Gli inglesi hanno decisamente cambiato idea sul prosecco

Negli anni alcuni studi in Gran Bretagna hanno cercato di affossare le vendite del vino frizzante italiano: prima colpevole del famigerato 'sorriso da prosecco', poi di danni all'ambiente, oggi patrimonio Unesco dell'umanità che nel Paese l'anno scorso ha aumentato le vendite del 19% 

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Prosecco

C'è un vino frizzante che fa impazzire gli inglesi, ed è proprio il prosecco premiato indirettamente oggi con il riconoscimento giunto dall'Unesco alle colline del prosecco superiore di Conegliano e Valdobbiadene come patrimonio culturale e naturale dell'umanità. Ma forse proprio il favore che i consumatori britannici riservano allo 'sparkling' più utilizzato all'ora dell'aperitivo e della cena suscita sospetti e attira le critiche dei media d'Oltremanica. Che a più riprese hanno provato a intaccare il successo del vino italiano prima con l'accusa di rovinare i denti dei consumatori, poi con il sospetto di un danno ambientale per le colline venete coltivate a vigneto.

Nel 2017 un medico del London Centre for Cosmetic Dentistry, il dottor Mervyn Druian, aveva lanciato l'allarme del "sorriso da Prosecco", mettendo in guardia soprattutto le giovani donne britanniche. In un articolo pubblicato dal Daily Mail il dentista aveva fatto notare che, poiché il vino frizzante italiano viene bevuto anche lontano dai pasti, il suo contenuto in zuccheri e acidi "puo' far insorgere carie e portare a spiacevoli problemi dentali". Ma diversi esponenti della comunità scientifica inglese avevano poi fatto notare che l'effetto dello zucchero sui denti puo' derivare da tutte le bevande dolci o alcoliche.

Più recentemente sul Guardian era comparso un attacco al prosecco, colpevole, secondo il quotidiano britannico, di essere il prodotto di una coltivazione che erode il territorio. L'articolo era nato da uno studio dell'università di Padova ed era stato ripreso da diversi testate in tutto il mondo, ma il Guardian aveva suggerito senza mezzi termini di inserire il vino veneto tra i cibi che nuociono all'ambiente.

Peccato che lo studio fosse ancora in via di revisione e conferma; le reazioni politiche e di settore in Italia sono state subito feroci. Ma nonostante gli allarmi il prosecco scorre a fiumi tra Londra e i pub più sperduti delle campagna inglesi, senza subire uno stop nemmeno dalla Brexit. Anzi, se lo scorso anno il vino italiano in Gran Bretagna ha fatturato 827 milioni di euro, di cui 348 derivanti dal Prosecco Dop, nei primi mesi del 2019 la vendita delle bollicine italiane più famose è aumentata del 19%.

Effetto accaparramento, spiegano dalla Coldiretti, in vista di un possibile aumento dei dazi quando il Regno unito uscirà definitivamente dalla Ue; mentre i produttori di birra inglesi sperano in un calo del consumo per spingere i prodotti nazionali. Oggi, per il vino italiano, la consacrazione ufficiale dell'Unesco a tranquillizzare i consumatori britannici che in un recente sondaggio hanno messo il prosecco al secondo posto dei beni di importazione a cui non rinunceranno nemmeno dopo la Brexit. 



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