Proteste degli studenti in tutta Italia dopo la tragica morte dei due stagisti  

Proteste degli studenti in tutta Italia dopo la tragica morte dei due stagisti  

Tensione a Torino dove un gruppo di studenti ha tentato di assaltare la sede di Confindustria forzando il cancello d'ingresso, il bilancio è di sei carabinieri e un funzionario di polizia feriti. A Milano lanciata della vernice contro le sedi di banche. A Roma uova e bottiglie contro la polizia

proteste studenti in tutta italia dopo morte due stagisti

© Rossella Papetti / AGF 
- La manifestazione degli studenti a Milano 

AGI - Gli studenti sono scesi in piazza oggi in diverse città Italiane per protestare per la tragica morte dei due stagisti e chiedere la modifica dell'esame di maturità.

Sei carabinieri e un funzionario di polizia sono rimasti feriti nei disordini avvenuti all’Unione industriale di Torino, dove un gruppo di studenti ha cercato di forzare il cancello di ingresso. I manifestanti si sono poi spostati davanti l’ufficio scolastico regionale, presidiato dalla polizia. 

Quella di Torino è la terza, grande manifestazione organizzata nel capoluogo piemontese, dove nelle ultime settimane una cinquantina di scuole superiori sono state occupate. Tanti gli striscioni e i cartelli mostrati dai ragazzi, molti dei quali dedicati a Lorenzo e Giuseppe, i due studenti morti in provincia di Udine e nelle Marche durante uno stage. 

A Milano vernice contro UniCredit e Jp Morgan

Della vernice rossa è stata gettata contro le sedi dell'Unicredit e di Jp Morgan in centro a Milano da alcuni giovani manifestanti del corteo studentesco. Gli autori del flashmob erano vestiti con delle tutte da lavoro bianche sporche, in ricordo di Giuseppe e Lorenzo, i due studenti morti recentemente durante l'alternanza scuola-lavoro

Nella Capitale lancio di bottiglie e uova contro la polzia

Momenti di tensione al corteo romano degli studenti, dove i manifestanti hanno lanciato uova e bottiglie verso la polizia. Il gruppo di testa, incappucciato, ha forzato il corteo, fermo da più di un'ora nei pressi dell'ufficio regionale scolastico per riprendere Via Cavour e marciare in direzione di Piazza Madonna di Loreto. 

"Siamo qua per dire tre cose fondamentali. In primo luogo stiamo chiedendo l'abolizione dell'alternanza scuola- lavoro immediata. In meno di un mese due morti, prima Lorenzo a Udine e l'altro giorno Giuseppe. Oggi più che mai l'alternanza scuola-lavoro va abolita. È vergognoso il tentativo del governo di barcamenarsi pur di non abolirla o di cambiarle nome pur di lasciarla così. Far finta di intervenire e non fare nulla". Lo ha detto Tommaso del movimento La Lupa che oggi è sceso in piazza a Roma per protestare contro l'alternanza scuola lavoro.

"In secondo luogo, vogliamo il ritiro immediato di questa proposta dei esame di maturità perché non tiene conto di questa profonda crisi psicologica che stiamo vivendo. Questi due anni di pandemia sono stati durissimi per gli studenti tutti lo sanno. Anche i professori sanno che questo esame è insvolgibile. -prosegue - In terzo luogo manifestiamo contro la repressione grave avvenuta sugli studenti nelle ultime settimane di mobilitazione. Infine, stiamo chiedendo le dimissioni immediate del ministro Bianchi perché rappresenta il governo nemico degli studenti". 

Napoli, corteo studenti e manifestazione Potere popolo

Tornano in piazza anche a Napoli gli studenti che, gia nei giorni scorsi, si erano mobilitati contro l'alternanza scuola-lavoro e per la riforma del sistema scolastico. Da piazza Garibaldi, nei pressi della stazione centrale, sono partiti circa 500 ragazzi, diretti alla sede dell'Ufficio scolastico regionale della Campania.

La protesta è organizzata da Coordinamento Kaos, Unione degli studenti Napoli, Studenti autonomi napoletani, Coordinamento studenti flegrei e Fronte della gioventù comunista. In contemporanea ha preso il via anche l'altra manifestazione, promossa da Potere al Popolo, dagli Studenti autorganizzati campani e dall'ex Opg occupato 'Je do pazzo'.

Tre attivisti di Pap si sono fermati davanti alla sede del Pd Campania e si sono cosparsi le mani e il corpo di vernice rossa, per ricordare le morti di Lorenzo e Giuseppe, i due ragazzi che hanno perso la vita mentre stavano svolgendo un tirocinio. Altri attivisti hanno esposto uno striscione con la scritta in napoletano 'C'at accis' (ci avete uccisi). Gli organizzatori del flash mob ritengono il Pd "il primo responsabile di queste morti", rimarcando che l'alternanza scuola-lavoro "utilizza giovani studenti come forza lavoro gratuita, a discapito di qualsiasi norma di sicurezza".

Il corteo partito da piazza Garibaldi è aperto da uno striscione che recita 'Contro il vostro modello di scuola', accompagnato da tanti altri slogan critici nei confronti della 'Buona scuola' e del modello di alternanza scuola-lavoro. Una gran parte degli studenti scesi in piazza arriva dai comuni dell'area flegrea e dalla provincia di Napoli. Le forze dell'ordine precedono il corteo, che tra poco raggiungera' l'ufficio scolastico regionale. 

A Palermo studenti contro "insicurezza e sfruttamento"

Questa mattina gli studenti delle scuole di Palermo sono tornati in piazza contro l'alternanza scuola-lavoro. Il Liceo scientifico Einstein, il Benedetto Croce, l'Umberto I, il Basile di Brancaccio, il Medi, il Vittorio Emanuele III, sono alcune delle scuole che ci sono organizzate per tornare a manifestare.

A gennaio la tragica morte di Lorenzo durante le ore di stage professionale in fabbrica a Udine; qualche giorno fa è morto Giuseppe, un sedicenne, anche lui durante uno stage, in un incidente stradale in provincia di Ancona. I posti di lavoro "non sono sicuri; l'alternanza scuola-lavoro e i percorsi duali di formazione conducono gli studenti troppo presto in un mondo del lavoro fatto di sfruttamento, precarietà e insicurezza", viene denunciato.

"Di questa scuola che uccide e non ci ascolta - afferma Nicoletta Sanfratello del liceo Umberto I - non ne possiamo più. Oggi in tutta Italia gli studenti si riprendono le strade per chiedere l'abolizione dell'alternanza-scuola lavoro. La formazione si fa nelle aule, studiando, spingendo i giovani a sviluppare un approccio critico rispetto alle ingiustizie sociali, allo sfruttamento lavorativo, contro la guerra. Non si fa nei posti di lavoro, in cui diventiamo manodopera gratuita che sostituisce i lavoratori".

Gli studenti sono partiti da piazza Verdi, per raggiungere piazza Indipendenza, per incontrare l'assessore regionale all'Istruzione e alla Formazione, Roberto Lagalla.

"Nella critica all'alternanza - per Giorgio Caruso del liceo scientifico Einstein - va aggiunta un'analisi sulle specifiche condizioni che vive la Sicilia. Qui l'offerta lavorativa è la più scarsa e precaria di Italia e i percorsi di Pcto che ci vengono proposti sono di bassissima qualita', quasi mai utili alla nostra formazione. La Regione ha esclusiva competenza sui percorsi duali di formazione, chiediamo all'assessore e al governo regionale un impegno concreto sugli stage e tirocini della formazione professionale, per garantire massime condizioni di sicurezza. Per l'alternanza potrebbe fare pressione al governo centrale affinché si ascoltino le nostre richieste".

Infine, gli studenti si rivolgono alla Regione perché recentemente l'Ufficio scolastico regionale ha firmato un accordo con Esercito italiano per far svolgere le ore di alternanza scuola-lavoro dentro le caserme. "Attacchiamo pesantemente questa scelta e chiediamo che l'accordo venga eliminator", conclude Andrea Cascino del liceo Basile. 

Unione degli studenti apre gli Stati Generali della scuola a Roma

L'Unione Degli Studenti aprirà questa sera gli Stati Generali della scuola dal 18 al 20 febbraio a Roma. “Nonostante, dall’inizio dell’anno, migliaia di studenti siano scesi in piazza in tutta Italia, contro l’attuale modello di scuola - esordisce Bianca Chiesa dell’Unione Degli Studenti - il Ministro continua a non ascoltarci, persistendo nel farci false promesse e non prendendo in considerazione la posizione degli studenti in merito alle problematiche vigenti nel sistema scolastico attuale, per questo abbiamo occupato decine di scuole in tutto il paese e oggi torniamo nelle piazze”.

“Non ci fermeremo finché non cambierà - continua Alessandro Finetto, del Laboratorio Studentesco - a Torino, a seguito delle morti di Lorenzo Parelli e Giuseppe Lenucci e dei gravissimi atti di repressione subiti durante le mobilitazioni, abbiamo occupato sedici scuole, riunendoci in assemblea per ripensare una nuova idea di istruzione, che sappia educarci al pensiero critico e non alla riproduzione continua di nozioni. Questo venerdì siamo scesi in piazza e scenderemo questa sera a Roma per ribadire che non ci fermeremo finché non ci saranno date risposte”.