Il prefetto di Siracusa ordina la chiusura delle attività del boss di Noto

Dopo l'articolo dell'Agi sul “Gran ballo di Noto” organizzato il 19 ottobre scorso in occasione delle celebrazioni per l’Unesco, arriva l'interdittiva antimafia per Waldker Albergo. Sarà il sindaco che dovrà provvedere alla revoca della licenza

noto gran ballo unesco
GUIZIOU FRANCK / HEMIS.FR / HEMIS.FR / HEMIS
Una magnifica veduta di Noto in Sicilia

Le attività commerciali che hanno come responsabile legale Concetta Albergo ma che, secondo le indagini della Polizia e come denunciato da una nostra inchiesta giornalistica, sono riferibili al boss di Noto Waldker Albergo, detto Rino, oggi sono state colpite da una interdittiva antimafia emanata della Prefettura di Siracusa. La decisione è stata presa dal prefetto di Siracusa, Luigi Pizzi, dopo l’istruttoria condotta dalle forze dell’ordine ed attualizzata dal Commissariato di Polizia di Noto.

L’atto ufficiale dell’interdittiva è stato notificato dal dirigente del commissariato di Noto, Paolo Arena, agli interessati, ovvero la signora Albergo ed il Comune di Noto. Dovrà, infatti, essere il sindaco di Noto a provvedere alla revoca della licenza, come prevede la legge. Gli affari del boss di Noto, già condannato per mafia con sentenza passata in giudicato e coinvolto in diverse operazioni di polizia, erano tornati alla ribalta dopo l’inchiesta sul “Gran ballo di Noto” organizzato il 19 ottobre scorso in occasione delle celebrazioni per l’Unesco.

La manifestazione venne promossa con articoli sui principali giornali, spazi a pagamento, manifesti affissi in tutti i comuni del Val di Noto e, immancabilmente, sui canali social. Il boss Albergo, che da anni ha monopolizzato il centro della città con attività ricreative come bar e ristoranti, non si fece sfuggire l’affare: guadagnare con l’evento ed avere un ruolo pubblico. Un ristorante ritenuto legato ad Albergo aveva curato il catering della serata.

All’inchiesta il sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, aveva replicato attaccandoci duramente e promettendo querele. Non si trattava di “fango sulla città” come detto dal primo cittadino nel suo comunicato di replica. Oggi la decisione della Prefettura di Siracusa che ha sgomberato il campo da equivoci: “Le attività del boss vanno chiuse”



Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it.