro il 2020 la banda ultralarga a 30Mbps a tutti i cittadini della regione e quella a 100Mbps almeno al 50% delle utenze domestiche. Diversamente, l’obiettivo 2020 dichiarato sul sito del MISE è invece del 20% degli immobili totali.

Ci sono poi una serie di obiettivi più specifici, come la volontà di promuovere l’eCommerce per le imprese e l’eGovernment sul territorio. Si parla di Scuola digitale, ma riferendosi soprattutto all’uso delle tecnologie a scuola, e non tanto alla questione dell’accesso, per le scuole, alla banda larga e ultralarga. Si fa infine riferimento a un Data center pubblico unico per tutta la Regione che avrebbe dovuto essere sistemato e ottimizzato per servire anche le varie amministrazioni locali, numerose ma piccole dato che la regione ha più del 90% dei comuni con meno di 5000 abitanti.

Molti degli obiettivi contenuti nel documento programmatico avrebbero dovuto essere completati entro il 2015. Ad esempio, constatato che i vari interventi fatti dagli operatori delle telecomunicazioni privati fino al 2014 erano concentrati sull’area urbana di Campobasso, si specifica che l’accordo di programma stipulato con il MISE per il co-finanziamento dello sviluppo dell’ultralarga dovesse concentrarsi su altri centri urbani come Isernia e Termoli e sui distretti industriali ad essi relativi. L’accordo ha poi portato alla selezione di Telecom come operatore che doveva eseguire il Piano e che avrebbe dovuto concludere le realizzazioni entro il 2015.

A giudicare dai dati che oggi ritroviamo sul sito della Strategia banda larga del Ministero dello sviluppo economico (Mise), oggi sono infatti proprio Termoli e Isernia ad avere le migliori coperture a 30Mbps. Campobasso invece ha un dato estremamente basso, segno che forse dopo la copertura in banda larga (a 2Mbps) della città l’attenzione per i 30Mbps si è effettivamente, in prima battuta, spostata altrove.

Le due mappe sottostanti evidenziano la distribuzione delle coperture, in termini di percentuale di immobili raggiunti, a 30Mbps e a 100Mbps.

mappa a 30Mbps

Non solo Termoli e Isernia sono le città più coperte a 30Mbps, ma lo sono anche a 100Mbps, anche se i dati in questo caso dimostrano che nemmeno una casa su 5 è raggiunta sul territorio (attenzione alla scala della copertura in mappa).

Come si leggono le mappe dell’accesso a 30Mbps e 100Mbps

Le mappe qui sopra rappresentano, per intensità di colore, l’accesso all’ultralarga nei diversi comuni della regione secondo i dati pubblicati sul sito dedicato alla banda ultralarga del MISE.

Cliccando con il  puntatore all’interno dell’area comunale è possibile vedere i dati al presente (ultimo rilevamento alla fine di giugno 2017) e le proiezioni al 2018 e al 2020.

Il dato della popolazione è rappresentato da un punto colorato al centro del territorio comunale. L’intensità dei colori a colpo d’occhio permette di vedere nell’insieme quali sono le zone più popolate rispetto a quelle meno densamente abitate. Passando con il puntatore sopra il cerchietto si visualizza il dato preciso del numero di residenti al 1 gennaio 2017, secondo Istat.

I riquadri che accompagnano le mappe permettono di analizzare i dati più in dettaglio, per esempio andando a vedere quanti comuni saranno effettivamente raggiunti dalla ultralarga nei prossimi anni, con gli obiettivi 2018 e 2020. Cliccando sulle barre colorate, è possibile evidenziare quegli stessi dati sulla mappa, sia evidenziando, nelle prime due mappe, quali sono i territori che nel corso del tempo saranno coperti sempre più, sia comprendendo, nella terza, come sono distribuite le attività nelle diverse province.

Ospedali, scuole e attività economiche sul territorio

Il Molise è una regione piccola, con poco più di 310mila abitanti, due province e 225mila circa unità immobiliari, tra case, aziende e sedi di pubblica amministrazione.

Con un territorio non semplice sotto il profilo della gestione dei collegamenti, il Molise potrebbe però rappresentare un ottimo caso studio di regione interconnessa dove la rete fa la differenza in termini di abbattimento dei costi e miglioramento delle prospettive proprio perché può favorire una integrazione tra strutture non grandi diffuse sul territorio che della piccola dimensione, soprattutto quando parliamo di innovazione, possono patire i limiti. Poche aziende di grandi dimensioni e relativamente poche strutture scolastiche e sanitarie potrebbero probabilmente beneficiare da un maggiore accesso a opportunità di gestione e sviluppo digitale laddove la collaborazione e il confronto diretti sono probabilmente più difficili.

Questo è tanto più vero guardando i dati del registro imprese 2015, che dimostrano che le attività prevalenti in regione sono senz’altro quelle commerciali ma che al secondo posto, in entrambe le province, c’è un numero significativo di attività private nel settore professionale, scientifico e tecnico così come in quello turistico.

Attività che senz’altro possono beneficiare del rapporto integrato e dell’ottimizzazione dei servizi su scala regionale così come della possibilità di essere rese visibili, grazie a piattaforme digitali, anche al di fuori dei confini e del mercato locale che ha dimensioni ridotte. A patto che la connettività migliori e l’accesso alla banda ultralarga sia garantito entro i tempi previsti. 



Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it