AGI - S'intitola semplicemente 'La storia del tennis in 50 ritratti' ed è il libro d'esordio di Paolo Bertolucci pubblicato per Gallucci Editore, scritto insieme al giornalista Vincenzo Martucci (per anni collaboratore dell'AGI), avvalendosi dei disegni di Giordano Poloni.
L'ex campione di tennis, uno dei 'quattro moschettieri' che vinsero la prima Coppa Davis per l'Italia nel 1976, oggi apprezzato commentatore tv, tratteggia con garbo e spesso con ironia i profili di campioni del passato e del presente, facendo trasparire talvolta le sue simpatie ma sempre con grande equilibrio. Anche quando parla di Adriano Panatta con cui si diverte a battibeccare sui social o in tv a cui riconosce il merito di aver reso popolare il tennis in Italia negli anni '70.
Gli Open d'Australia 2026
In questo podcast Bertolucci parla del suo libro, ma anche di Jannik Sinner, di Carlos Alcaraz e dell'imminente primo slam del 2026 a Melbourne ("Chi lo vincerà tra Sinner e Alcaraz ha la concreta possibilità di conquistare il Grande Slam", la sua opinione), con Andrea Cauti e con il vicedirettore dell'AGI Alberto Di Majo. L'ex campione racconta anche come è cambiato lo sport dai suoi tempi. Oggi i tennisti, spiega, "anche se hanno 22, 23 o 24 anni, gestiscono un'azienda e hanno una maturità incredibile".
La separazione tra Alcaraz e Ferrero
E così la separazione burrascosa tra Alcaraz e il suo storico coach Ferrero non sembra stupire più di tanto Bertolucci che nel podcast spiega: "Se è stata presa questa decisione da parte di Alcaraz, certo non è arrivata dall'oggi al domani. Non è che hanno litigato la sera precedente, ma ci sono sicuramente diverse concause. Inoltre - aggiunge - credo che Alcaraz avrà almeno 150 possibili nuovi coach fuori dalla porta. E intanto continua col secondo dello scorso anno che lo conosce bene e che lui evidentemente reputa assolutamente all'altezza".
I migliori tennisti di tutti i tempi? McEnroe, Federer e Navratilova
Interrogato su chi sono i tennisti che reputa i migliori di tutti i tempi, Bertolucci non si tira indietro: "A livello di amicizia personale direi Vilas e Borg - spiega - per il gioco, invece, prima c'era McEnroe, che era un giocatore di un talento fuori da ogni schema, poi Federer: per me il tennis, a livello maschile, è rappresentato da questi due. In campo femminile invece da Martina Navratilova".