Quattro persone disperse sulla Marmolada sono state trovate vive

Quattro persone disperse sulla Marmolada sono state trovate vive

"Al momento si registrano 7 deceduti, di cui tre identificati; 8 feriti, di cui due in condizioni delicate; e 14 persone che definiamo reclamate, persone non rientrare a casa delle quali non si hanno notizie". Questi i numeri elencati dal presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti

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© Soccorso Alpino Italiano - Il crollo sulla Marmolada

AGI - A passo Fedaia splende il sole, la colonnina di mercurio fa segnare 15 gradi, i turisti passeggiano sul muro di contenimento della diga e passo dopo passo guardano all'insù verso la Marmolada. È uno sguardo di tristezza, quasi perso, nel guardare quell'enorme frattura che fa intravvedere le stratificazioni di quello che era stato il grande ghiacciaio della Marmolada e che sempre più velocemente si è sciolto causa le elevate temperature.

Passo Fedaia dista pochi chilometri dal centro di Canazei, un quarto d'ora d'auto in mezzo al bosco e sotto pareti a picco. I turisti guardano, scrutano e commentano, "una cosa incredibile ma fa troppo caldo, basta vedere che siamo qui in maglietta a maniche corte".

La fusione del ghiacciaio per le elevate temperature soprattutto degli ultimi giorni - in vetta sono stati registrati anche 12 gradi - ieri ha provocato il crollo del seracco della calotta del ghiacciaio che ha travolto oltre venti escursionisti. Il bilancio, ancora parziale, è di 7 morti (3 sono stati identificati), 13 dispersi e 8 feriti (due di essi in rianimazione).

 

I nomi non vengono ancora ufficializzati, ma ci sono pochi dubbi. Come informa il Soccorso alpino, attualmente sono 13 le persone disperse, il cui mancato rientro è stato denunciato dai familiari. Si tratta di una in meno rispetto quanto comunicato in precedenza, poiche' un uomo di nazionalità austriaca è stato rintracciato nelle ultime ore.

Il numero delle vittime, però, con il trascorrere delle ore è destinato ad aumentare. Dieci dispersi sono di nazionalità italiana e tre di nazionalità ceca. Le autorità stanno ancora accertando la proprietà di 4 delle 16 auto parcheggiate nei pressi dei sentieri che portano al ghiacciaio: tutte hanno targhe straniere (una tedesca, due ceche e una ungherese).

Persone, ancor prima di alpinisti, tutte legate dalla grande passione per la montagna che avevano deciso di trascorrere una domenica diversa, una soprattutto per scappare dal caldo torrido della pianura. Vittime con ognuna di loro una storia diversa, un motivo diverso per aver scelto l'escursione sulla Marmolada, la montagna che un tempo non troppo lontano era la patria dello sci estivo d'antan.

La neve ormai non c'è più nemmeno a Pian dei Fiacconi, stazione a monte della vecchia bidonvia che partiva dalle rive della diga del lago Fedaia. Sulla montagna ora ci sono solo i tracciati di quelle che erano state le piste da sci. Il maltempo l'indomani della tragedia attribuibile al grande caldo ha ostacolato le operazioni di ricerca dei dispersi ma nel primo pomeriggio sulla Marmolada è tornato a splendere il sole, proprio come ieri 3 luglio.

"Una carneficina inimmaginabile"

Ad aver perso la vita ci sarebbero un escursionista di 27 anni di Malo che una ventina di minuti prima della tragedia aveva inviato una foto al fratello, una guida alpina di Tezze sul Brenta e la sua compagna. Come riferiscono i soccorritori i corpi delle vittime sono deturpati e, quindi, è difficile l'identificazione. 

 "È stata una carneficina inimmaginabile. Alcuni corpi sono cosi' deturpati che saranno identificati solo attraverso l'esame del Dna" riferiscono sia i soccorritori che le autorità presenti allo stadio 'Gianmario Scola' di Alba di Canazei dove è in corso l'iter per il riconoscimento da parte dei parenti delle vittime del crollo. 

Il disastro è avvenuto in una giornata che ha registrato temperature record -  10 gradi - sulla sommità del ghiacciaio. "Una valanga di neve, ghiaccio e roccia ha colpito un sentiero di accesso in un momento in cui c'erano diverse cordate, alcune delle quali sono state spazzate via", ha detto la portavoce dei servizi di emergenza Michela Canova.

Il maltempo complicherà le ricerche

È in arrivo una perturbazione di carattere temporalesco sulla Val di Fassa e quindi sul ghiacciaio della Marmolada le ricerche dei dispersi potrebbero venire interrotte per evitare di mettere a repentaglio la vita dei soccorritori.

Secondo Massimo Frezzotti, professore di scienze all'Università Roma Tre, il crollo è stato causato da un clima insolitamente caldo legato al riscaldamento globale, con precipitazioni in calo del 40-50% durante un inverno secco. "Le condizioni attuali del ghiacciaio corrispondono a metà agosto, non all'inizio di luglio", ha affermato.

Le immagini riprese da un rifugio vicino all'incidente mostrano neve e roccia che precipitano giù per i pendii della montagna in un fragoroso boato. Altri filmati girati dai turisti sui loro telefoni cellulari hanno mostrato che la valanga grigiastra ha spazzato via ogni cosa sul suo cammino.

Il Soccorso alpino ha diffuso immagini che mostrano soccorritori ed elicotteri sul posto per portare le vittime dalla valle a Canazei. Il loro compito è stato reso più difficile perché i corpi erano intrappolati sotto uno strato di ghiaccio e roccia.

Troppo caldo sulle Alpi

L'esperto di ghiacciaio Renato Colucci ha detto all'AGI che il fenomeno è "destinato a ripetersi", perché "per settimane le temperature in quota sulle Alpi sono state ben oltre i valori normali". Le recenti temperature calde hanno prodotto una grande quantità di acqua dal ghiacciaio in scioglimento che si è accumulata sul fondo del blocco di ghiaccio e ne ha causato il collasso, ha aggiunto.

Il ghiacciaio della Marmolada è il più esteso della catena montuosa delle Dolomiti, che fa parte delle Alpi italiane e si trova sulla parete settentrionale della Marmolada. Soprannominato "la regina delle Dolomiti", alimenta il fiume Avisio e si affaccia sul Lago di Fedaia nella provincia autonoma italiana di Trento.

Secondo un rapporto di marzo del Gruppo intergovernativo delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (IPCC), lo scioglimento del ghiaccio e della neve è una delle 10 principali minacce causate dal riscaldamento globale, che sconvolge ecosistemi e infrastrutture. L'IPCC ha affermato che i ghiacciai in Scandinavia, nell'Europa centrale e nel Caucaso potrebbero perdere tra il 60 e l'80% della loro massa entro la fine del secolo.