Gli escursionisti che continuano a salire sulla Marmolada

Gli escursionisti che continuano a salire sulla Marmolada

C'è chi aggira i divieti per battere i percorsi montani ma anche chi fa il "tour della morte". Si tratta di gite molto pericolose per possibili nuovi crolli. Tra i rischi, anche per i soccorritori, c'è anche quello di "trovare ordigni inesplosi della prima guerra mondiale"

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Marmolada
 

AGI - Alcuni escusionisti continuano a salire sulla Marmolada, nonostante l'intera montagna sia chiusa dopo l'ordinanza del Comune di due giorni. Sono gite "molto pericolose", viene ribadito dalle autorità, per possibili nuovi crolli. Tra gli altri, viene riferito all'AGI, ci sono dei "curiosi" che vogliono vedere coi loro occhi la montagna dove hanno perso la vita, travolti da una valanga di ghiaccio, sette persone. Ma anche persone che vogliono comunque percorrere i sentieri nonostante il divieto tassativo, come ribadito oggi in un comunicato dalla autorità che sottolineano gli enormi rischi a cui vanno incontro.

Tecnici specializzati in frane stanno salendo sulla Marmolada per installare all'altezza di un rifugio dei "radar in grado di vedere movimenti rapidissimi, tipo valanghe, e più lenti, tipo frane". Tra di loro c'è Nicola Casagli, professore di geologia applicata dell'Università di Firenze il cui gruppo di ricerca è uno dei centri di competenza del Dipartimento della Protezione Civile.

"Sul rifugio della Marmolada - aggiunge Casagli, arrivato stamane nella cittadina - si è formato un blocco verticale e instabile che piano piano verrà giù perchè non puo' reggere le pendenze. Se va bene cascherà a pezzettini, se va male a pezzettoni". Secondo Casagli, il disastro è avvenuto "per il rialzo anomalo delle temperature ed è un evento che non capita tutti i giorni, di non facile prevedibilità".

La notte scorsa, inoltre, "i droni hanno trovato dei capi di abbigliamento che potrebbero appartenere alle lle persone disperse ma anche ad escursionisti che li hanno smarriti nel passato". A segnalarlo è Fausto Zambelli, uno dei vigili del fuoco impegnato nei soccorsi. Le ricerche, spiega, "proseguiranno tutta la settimana coi droni. Al momento, quelle a terra sono troppe pericolose per l'incolumità di chi le compie".

"Oggi le ricerche sono cominciate alle sei del mattino - racconta -. I droni sono rimasti attivi tutta la notte quando c'è più calma e non sono disturbati dal rumore degli elicotteri. Stiamo recuperando quello che possiamo: hanno visto oggetti e abbigliamento, con lo spostamento causato dalla pioggia qualcosa è saltato fuori".

Zambelli spiega il funzionamento dei droni: "Scattano immagini e riprese che vengono riversate sui computer che poi le amplificano e riescono quasi al centimetro a capire dove agire". L'immagine che si sono trovato davanti della slavina "è impressionante, mai visto nulla del genere".

C'è ancora una flebilissima speranza di trovare persone vive sulla Marmolanda. "Se ci fossero delle 'sacche' avremmo ancora delle speranza - spiega Fausto Zambelli della 'Squadra Volo' dei Vigili del Fuoco -. Le ore sono chiaramente limitate ma continuiamo a sperare di trovare ancora qualcuno vivo".

Tra i rischi che corrono i soccorritori sulla Marmolada, c'è anche quello di "trovare ordigni inesplosi della prima guerra mondiale". Lo spiega Fausto Zambelli, uno dei Vigili del Fuoco, impegnati nelle attività di ricerca in queste ore. "Facciamo un appello alla cautela alle persone perchè sono bombe pericolose da maneggiare".