Davvero i calciatori del PSG sono pagati di più se applaudono i tifosi sotto la curva?

Speriamo sia una fake news, ma la notizia spunti dai documenti ufficiali dell’ultimo scandalo del calcio europeo…

Davvero i calciatori del PSG sono pagati di più se applaudono i tifosi sotto la curva? 
VALERY HACHE / AFP
 
 Thiago Silva

Ci hanno rubato un mito dietro l’altro. Ci hanno tolto, via via, tutte le certezze dei padri: dalla politica a chi dovrebbe guidare i nostri figli quando escono di casa. Ci nutrono di fake news. Ci hanno toccato persino nello sport, dal doping alle scommesse on line, dai match truccati agli arbitri corrotti, persino a qualche finto atleta disabile.

Ora scopriamo pure che le società calcistiche pagano i loro atleti perché, nel contesto di una clausola etica, a fine partita, vadano sotto la curva ad applaudire i tifosi, per tenerseli buoni ed addolcire la pillola, in caso di cattivi risultati. Non sono illazioni, non sono voci di corridoio, anche questi dati farebbero parte della clamorosa inchiesta che si poggia su 70 milioni di documenti analizzati per otto mesi da una quindicina di giornalisti europei. Quelli che hanno fornito alla UEFA prove certe su irregolarità finanziare di società leader europee, come PSG e Manchester City. 

Giovedì 8 novembre la trasmissione tv “L’inviato speciale” di France 2 ha rivelato che, dalle carte, sarebbe emerso anche questo particolare scottante: il Paris Saint Germain verserebbe bonus mensili ai suoi giocatori, somme davvero eclatanti, da 33 mila ad addirittura 375 mila euro netti per le star, purché rispettino alcune clausole etiche.

Somme che sembrano troppo grandi anche per il ricco club parigino e che si discostano troppo da quelle che il quotidiano, Le Parisien, avanzava nel 2015: 30.000 euro al mese per Alexandre Lacazette e 20.000 per Matthieu Valbuena a fronte dell’osservanza di un comportamento appropriato. Che, tradotto, si traduce nel rispetto per i compagni, per l’avversario e per l’arbitro, nell’arrivare in orario agli allenamenti e nel non scommettere sulle partite nelle quali partecipa la squadra. 

La pratica del bonus a chi si comporta in una certa maniera è assodata anche in altri sport, come ha ricordato sempre la trasmissione tv riguardo il pilone del Racing 92, Ben Tameifune che era stato privato del bonus dal presidente Jacky Lorenzetti dopo che una sua serata fra il 30 settembre e l’1 ottobre era finita in rissa.

“Ma davvero i giocatori sono pagati per applaudire il proprio pubblico?”. Ha aperto pubblicamente la discussione sul web un altro quotidiano francese, Liberation, azzardando che il primo nella singolare ed imprevista “hit parade” sarebbe l’asso brasiliano Neymar,  con un compenso extra di 375 mila euro, purché partecipi anche alla simpatica pratica di fine partita del saluto ai tifosi.

Di sicuro, a novembre, Marco Verratti dovrà rinunciare a una fetta del premio per essere risultato positivo ad un test alcolico mentre era alla guida della sua auto nella notte fra il 30 e il 31 ottobre. E questo è pienamente comprensibile e condivisibile, così come le altre voci della clausola etica. Che peraltro sembrerebbero superflue, considerando i già ricchi emolumenti che spettano agli atleti professionisti, in particolar modo ai calciatori e ancor di più a quelli del Paris Saint Germain.

Ma ci fa troppo male l’idea che il bellissimo gesto dei giocatori sotto la curva a gioire o comunque a partecipare quasi fisicamente con i propri sostenitori sia un falso. Tutti noi abbiamo avuto o abbiamo una squadra del cuore, e ci emozioniamo anche per scene così, e ci convinciamo della passione e dell’attaccamento ai colori del club dei giocatori, e ringraziamo lo sport perché ci regala situazioni così diverse dalla vita comune. Perciò speriamo che “L’inviato speciale” ci abbia propinato l’ennesima fake news, un’invenzione fra le altre voci della clausola etica. Compreso il pagamento di un bonus per il rispetto di comportamenti elementari del vivere comunque che ci sforziamo di insegnare tutti i giorni, con alterne fortune, ai nostri figli.

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