L'India agli indù. Lo slogan che fa paura

In un Paese dove almeno sulla carta dovrebbero coesistere pacificamente diverse etnie e diversi gruppi religiosi, le tensioni e i conflitti si sono accentuati con la salita al governo della destra nazionalista del BJP da sempre portatrice di una ideologia fondamentalista

L'India agli indù. Lo slogan che fa paura
Manoj Chhabra / The Times of India 
 Uno spettacolo folcloristico di sostenitori del partito BJP

Tempi sempre più difficili in India per i non indù. In un Paese dove almeno sulla carta dovrebbero coesistere pacificamente diverse etnie e diversi gruppi religiosi, le tensioni e i conflitti non sono mai mancati e anzi si sono accentuati con la salita al governo della destra nazionalista del BJP da sempre portatrice di una ideologia fondamentalista indù, la cosiddetta hindutva, l'essenza dell'essere indù.

È solo di qualche giorno fa la notizia secondo la quale una commissione nominata dal primo ministro Narendra Modi sta lavorando da circa sei mesi per provare che gli indù sono diretti discendenti dei primi abitanti dell'India. Se i lavori della commissione dovessero confermare questa ipotesi, sarebbe come riscrivere la storia.

L'India agli indù

Diversi analisti politici hanno osservato come questa mossa rivela chiaramente la volontà del governo di arrivare a dire che l'India è la nazione degli indù e per gli indù, rimuovendo qualsiasi diritto a coloro che non appartengono alla religione e etnia storica.

Certo su una popolazione di circa un miliardo e duecento milioni, vero è che la maggioranza è indù, ma non si può trascurare che ci sono 172 milioni di musulmani e 29 milioni di cristiani. La notizia, diffusasi sulla stampa sia locale che internazionale, ha suscitato molto scalpore tra i leader musulmani e cristiani.

L'arcivescovo Theodore Mascarenhas, segretario generale della conferenza episcopale indiana, ha affermato che "invece di riscrivere la storia, il governo dovrebbe occuparsi dei problemi che affliggono le masse, come la povertà e l'emarginazione".

Cittadini di serie B

Diversi coloro che osservano come si tratti di un tentativo, da parte del governo, di trattare i non-indù come cittadini di serie B, dimenticando invece il ruolo fondamentale e il grande contributo dato, ad esempio, dai missionari cristiani, in termini di diffusione dell'istruzione e delle cure mediche.

Pesanti le critiche anche da parte di Zafaful-Islam Khan, presidente della Commissione per le minoranze a New Delhi, secondo il quale il governo del BJP mira a educare le nuove generazioni ad una visione del mondo indu-centrica, marginalizzando i non induisti.

Secondo il movimento di destra estrema Rashtriya Swayamsevak Sangh (RSS) a cui si ispira profondamente l'ideologia del partito di governo BJP, gli antenati di tutti gli indiani (quindi compresi anche musulmani e cristiani) erano indù e quindi tutti dovrebbero accettare l'induismo come matrice unica e comune sia dal punto di vista culturale che religioso. Un importante leader dell'RSS ha fatto notare come il primo aereo nel mondo fu inventato da un indiano perché nel testo epico dei Ramayana si parla di lord Rama che vola verso lo Sri Lanka su un mitico velivolo (tra l'altro nei giorni scorsi proprio nello Sri Lanka, cristiano e buddista, ci sono stati delle serie manifestazioni di intolleranza contro i musulmani).

Un mito alimentato a colpi di fake news

Il tentativo è infatti anche quello di far passare ciò che è stato finora considerato mito o leggenda come fatti veri, come quello che Stephen Hawking avrebbe affermato, come detto dal ministro della Scienza, che i Veda (i libri sacri induisti) hanno conoscenze maggiori della scienza moderna e hanno previsto anche la teoria della relatività.

L'"induizzazione" del Paese si sta radicalizzando sempre di più. Alcuni leader stanno promuovendo l'abolizione di termini urdu e persiani dai libri di scuola e tendono a sminuire l'importanza dell'impero Moghul (che guidò l'India del nord tra il 1526 e il 1857 e che ha lasciato memorie artistiche indelebili come il Taj Mahal) nella storia del paese. Dietro tutto questo, al di là di fatti meramente ideologici, secondo alcuni c'è la politica, la lotta per il potere. Secondo Kausar Rza, leader musulmano, il BJP sta lavorando per attrarre a se voti, in vista delle prossime elezioni.

"IL BJP- ha osservato Kausar - è salito al potere quattro anni fa promettendo sviluppo e lavoro. Non ha però mantenuto quelle promesse. Il prossimo anno ci saranno le nuove elezioni per cui il BJP sta cercando di fare leva sull'aspetto emotivo degli indù per cercare di non perdere troppo terreno". In realtà va detto che sono già diversi anni che il BJP ha avviato una politica apertamente pro indù. Non a caso anche la stampa di opposizione è stata presa di mira. Qualche mese fa i leader del BJP coniarono un termine spregiativo per definire i giornalisti critici verso il nazionalismo definendoli "presstitute" termine che nasce dalla fusione della parola "press" (stampa) e "prostitute" (prostituta). A settembre scorso la giornalista Gauri Lankesh fu uccisa davanti casa sua a Bangalore, nello stato meridionale del Karnataka. Era famosa per il suo impegno contro le caste, la politica nazionalista indù e la persecuzione delle minoranze.



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