Cosa scatta nella mente di un uomo che decide di contagiare 200 donne

Alla base di un simile gesto ci può essere anche la non accettazione, più o meno conscia, della malattia, la frustrazione legata al fatto di averla contratta. Il caso di Ancona

Cosa scatta nella mente di un uomo che decide di contagiare 200 donne

Un uomo di 36 anni Ancona è stato arrestato con l’accusa di lesioni gravissime per aver avuto rapporti sessuali non protetti, sembra che abbia infettato con il virus dell’HIV più di 200 donne. È stato accertato che l’uomo abbia agito con intenzionalità, in quanto era consapevole di essere sieropositivo da diversi anni, non ha informato le partner sul suo stato di salute e non ha utilizzato le necessarie precauzioni per evitare il contagio.

Perché contagiare intenzionalmente donne innocenti con l’HIV?

Si tratta di un gesto profondamente violento e, se andiamo ad analizzare l’etimologia della stessa parola violenza, intesa come “vis” – forza, cogliamo l’intenzionalità di far del male, di imporre una condizione senza che l’altro abbia la possibilità di tutelarsi e difendersi.. È un crimine che vìola completamente la libertà di una persona.

Quali meccanismi scattano nella testa di una persone che condanna più di duecento donne?

Ci si arroga il diritto di decidere per l’altra persona, di infliggergli una pena e una dura condanna, non solo fisica, ma anche psicologica perché stiamo parlando del frutto di un momento di piacere in cui ci si è fidati dell’altra persona e ci si è lasciati andare, venendo meno alla protezione di se stessi. Un senso di colpa che, insieme ai sè e ai ma, logorerà per tanto tempo.

Alla base di un simile gesto ci può essere anche la non accettazione, più o meno conscia, della malattia, la frustrazione legata al fatto di averla contratta, molte volte anche la rabbia e ovviamente una totale mancanza di empatia e di senso dell’altro, per cui si è portati a violarlo completamente e ad arrogarsi il ruolo di chi può decidere potenzialmente anche della vita dell’altro.

Personalità strumentali e manipolative che, per ottenere sesso non protetto, sono capaci di costruire castelli intorno alle menzogne, inventarsi storie e rassicurazioni credibili, come decantare la condizione che fanno spesso i controlli medici, che non sono sessualmente attivi da tanto tempo, che il profilattico gli crea problemi di erezione o reazioni allergiche ecc… Si tratta di lesioni personali gravissime e insanabili basate sulla volontà di contagiare l’altro senza nessuna motivazione valida.

Non stiamo parlando di un comportamento superficiale, di un momento in cui ci si è lasciati andare o si è deciso insieme di correre il rischio, parliamo di più di 200 donne che rischiano di aver contratto l’HIV, non è un comportamento inconsapevole, è decisamente intenzionale e ripetuto nel corso del tempo. È importante specificare che non è indispensabile la sussistenza di una specifica volontà di trasmettere l'infezione affinché si possa ravvisare una responsabilità penale, ma è sufficiente che la persona in questione sia consapevole del rischio che dalla propria condotta possa derivare il contagio del partner.

Si tratta di contagio doloso e deve essere punito in maniera dura, soprattutto perché questa persona se non fosse stata fermata, probabilmente avrebbe continuato ad agire senza sosta. Per questa ragione è importante non abbassare mai le difese, non fidarsi, soprattutto del primo che capita, anche quando sembra essere in salute, perché il rischio è sempre dietro l’angolo e può costare anche molto caro. È importante fare sempre sesso protetto, è l’unica tutela e dobbiamo essere noi i primi a farlo. Questa è la forma di prevenzione più efficace. 



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