In Abruzzo la banda ultralarga c'è solo in una casa ogni dieci

La regione avrebbe bisogno di questa infrastruttura per ripensare il proprio sviluppo ancora in affanno dopo il terremoto del 2009. Il post di Riccardo Luna

In Abruzzo la banda ultralarga c'è solo in una casa ogni dieci

Con poco più di un milione e 300mila abitanti, 305 comuni e 887.760 unità immobiliari o imprese presenti sul territorio, la regione Abruzzo necessita, soprattutto dopo il disastro sismico dell’Aquila nel 2009 e la successiva lenta e tuttora incompleta ricostruzione, di uno slancio che dia sostegno alle attività economiche, sociali e culturali. L’accesso alla banda ultralarga da parte della popolazione, soprattutto di quella impegnata in servizi e attività economiche di grande impatto sul territorio, come scuole, ospedali e imprese, potrebbe fare la differenza.

La situazione attuale

A oggi, solo poco più del 10% delle case, aziende e in generale unità immobiliari è raggiunto dalla banda ultralarga a 30Mbps. Addirittura, solo il 2% ha accesso ai 100Mbps. Rispetto alla media italiana, che è rispettivamente del 40% a 30Mbps e dell’11% a 100 Mbps, la situazione abruzzese è molto in ritardo.

Per rendere più immediatamente visibile la situazione attuale e gli obiettivi di copertura, che per ora sono al 2018 e al 2020, presenti nel piano, abbiamo incrociato i dati relativi al numero di unità immobiliari raggiunte, fornito in open data dal sito bandaultralarga.italia.it, dove si trovano anche tutti i documenti di riferimento che spiegano il Piano Strategico per il paese e il processo messo in campo per definirlo, con i dati di popolazione per comune. Le due mappe successive raccontano la situazione sia della banda a 30Mbps, che oggi è più diffusa e che si prevede possa dare al 2020 sostanzialmente la totale copertura del territorio, sia di quella a 100Mbps che al contrario è oggi molto scarsamente accessibile e che sarà accessibile sostanzialmente nelle aree urbane e più densamente popolate di attività entro il 2020, mentre per i territori meno densi di immobili e di attività la copertura resterà a 30Mbps.

Le mappe dell’ultralarga in Abruzzo

Come si leggono le mappe dell’accesso a 30Mbps e 100Mbps

Le mappe qui sopra rappresentano, per intensità di colore, l’accesso all’ultralarga nei diversi comuni abruzzesi.

Cliccando con il  puntatore all’interno dell’area comunale è possibile vedere i dati al presente (ultimo rilevamento alla fine di giugno 2017) e le proiezioni al 2018 e al 2020. Spiccano alcune aree comunali a copertura molto alta rispetto alla maggior parte del territorio soprattutto per la banda a 30Mbps, mentre evidentemente quella a 100Mbps è davvero accessibile solo a pochi immobili su una parte molto ridotta del territorio, in corrispondenza dei comuni di costa attorno a Pescara.

Il dato della popolazione è rappresentato da un punto colorato al centro del territorio comunale. L’intensità dei colori a colpo d’occhio permette di vedere nell’insieme quali sono le zone più popolate rispetto a quelle meno densamente abitate. Passando con il puntatore sopra il cerchietto si visualizza il dato preciso del numero di residenti al 1 gennaio 2017, secondo Istat.

I due grafici alla destra delle mappe permettono di analizzare i dati più in dettaglio, per esempio andando a vedere quanti comuni saranno effettivamente raggiunti dalla ultralarga nei prossimi anni. Cliccando sulle barre verticali, che rappresentano i numeri dei comuni che progressivamente avranno sempre maggiore accesso alla ultralarga nel tempo, è possibile individuare questi stessi comuni sulla mappa e quindi capire quali sono i territori che nel corso del tempo saranno coperti sempre più.

Le attività sul territorio

Nel Piano strategico sull’ultralarga si sottolinea l’importanza di dare accesso alla rete ad alta velocità non solo alle abitazioni ma soprattutto alle realtà produttive e ai servizi presenti sul territorio.

Nel caso della Regione Abruzzo, abbiamo utilizzato i dati Istat relativi alle imprese registrate nelle quattro province, sia quelle piccole e medie che le poche aziende con più di 250 addetti. Oltre alle attività riproduttive, la mappa sottostante riporta i numeri relativi ad altri settori ritenuti strategici e di grande importanza sui quali la banda ultralarga potrebbe avere un enorme impatto in termini di organizzazione, miglioramento dei servizi offerti, maggiore tutela dei cittadini e via dicendo. Si tratta delle strutture di cure associate al Servizio Sanitario Nazionale, ospedali in primis ma anche case di cura private convenzionate, e delle sedi scolastiche di scuole e istituti di formazione. Nel primo caso i dati derivano dai rapporti Istat e sono relativi al 2013, mentre nel secondo caso si tratta di dati Miur e sono aggiornati al febbraio 2017.

Infine, per alcuni settori l’accesso alla banda ultralarga potrebbe essere certamente più critico che per altri nel promuovere innovazione, definire strategie di sviluppo future e piani di investimento e medio e lungo termine.

Il grafico sottostante presenta la distribuzione di alcune tipologie di aziende (non l’intero range di attività produttive presenti in Abruzzo). Abbiamo deciso di rappresentare quelle attività che più immediatamente potrebbero trarre vantaggio dalla copertura con l’ultrabanda. Come si nota dai dati (Registro imprese, Istat 2015), le attività professionali, scientifiche e tecniche e quelle commerciali sono le più presenti sul territorio, in tutte e quattro le province abruzzesi.

La distribuzione di queste attività è solo a prima vista piuttosto simile in termini di numero per provincia, perché è invece immediatamente visibile che le province di costa hanno maggiore vitalità industriale e nel commercio, rispetto alla ben più ampia provincia de L’Aquila, che sembra essere quella meno attiva più o meno in tutti i settori. Forse, ed è solo un auspicio, l’investimento in tecnologia e la maggiore copertura del territorio con la banda ultralarga potrebbe rappresentare anche per questo territorio un momento di importante rilancio e opportunità per uno sviluppo futuro in ambiti innovativi e più in linea con le esigenze attuali di quella zona.



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