I sondaggi sui partiti e il governo dopo i casi Diciotti e Sea Watch

Nel corso dell'ultima settimana il dibattito è stato dominato dal tema dei migranti. Cosa dice la nostra Supermedia

I sondaggi sui partiti e il governo dopo i casi Diciotti e Sea Watch 

L’ultima settimana è stata quasi monopolizzata da due vicende, diverse ma analoghe, sia pure diverse: il caso dei 47 migranti bloccati dal 19 gennaio a bordo della nave della Ong “Sea Watch” (e infine sbarcati ieri a Catania); e quello della richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini (senatore, oltre che vicepremier e Ministro dell’Interno) avanzata dal Tribunale dei Ministri di Catania per sequestro di persona, con riferimento ai quasi 200 migranti trattenuti a bordo della nave della marina italiana Diciotti lo scorso agosto, richiesta che lo stesso Salvini – che in precedenza aveva dichiarato di non temere i giudici – ha chiesto al Senato di respingere.

Come al solito, occorrerà un po’ di tempo per individuare vincitori e vinti di questa “settimana di fuoco” politica. Ma grazie ai sondaggi possiamo già cominciare a leggere qualche indizio, oltre a dare risposte alle domande che ci ponevamo nelle scorse settimane.

La nostra Supermedia di oggi, infatti, sembra toglierci gli ultimi dubbi residui sull’effetto della cattura di Cesare Battisti e la sua estradizione in Italia. Nel voto alle liste, la Lega fa registrare uno dei suoi risultati migliori di sempre, un 32% tondo che vale un incremento di quasi mezzo punto rispetto a due settimane fa (quando abbiamo avuto la prima stima “solida” di questo inizio 2019). Scende ancora un po’, invece, il Movimento 5 Stelle, che nonostante il lancio “ufficiale” del reddito di cittadinanza non sembra invertire la tendenza che vede aumentare lo svantaggio dei pentastellati rispetto alla Lega (e vedremo tra poco perché).

Se il dato della Lega è il più alto mai rilevato dalla nostra Supermedia, i 6,4 punti di svantaggio accusati dal M5S costituiscono la più grande distanza tra il partito di Salvini e quello di Di Maio finora registrata. Il Movimento si trova ormai quasi a metà strada tra la Lega e il Partito Democratico, a sua volta distanziato di 7,8 punti dal M5S e che sembra beneficiare del dibattito (vivace, ma non virulento) della fase congressuale. I Democratici sono ancora sotto il dato – pessimo – delle Politiche 2018, ma con una lieve tendenza alla ripresa. Il 17,8% di cui è accreditato oggi il PD è il valore più alto dal luglio dello scorso anno, quando però la tendenza era al ribasso.

Uno sguardo alle “famiglie” politiche, ossia alle coalizioni che si fronteggiarono nelle urne il 4 marzo 2018, mostra come sia in atto un – ulteriore – rafforzamento del centrodestra, che ad oggi varrebbe oltre il 46% dei voti, quasi dieci punti in più rispetto a quanto raccolto in occasione delle Politiche. Un dato frutto non solo della crescita della Lega, ma anche della tenuta di Forza Italia (sopra il 9%, forse anche grazie all’annuncio della “ri-discesa in campo” di Silvio Berlusconi e di Fratelli d’Italia (4,5%). Non sembra aver particolarmente beneficiato del suo congresso fondativo, invece, il neonato partito Più Europa, che resta per ora sotto il 3%, piuttosto lontano dal 4% che si dovrà superare alle Europee di fine maggio per eleggere dei rappresentanti a Strasburgo.

Il giudizio sull'esecutivo

Complessivamente la coalizione progressista che si formò attorno al PD alle scorse elezioni oggi vale solo poco più del 21% dei consensi. Ma le cose per la maggioranza giallo-verde non sono semplici. Vi sono scogli piuttosto grossi all’orizzonte, a cominciare dalla delicata questione legata, come si è detto, al rinvio a giudizio di Salvini. Secondo il sondaggio realizzato da Quorum per Sky TG24, solo il 41% degli italiani si dichiara soddisfatto dell’operato del Governo Conte (anche se la percentuale tra gli elettori di Lega e M5S si aggira intorno al 90%).

Scenario confermato dall’istituto EMG di Fabrizio Masia: questa settimana i giudizi positivi sarebbero il 43%, in lieve calo e con solo il 9% di entusiasti (giudizio “molto positivo”). In apertura abbiamo sottolineato che il momento difficile per il M5S non sembra (per ora) essere stato messo alle spalle dall’approvazione del decreto sul Reddito di Cittadinanza, la principale promessa elettorale del Movimento alle ultime elezioni.

È ancora il sondaggio di Quorum per Sky TG24 ad evidenziare come questa misura sia complessivamente decisamente meno gradita di un altro provvedimento “di bandiera”, questa volta della Lega: quello su “quota 100” per le pensioni Il 54,7% degli italiani boccia il reddito di cittadinanza ma, anche in questo caso, la misura ha ampio consenso tra i partiti di maggioranza: l’89,9% tra gli elettori della Lega e il 90,4% tra quelli del Movimento 5 Stelle.
 

Ma l’interrogativo forse più pressante, in questi giorni, riguarda ancora una volta la questione dei migranti e le disavventure giudiziarie di Salvini. Sul tema hanno svolto indagini sia l’istituto Piepoli sia Euromedia. Entrambi gli istituti concordano sul fatto che i migranti dovessero sbarcare secondo la maggioranza degli italiani (61% per Euromedia, 67% per Piepoli); ma va anche sottolineato come oltre il 40% degli intervistati in entrambi i sondaggi abbia dichiarato che, una volta sbarcati in un porto italiano, i migranti avrebbero dovuto esser trasferiti in Olanda, di cui la nave Sea Watch batte bandiera.

L’istituto EMG ha invece chiesto al suo campione cosa pensassero della richiesta del Tribunale dei Ministri di Catania nei confronti di Salvini: la maggioranza (57%) sostiene che il Senato debba respingere tale richiesta, con gli elettori della Lega graniticamente contrari (97%) e quelli del M5S meno netti ma complessivamente sulla stessa linea (66% per il respingimento).



Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it.
Se invece volete rivelare informazioni su questa o altre storie, potete scriverci su Italialeaks, piattaforma progettata per contattare la nostra redazione in modo completamente anonimo.