La pandemia è finita in un gioco da tavolo, con gli “imprevisti”, le carte “bonus” e le dirette di Conte

La pandemia è finita in un gioco da tavolo, con gli “imprevisti”, le carte “bonus” e le dirette di Conte

Si chiama “Dpcm-il gioco” l'invenzione del romano Fabrizio Iozzo: “Una parodia nata dalla voglia di esorcizzare questo periodo buio”

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Il tabellone sembra quello del Monopoli, dotato di imprevisti e di caselle colorate, con i tradizionali Vicolo corto e parco della Vittoria spodestati però da avvenimenti, frasi e oggetti che hanno  popolato le nostre vite dominate dal coronavirus. Da “ce la faremo” a “Atalanta-Valencia”  a “Mondello” (ricordate la signora Angela del “non ce n’è coviddi?”) passando per la “variante inglese” e gli inevitabili “mascherina” e “andrà tutto bene”, con relativo arcobaleno infantile.

Davanti alle regole degli ultimi dpcm, quelli dei “non più di due ospiti estranei al nucleo convivente”, dei chilometri di distanza da comune a comune, dei figli under 14 e delle autocertificazioni siamo stati in tanti a pensare di trovarci davanti a quei foglietti rompicapo dei giochi da tavolo.

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Ma Fabrizio Iozzo, 47 anni, romano, titolare di una società di assistenza informatica nonché appassionato di giochi da tavolo ha fatto di più, alleggerendo il momento di scoramento con una salvifica ironia e scodellando quindi il dissacrante “Dpcm - il gioco” con i bonus vacanze, le frasi celebri delle dirette di Conte, l’igienizzante, i virologi che cambiano idea un giorno sì e un giorno no e pure  la carta di Barbara D’Urso che fa inseguire i runner dall’elicottero.

Iozzo lo ha pensato come un divertissement personale, stampato in poche copie da una tipografia amica e non in vendita al pubblico, ma è gli è bastato postare il tutto sui suoi profili social per scatenare l’inferno virale, con amici e follower che invocano “sette scatole” lo invitano a commercializzarlo al più presto e chiedono l'indirizzo della tipografia che lo sforna.

Iozzo, già diventato insomma l’Osho del gioco da tavola, racconta così all’AGI la genesi della sua trovata ludica, che all’interno contiene anche una confezione di igienizzante per le mani e impone l’obbligo di mascherina: “Una sera, costretto a casa come tutti dal coprifuoco ho messo  su carta l’idea di rivivere le stranezze del 2020 con un gioco a caselle, tra Monopoli e gioco dell’oca e quindi ne ho curato anche la grafica”.

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Si parte inevitabilmente dallo schiaffo del Papa alla fedele cinese troppo insistente (“è quella la casella del via”) per arrivare (è lo scopo del gioco) a conquistare tutte le otto carte bonus (mascherina, amuchina, autocertificazione, bonus 600 euro, bonus vacanza, bonus monopattino, ristoro e vaccino). 

Ad ostacolare o agevolare il percorso i vari imprevisti che comprendono le dirette di Conte, le esternazioni dei virologi (con Bassetti che dice “No alla chiusura di scuole cinema e teatri nel 2021” si va alla casella “ce la faremo” ) e pure quelle dei no vax (la carta del “Mi ha detto mio cugino che nei vaccini ci sono i microchip per controllare la mente” fa perdere il bonus per l'inoculazione).

Politicamente scorretto e portatore di leggerezza, il gioco non si spinge però oltre certi limiti: “Mi sono tenuto lontano da morti,  malattie, ospedali, terapie intensive,  il mio gioco è una parodia di tutto quello che è successo a margine della pandemia, nato  dalla voglia di esorcizzare questo periodo - sottolinea Iozzo - Non è una mancanza di rispetto per chi ha perso i propri cari (ne conosco tanti) o il lavoro (ne conosco tantissimi). Io stesso, da partita Iva per forza a contatto con altre persone, vivo male questo periodo, sono l’ultimo al mondo che vuole  sminuire un problema così grande”.

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Considerando distanziamenti e limiti agli inviti in casa, il suo è un gioco di società a cui però al momento non si può giocare, se non in famiglia:  “ È proprio uno dei motivi che mi ha spinto a farlo: in un periodo storico dove non si può socializzare e stare con gli amici, ho creato un gioco  che  riaccende la speranza di poter  riorganizzare qualche cena con un po’ di gente divertendosi a rivivere casella dopo casella l’anno, da gennaio 2020 a dicembre, scherzando sui personaggi venuti alla ribalta e sulle loro dichiarazioni”.

Alla commercializzazione per ora non non ci pensa: “Credo che nel caso bisognerebbe cambiare i cognomi dei personaggi noti, come si fa nei romanzi...”. Ma, seppur in forma casereccia ci sarà un’edizione 2021, con Draghi al posto di Conte? “Spero che non serva, che il vaccino funzioni consentendoci di lasciarci tutto alle spalle. Ma in caso contrario ho già le prime caselle, la caduta del governo, Capitol Hill e le primule”.