AGI/Vista - "Quando siamo davanti a grossi cambiamenti, e questo è più di un grosso cambiamento, la sensazione che abbiamo è di entrare in un periodo diverso, lungo, un periodo esistenziale in cui il futuro cambierà radicalmente. La prima pulsione è di fare i conti con se stessi e con gli altri, dire: 'io avevo visto e tu ti eri sbagliato, hai visto che ho ragione?' oppure 'io ho sbagliato ma avevo buoni motivi. Io ho la sensazione che questo ora sia marginale, ora non è il momento di fare i conti con se stessi o con gli altri, ma con la Storia, quella di oggi e di domani. La nostra Storia è stata segnata da massacri, guerre, tirannie, guerre lunghissime che ci hanno accompagnato ecco perché prima ho parlato delle liane della giungla nel nostro giardino di pace. Questa Storia rischia di entrare nel nostro presente e nel nostro futuro e ora dobbiamo fare i conti con questo. La consapevolezza degli errori del passato aiuta, migliora la consapevolezza personale ma è inutile se ci divide. E' inutile pensare gli sbagli del passato, dunque uniamoci per una battaglia di pace e libertà. Quello che abbiamo avanti ci deve unire, affinché il futuro dei nostri giovani sia conservato come è stato il nostro passato, un passato di pace e di libertà". Così il premier Mario Draghi, in Aula al Senato per la replica dopo l'informativa urgente sul conflitto in ucraina. Senato Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev