La Finlandia investirà 3 miliardi in startup. Il modello Macron esiste già

I soldi arriveranno dalle quote delle partecipate dello Stato, proprio come in Francia farà Macron. Che in Europa, sulle startup, detta già la linea 

La Finlandia investirà 3 miliardi in startup. Il modello Macron esiste già​
 (Afp)
 Slush, startup ad Helsinki

Delle due l'una: o alcuni capi di Stato stanno perdendo il senno, ed è quindi meglio liquidare velocemente la questione, oppure ci sono dei fatti che dovremmo cominciare a prendere un po' più sul serio. Magari solo un po', solo per uscire dal tondo delle tavole o dai circuiti chiusi di chi rischia di dire sempre le solite cose. 

Ecco. Bloomberg riporta oggi che la Finlandia ha un piano per creare alcuni veicoli di investimento in "startup e progetti digitali" da tre miliardi di euro. Tre miliardi, qualcosa in meno dei 10 di Macron, ma anche con un Paese che è una ventina di volte più piccolo della Francia.

Ma di Macron questo piano del governo di Helsinki ha altro. Tanto che non è escluso lo abbiano preso a 'modello', come durante lo Startup Day di Agi molti, anzi tutti, hanno provato a suggerire. Perché proprio come il piano Macron-Le Maire, le risorse arriverebbero dalla liquidazione di partecipazioni azionarie del governo e sarebbero gestite da Vake Oy, Government Development Company, di proprietà del governo finlandese e fondata nel 2016.

I primi fondi potrebbero venire dalla quotazione in borsa di Altja, altra società del governo che produce, importa, esporta e commercializza bevande alcoliche (una decisione finale sull'IPO dovrebbe essere presa durante il primo trimestre). Proprio come i soldi che il duo francese ha deciso di usare dovrebbero arrivare dalla vendita di una parte delle partecipazioni statali di Parigi. 

Qualcosa del genere è stato proposto per l'Italia, lo scorso 5 febbraio. Magari senza vendere le partecipazioni dello stato, ma usarne parte degli utili generati, come hanno spiegato molto bene Mimmo Nesi e Domenico Nesci di LVenture group, sul Sole 24 Ore. Una strada c'è, e non è affatto traumatica. Non richiede cifre enormi, né deve rosicare ulteriormente il bilancio dello Stato. Si tratta di cifre piccole per l'Italia, perché qui è da creare un'industria, quella del venture capital, se non da zero, quasi. 

Il governo finlandese è impazzito? C'è un virus in Europa che induce i capi di Stato a usare i soldi di business statali, storici e consolidati, per finanziare la follia che arriva dall'innovazione? Ovviamente no. Si tratta di precise strategie di politica industriale. Perché è importante che sia lo Stato ad impegnarsi in questo genere di finanziamenti? La risposta, perfetta, è stata data da Gianluca Dettori allo Startup Day di Agi: non c'è nessuno più titolato a immaginare il futuro industriale di una nazione

La Finlandia, che non è tra le nazioni che più investe in startup, ma ha un ecoistema di tutto rispetto che affonda le radici in Nokia e si sviluppa fino a Slush, uno degli showcase di startup più qualitativamente elevati in Europa. Lo scorso anno l'industria del venture finlandese ha registrato poco meno mezzo miliardo di investimenti, tanti per la piccola Finlandia, ma non una cifra enorme.

In Italia, non è mai abbastanza ripeterlo, un centinaio di milioni. Ma una strada c'è. Forse più di una. Ma questa la stanno percorrendo già. Nazioni che hanno già immaginato il loro futuro. E lo stanno cavalcando. Si può fare, anche in Italia. 

@arcangeloroc

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