L'incidente di Venezia accelera lo stop alle grandi navi in Laguna

il governo ha promesso che entro la fine di giugno si dovrebbe trovare una soluzione per allontanare le grandi navi dalla Giudecca e San Marco

Collisione Venezia stop grandi navi
Vigili del Fuoco
La 'River Countess' danneggiata dallo scontro con la Msc Opera

Collisione a Venezia tra una nave da crociera della Msc e un battello da turismo nel canale della Giudecca: quattro turiste straniere tra i 67 e i 72 anni sono rimaste ferite, nessuna in modo grave, ma gli attimi di terrore vissuti sulle due imbarcazioni e sulla banchina hanno riacceso le polemiche sul transito delle grandi navi nella laguna veneziana.

La Msc Opera è andata a sbattere contro la banchina a San Basilio-Zattere e ha speronato così il battello fluviale "River countess" che vi era ormeggiato. La nave da crociera ha riportato lievi scalfiture allo scafo mentre nel battello si è aperta una piccola falla all'altezza della linea di galleggiamento, ma non ci sono verificati sversamenti di idrocarburi.

Tra le ipotesi delle cause dell'incidente un'avaria o la rottura del cavo d'acciaio utilizzato da uno dei rimorchiatori della Msc: la nave, a quel punto ingovernabile, sarebbe stata trascinata dall'abbrivio contro la banchina. I feriti sono uno a bordo della Opera, gli altri a bordo del natante più piccolo.

La Msc Crociere ha assicurato "massima collaborazione". E mentre infuriano le polemiche, il governo ha promesso che entro la fine di giugno si dovrebbe trovare una soluzione per allontanare le grandi navi dalla Giudecca e San Marco. "Sulle grandi navi a Venezia il tavolo istituzionale è da tempo in corso", sottolineano fonti del ministero delle Infrastrutture, "i ministri interessati si vedranno a breve scadenza per tirare le somme sulle opzioni progettuali individuate, allo scopo di trovare la soluzione definitiva migliore, che arriverà presumibilmente entro il mese di giugno, per allontanare le grandi navi da crociera dalla Giudecca e da San Marco".

Il Mit aggiunge che nel frattempo si sta per completare il lavoro sul protocollo 'fanghi'. "L'incidente di oggi al porto di #Venezia dimostra che le #grandinavi non devono più passare dalla Giudecca. Dopo tanti anni di inerzia, finalmente siamo vicini ad una soluzione definitiva per tutelare sia la laguna che il turismo": scrive su Twitter il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli. Sulla stessa linea Sergio Costa, ministro dell'Ambiente e il ministro delle Attività culturali, Alberto Bonisoli.

Ma il presidente della Regione Veneto Luca Zaia attacca: per allontanare le grandi navi dal centro "giace da anni un progetto di Regione e Comune, il ministro dell'infrastrutture decida qualcosa; non si può più attendere". L'evento "avrebbe potuto risolversi in una tragedia", sottolinea il governatore, "gli incidenti sono assolutamente possibili nella marina mercantile ma devono avvenir fuori da contesi storici e abitati senza mettere repentaglio vite umane e in condizioni generali di sicurezza".

Anche il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ribadisce che e' "l'ennesima dimostrazione che nel canale della Giudecca non è più possibile il passaggio delle grandi navi e chiediamo immediatamente, come diciamo da otto anni l'apertura del canale Vittorio Emanuele".

Scendono in campo anche gli ex sindaci della città. Secondo Massimo Cacciari "il ministero competente, cioè quello dei Trasporti, non ha fatto nulla, ha chiacchierato e basta". Mentre Paolo Costa, evidenzia di aver chiesto lo stop delle grandi navi dal 2004 come sindaco e dal 2012 come presidente dell'autorità portuale della città: "Sette anni di non risposta da parte del governo sono la parabola dell'incapacità decisionale del nostro Paese". 



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