Quando superiamo il limite di velocità per pochi chilometri siamo tutti Djokovic

Quando superiamo il limite di velocità per pochi chilometri siamo tutti Djokovic

Da ieri, il tennista numero uno al mondo, mi sta più simpatico. È più umano
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© PEDJA MILOSAVLJEVIC / AFP - Nole Djokovic

Novak Djokovic, il tennista numero uno al mondo, è stato squalificato per aver colpito con una pallina, per una gesto di stizza, una giudice di linea.

Le immagini rimbalzate in tutto il mondo raccontano che, dopo aver perso un servizio, Djokovic ha scagliato con violenza, ma assolutamente senza guardare, una pallina verso i teloni di fondo colpendo così all'altezza della gola la giudice di linea che si trovava alle sue spalle.

La donna si è accasciata al suolo tossendo più volte e faticando a respirare. Djokovic, non appena si è reso conto di quanto accaduto, è andato subito a verificare le sue condizioni pronto ad aiutarla ma quando è tornato al centro del campo è stato squalificato. Nole ha cercato di trattare con i giudici per qualche secondo, ma la loro giusta decisione è stata irrevocabile.

Quando in Italia era notte sono arrivate le scuse del campione serbo su Instagram. "Mi sento davvero triste e vuoto dopo quanto accaduto. Ho chiesto notizie sulla guardalinee e il torneo mi ha detto che grazie a Dio si sente bene. Sono estremamente dispiaciuto di averle causato così tanto stress. È stato del tutto involontario. Per quanto riguarda la mia squalifica, devo fare un’introspezione e lavorare sulla mia delusione per trarne una lezione per andare avanti e progredire come tennista e come essere umano".

Tra Djokovic e Federer sono sempre stato per lo svizzero; anche tra Djokovic e Nadal ho sempre preferito lo spagnolo: però, da ieri, il tennista numero uno al mondo, mi sta più simpatico. È più umano. È vero che i colpi del serbo sono come fucilate, però è ingiusto dire, come mi è capitato di sentir commentare ad una radio, che "sono fucilate". Non è giusto paragonare la distrazione di Novak a quella di un cacciatore che si permette di girare per Villa Borghese con un fucile con la sicurezza sollevata. Non è così.

Sento Djokovic vicino a quanto mi accade quando passo un limite di velocità per pochi chilometri a causa di una distrazione. Non sto dicendo che l'espulsione sia stata ingiusta. Le regole sono quelle e vanno applicate però è assolutamente vero che Djokovic, con il suo gesto assolutamente involontario,  non ha messo in pericolo la vita di nessuno.

Spero veramente che quanto accaduto agli Open USA venga dimenticato presto che una macchia così sulla sua splendida carriera sarebbe davvero esagerata. Nelle recenti polemiche tra Antonio Conte e l'Inter, per esempio, non ho mai sentito nessuno rievocare la squalifica di 10 mesi (poi ridotta a 4 dal Tnas) per il reato di omessa denuncia nell’ambito dell’inchiesta sul Calcioscommesse quando era sulla panchina del Siena: ovviamente è per tutti acqua passata.

Ricordo poi quando, nel 1969, Eddy Merckx venne squalificato al Giro d'Italia per doping e poi, dopo pochi giorni, venne riammesso al Tour de France perché "aveva agito in buona fede": anche lì vinse il campione (e oggi saremmo molto più severi).  Insomma Novak Djokovic ha sbagliato sì, ma non ha fucilato nessuno. Nervosismo e mancanza di disciplina certo. Ma anche tanta tanta sfortuna.