Arrestato per corruzione il presidente del Consiglio comunale di Roma De Vito (M5s)

L'inchiesta è quella sulla realizzazione del nuovo stadio della As Roma di Tor di Valle. L'accusa per il politico del Movimento 5 stelle è di corruzione . Di Maio: "Gravissimo, un insulto a tutti noi". Raggi: "Nessuno sconto". Ecco l'intercettazione

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Alessandro Serrano' / AGF 
Marcello De Vito 

Il presidente dell'assemblea comunale capitolina, Marcello De Vito (M5s), e altre tre persone sono state arrestate questa mattina dai carabinieri del comando provinciale nell'ambito dell'inchiesta sulla realizzazione del nuovo stadio della Roma.

De Vito, che è destinatario di un' ordinanza di custodia cautelare in carcere anche se al momento si trova nella sua abitazione dove è in corso una perquisizione, è accusato di corruzione per aver preso utilità dell'imprenditore Luca Parnasi promettendo in cambio di favorire il progetto per la costruzione dell'impianto sportivo nell'area di Tor di Valle.

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De Vito e Raggi

Oltre ai provvedimenti restrittivi (due in carcere e due ai domiciliari), i carabinieri stanno eseguendo anche una misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriale nei confronti di due imprenditori. Tra i reati ipotizzati dalla procura c'è anche quello di traffico di influenze illecite nell'ambito delle procedure connesse alla costruzione di un albergo presso la ex stazione ferroviaria di Roma Trastevere e alla riqualificazione dell'area degli ex Mercati generali di Roma Ostiense.

L'indagine ha fatto luce su una serie di operazioni corruttive realizzate da imprenditori attraverso l'intermediazione di un avvocato ed un uomo d'affari, che fungono da raccordo con il Presidente dell'Assemblea comunale capitolina al fine di ottenere provvedimenti favorevoli alla realizzazione di importanti progetti immobiliari. 

Le intercettazioni che il giudice ha definito 'Illuminanti'

Marcello De Vito avrebbe voluto incassare subito la quota di denaro a lui spettante e proveniente dalle erogazioni del gruppo Toti e dall'immobiliarista Statuto. Soldi che finivano alla società Mdl, il cui titolare di fatto era l'avvocato Camillo Mezzacapo.

In una intercettazione telefonica, riportata nell'ordinanza del gip Maria Paola Tomaselli, l'esponente grillino, presidente dell'Assemblea capitolina dice "va beh, ma distribuiamoceli questi", e Mezzacapo, convincendolo ad aspettare fino al termine del suo mandato elettorale, replica: "ma adesso non mi far toccare niente, lasciali lì... a fine man... quando tu finisci il mandato, io ci... se vuoi non ci mettiamo altro sopra se vuoi, eh. La chiudiamo, la distribuiamo, liquidi e sparisce tutta la proprietà, non c'è più niente e allora però questo lo devi fa' quando hai finito quella cosa" (continua a leggere).

 

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Agf
Marcello De Vito

Chi è De Vito

Quarantacinque anni, avvocato, Marcello De Vito è stato il primo candidato sindaco del M5s in Campidoglio. Nel 2013 sfidò Ignazio Marino, Gianni Alemanno e Alfio Marchini piazzandosi terzo con il 12,4% dei voti. Dopo due anni e mezzo alla guida dell'opposizione contro la giunta di centrosinistra, alla caduta di Marino si è ricandidato alle primarie del Movimento venendo però sconfitto da Virginia Raggi, poi divenuta sindaca.

Alle elezioni comunali del 2016 De Vito fu soprannominato "Mr. preferenze" del Movimento, con oltre 6.500 voti a suo favore, successo personale che lo ha spinto alla presidenza dell'Assemblea Capitolina.

Da sempre vicino all'ala più ortodossa dei 5 Stelle, quella che nel Lazio vede tra i suoi riferimenti la capogruppo in Consiglio regionale Roberta Lombardi, De Vito non ha mancato di esprimere le sue perplessità su alcune scelte della sindaca in questi quasi tre anni di governo pentasellato in Campidoglio. Sui social rivendica da anni come primo post fisso del suo profilo il "taglio agli sprechi" delle spese dell'Aula.

Di Maio: "Un insulto a tutti noi"

"Quanto emerge in queste ore oltre ad essere grave è vergognoso, moralmente basso e rappresenta un insulto a ognuno di noi, a ogni portavoce del Movimento nelle istituzioni, ad ogni attivista che si fa il mazzo ogni giorno per questo progetto". È quanto scrive su Facebook Luigi Di Maio, capo politico del Movimento 5 stelle. 

"Non è una questione di garantismo o giustizialismo, è una questione di responsabilità politica e morale: è evidente che anche solo essere arrivati a questo, essersi presumibilmente avvicinati a certe dinamiche, per un eletto del Movimento, è inaccettabile".

"De Vito - sottolinea Di Maio - non lo caccio io, lo caccia la nostra anima, lo cacciano i nostri principi morali, i nostri anticorpi. Ciò che ha sempre distinto il Movimento dagli altri partiti è la reazione di fronte a casi del genere. De Vito potrà e dovrà infatti difendersi in ogni sede, nelle forme previste dalla legge, ma lo farà lontano dal Movimento 5 Stelle".

Raggi: "A Roma non c'è spazio per la corruzione"

"Nessuno sconto. A Roma non c'è spazio per la corruzione. Chi ha sbagliato non avrà alcuno sconto da parte di questa amministrazione. La notizia dell'arresto di Marcello De Vito è gravissima: ho piena fiducia nella magistratura e nel lavoro dei giudici". Lo scrive il sindaco di Roma, Virginia Raggi, su Facebook. 

Raggi aggiunge che "una cosa è certa: nessuna indulgenza per chi sbaglia. Ho dichiarato guerra alla corruzione e respinto i tentativi di chi vuole fermare l'azione di pulizia che portiamo avanti. Qui non c'è spazio per ambiguità. Non c'è spazio per chi immagina di poter tornare al passato e contaminare il nostro lavoro". Infine, "avanti fino in fondo, senza se e senza ma, per la legalità".

Fico: "Davvero terribile"

Il presidente della Camera Roberto Fico definisce "davvero terribile" l'arresto del presidente del Consiglio comunale in Campidoglio Marcello De Vito (M5s) nell'ambito dell'inchiesta sullo stadio della Roma.

"La corruzione è la cosa più deprecabile che un politico possa fare", ha detto a margine di un convegno a Montecitorio su Ilaria Alpi. La corruzione "va condannata al cento per cento", ma l'importante "e' che la magistratura, come sta facendo, possa fare il proprio lavoro, e andare avanti nelle indagini. Bisogna avere piena fiducia nella magistratura".

 



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