Perché la candidatura di Giulia Bongiorno è un messaggio di Salvini a Berlusconi

L'avvocato di Andreotti "colpita dalla lucidità di pensiero" del leader della Lega

Bongiono Salvini berlusconi

Matteo Salvini lancia la candidatura nelle fila della Lega di Giulia Bongiorno, avvocato tra i più bravi e noti del Paese.

Un nome forte, con un curriculum di tutto rispetto alle spalle: ha affiancato il principe del foro Franco Coppi, difensore di Giulio Andreotti, e più recentemente ha assistito molti personaggi noti, da Francesco Totti a Gianna Nannini. Ha fatto assolvere Raffaele Sollecito, ma si occupa anche di processi che coinvolgono grandi imprese. Sul fronte sociale è anche impegnata con Michelle Hunziker in una campagna per la difesa delle donne vittime di violenza. Dal 2006 si è impegnata in politica, prima divenendo deputata di An, poi del Pdl e infine seguendo Gianfranco Fini in Futuro e libertà. Nel 2013 si candidò con Mario Monti ma non venne eletta.

L’annuncio a sorpresa della sua candidatura ha spiazzato molti. Lei spiega di voler difendere le regole, ma di voler anche contribuire a scriverle in modo più chiaro.

Ma qualcuno legge la candidatura anche come l’ennesima puntura di spillo di Salvini a Berlusconi. Nessuno dimentica che quando era alla guida della commissione Giustizia della Camera Giulia Bongiorno bloccò diverse delle leggi definite ad personam caldeggiate da Forza Italia e benviste dal Cavaliere. Potrebbe dunque trattarsi dell’ennesima puntata del braccio di ferro ingaggiato dai due alleati per la supremazia nel centrodestra.

Mercoledì sera il leader del Carroccio ha ribadito che nel programma comune si propone l’abolizione della legge Fornero, mentre Forza Italia continua a parlare di sola correzione della norma sulle pensioni. Giovedì Berlusconi, a fronte della richiesta di Salvini di diventare premier, ha ridimensionato le sue aspirazioni indicandolo come possibile ministro dell’Interno di un eventuale governo di coalizione. E ha anche fatto presente che a differenza di quanto ipotizzato dall’alleato, non si può uscire dall’Euro.

Pubblicamente i due leader si scambiano solo parole lusinghiere. Il Cavaliere ha fatto presente che rispetto al passato, quando i suoi alleati sono stati sleali, ora “Salvini è molto concreto e la Meloni per anni è stata con me al governo”. Nei prossimi giorni si definiranno le quote di candidature tra i partiti, su cui ancora è aperto lo scontro. Poi si firmerà il programma comune. Infine il 4 marzo saranno gli elettori, con il loro voto, a dirimere la contesa tra i due. Solo dal 5 marzo si capirà se il braccio di ferro proseguirà o se i due leader saranno destinati a convivere al governo.



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