Gli smartphone in classe se hai 16 anni

Il problema non è di noi studenti ma degli adulti. Che spesso non sono capaci di integrare le tecnologia nelle loro lezioni per renderle meno noiose, o di spiegare comunque in maniera appassionata. I divieti non servono, basta l'educazione 

Gli smartphone in classe se hai 16 anni

Smartphone a scuola sì o no? La mia risposta è molto sintetica. Non è un problema nostro, come ragazzi e come studenti. E’ un problema che hanno gli adulti. Il nostro problema, ogni mattina, è quello di essere costretti ad abbandonare il mondo reale in cui viviamo, per entrare nel mondo antico della scuola. Un mondo antico che è una bolla in cui – salvo particolari eccezioni in cui troppi insegnanti si riconoscono leggendo questa frase, a dispetto della realtà! – nulla si sa di quello che avviene nel mondo reale. Professioni del futuro? Novità in ambito tech e robotico? Coworking e Smartworking? Realtà virtuale ed aumentata? Vita quotidiana in altre parti del mondo? Quanti studenti italiani sentono oggi parlare in maniera oggettiva ed obiettiva di queste cose? Nessuno!

Mondo antico VS mondo reale
Una gara tra classi per realizzare un robot particolare, per girare e montare un video, per realizzare un’app, per creare musica, stendere un business plan,… nessuno di noi vede queste cose quotidianamente. Eppure sono cose che a Boston, nella scuola pubblica, fanno alle medie! Ma nel nostro mondo antico nessuno lo sa! Leggo che noi studenti passeremmo tutto il tempo a leggere le notifiche. A parte il fatto che anche questo è un problema più degli adulti che - a differenza nostra, hanno l’incubo della pulizia delle notifiche, mentre i nostri smartphone ne sono tranquillamente pieni! - provate a partecipare ad una riunione di insegnanti e/o adulti in genere e guardate come si comportano!

Studenti e insegnanti usano da sempre gli smartphone a scuola
Smettiamola di nasconderci dietro un dito: tutti gli studenti già lo fanno e tutti gli insegnanti lo sanno (e spesso lo fanno in classe!). Gli insegnanti sanno bene che l’unico modo per impedirne l’utilizzo smodato non è il divieto, ma il rendere interessante la loro lezione e divertente l’apprendimento. Solo che qui casca l’asino! Perché questo prevede uno stravolgimento del modo di pensare e di lavorare, un apprendimento ed un aggiornamento continui ed una messa in atto di nuovi metodi e soprattutto una ‘misura’ della capacità e – perché no? – della passione di ogni insegnante. Perché se un insegnante non è per primo appassionato della sua materia, non riuscirà mai in questo obiettivo! Tutte cose di cui il mondo antico ha fatto tranquillamente a meno fino ad oggi!

Il robot può sostituire l’insegnante?
A Boston si discute ad altissimi livelli su una domanda: il robot può sostituire l’insegnante? Uno dei massimi esperti laggiù afferma che se un insegnante può essere sostituito da un robot, allora bisogna farlo in fretta perché sta facendo solo danni! Chissà se sapesse che in Italia è normale che gli insegnanti affermino di non avere il computer a casa! Forse al Ministero dell’Istruzione dovrebbero occuparsi prima di questo… Leggo poi che non tutti hanno lo smartphone. Non è vero. Anche questo è un problema da adulti. Mica tutti abbiamo l’ultimo modello di Iphone o le Hogan nei piedi. Eppure non è un problema nostro. Quando si finiscono i giga, ci sarà sempre un compagno di scuola che ne avanza e che è disponibile ad aprirti l’hotspot finché il tuo contratto non si rinnova. Tanto le scuole del mondo antico non hanno mica collegamenti internet adeguati alla richiesta ed utilizzabili!

Leggo poi del bullismo. Certo, una realtà, ma anche spesso un comodo paravento. Anziché mandarci la Polizia Postale a spiegare che il web non andrebbe utilizzato fino a 18 anni, basta l’educazione. Si educano i ragazzi a cosa è giusto e cosa è sbagliato e il web sarà uno dei tanti campi in cui applicare le stesse regole di educazione del mondo reale. Magari senza dimenticare che è più facile difendersi sul web che per strada da chi ci importuna: online basta un click!

E’ il mondo antico che accresce il nostro bisogno di connessione
Il nostro mondo reale è strettamente collegato al mondo digitale ed entrare ogni mattina nel mondo antico non fa che accrescere ulteriormente il nostro bisogno di restare connessi al mondo reale. L’unica soluzione possibile è quella di evolvere il mondo antico a mondo reale. Usiamo lo smartphone come strumento scolastico, colleghiamo il mondo antico al mondo aziendale là fuori, facciamo vedere cosa succede nei posti di lavoro, nelle Università, quali eventi interessanti ci sono in giro per l’Italia e per il mondo (molti dei quali possono essere seguiti gratuitamente in streaming), inculchiamo l’importanza dell’inglese, utilizziamolo come uno strumento ispirazionale per cominciare le lezioni con video del TED, sviluppando davvero il pensiero critico di cui tanto si parla, così utile a noi ragazzi nel futuro, ma che di fatto viene ogni giorno ignorato quando non boicottato!

Gli smartphone sono un mezzo potente
Gli smartphone sono un potente mezzo per qualsiasi materia, l’abilità dei docenti sarà quella di rendere interessanti le loro lezioni per fare in modo che gli studenti non si distraggano. Altrimenti… sceglieremo di dirottare la nostra attenzione verso insegnanti e lezioni più interessanti. Sapete, vero, che anche la scelta delle lezioni e degli argomenti per inseguire le proprie passioni è già realtà in tante scuole d’Europa?

Ah dimenticavo… ho scritto questo post a scuola, utilizzando carta e penna, durante una noiosissima lezione, in cui si ripetevano per la terza volta le stesse cose… l’insegnante pensava che io prendessi appunti!



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