E adesso nel governo esplode il caso Bankitalia

Il Consiglio superiore di via Nazionale vuole confermare Signorini vicedirettore. Serve la luce verde del Consiglio dei ministri, che è diviso. Per Conte e Tria occorre rispettare la prassi: dire no sarebbe un'ingerenza. Ma per Di Maio e Fraccaro occorre voltare pagina

m5s vicedirettore bankitalia

"Bisogna dare un segnale, serve una svolta". Con questa posizione Luigi Di Maio e altri ministri del Movimento 5 stelle - apprende l'AGI - hanno introdotto l'argomento 'Bankitalia' ieri durante la riunione, prolungatasi fino a mezzanotte e mezza, del Consiglio dei ministri. La discussione sul tema è durata piu' di un'ora, nell'ambito di un Cdm di circa due ore. Da una parte gli esponenti pentastellati, dall'altra il ministro dell'Economia, Giovanni Tria. Il motivo del confronto: la conferma del vicedirettore generale dell'istituto, Luigi Federico Signorini. Il Consiglio superiore della Banca d'Italia ha già avanzato nei giorni scorsi la proposta di confermare Signorini, in scadenza a fine mese. Ma, per il via libera, serve una deliberazione del Consiglio dei ministri che può recepire l'indicazione e dare semaforo verde, oppure opporsi.

Il M5s vuole cambiare pagina

Per il Movimento 5 stelle quello di Signorini - questa la posizione avanzata nel Cdm di ieri - non è un nome adeguato: è necessario cambiare pagina. Pesano nelle considerazioni del M5s - viene riferito - anche le posizioni espresse dal governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, che, nel suo intervento al Congresso Assiom Forex, nei giorni scorsi, ha lamentato come "l'incertezza sulla politica di bilancio non si sia dissipata".

Di Maio e gli altri ministri 5 stelle hanno fatto presente a Tria che occorre smarcarsi dal passato e aprire una fase nuova, anche in Bankitalia. Ma il responsabile di via XX settembre avrebbe spiegato al vicepremier M5s che il governo non può permettersi ingerenze nei confronti dell'istituto sulle nomine. Tesi respinta al mittente dai pentastellati, secondo i quali la legge lo consentirebbe. Durante la discussione sarebbe intervenuto anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il quale avrebbe fatto sponda con il ministro dell'Economia su questo punto.

Conte è stanco della campagna elettorale

Nel concitato Cdm di ieri sera ci sarebbero state altre discussioni su temi da giorni sul tavolo. A partire dalla Tav: M5s non avrebbe gradito la presa di posizione di Tria sulla necessità di andare avanti sulle grandi opere mentre nella Lega attendono ancora l'analisi costi-benefici commissionata dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli. Altri nodi spinosi, il caso della posizione italiana sul Venezuela e la 'querelle' nata con la Francia. Al Cdm non era presente il vicepremier leghista, Matteo Salvini, impegnato in Abruzzo per la fine della campagna elettorale. Il premier Conte, secondo quanto si apprende, avrebbe sottolineato la necessità di tenere il governo e il Paese al di fuori della campagna elettorale.

Sono stati il vicepremier Di Maio e il ministro Fraccaro, secondo quanto si apprende, a porre il tema di Bankitalia durante il Cdm di ieri. Il premier Conte non era a conoscenza della richiesta del Movimento 5 stelle e nel confronto tra gli esponenti pentastellati e il ministro dell'Economia Tria, avrebbe sottolineato la necessità di non cambiare gli equilibri esistenti in Bankitalia. Su questo tema si sarebbe deciso di aggiornare la discussione alla prossima riunione del Cdm.



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