AGI - Giornata storica per la ginnastica artistica italiana ai mondiali di Rotterdam con un atleta azzurro sul podio al cavallo con maniglie dopo 113 anni: Gabriele Targhetta ha conquistato la medaglia d’argento al cavallo con maniglie, laureandosi vice campione del mondo con il punteggio di 15.233, a soli 67 millesimi dall’oro dell’armeno Hamlet Manukyan (15.300). Bronzo all’altro armeno Mamikon Khachatryan (15.000).
L’azzurro delle Fiamme Oro, già oro ai recenti europei di Zagabria, riporta l’Italia sul podio iridato dopo più di un secolo: l’ultima volta risaliva all’edizione di Parigi 1913 in cui arrivarono l’oro di Giorgio Zampori e l’argento di Osvaldo Palazzi, dopo la tripletta tricolore di Torino 1911. Un risultato straordinario che interrompe anche un digiuno di medaglie mondiali della ginnastica artistica italiana che durava dall’edizione di Kitakyushu 2021. “Devo ancora capire quel che è successo”, ha commentato il 20enne nato a Monza ma veneziano d’adozione, cresciuto nella palestra della Spes Mestre sotto la guida del suo allenatore Gianmatteo Centazzo.
“Un sogno”: le parole di Targhetta
“Ho fatto tutto come volevo, in un palazzetto pienissimo, migliorandomi anche rispetto a Zagabria”, ha osservato, “Manukyan e Khachatryan mi spronano a dare sempre il massimo, ad aumentare le difficoltà. Non potrei essere più felice di così, sto vivendo un sogno”. “Dedico la medaglia”, ha dichiarato Targhetta ai microfoni di Rai Sport, “a tutti i ginnasti, alla squadra nazionale, alla Polizia di Stato che mi sta sostenendo tanto e a un ragazzo al quale tengo tanto: forza Bonni!”. Il riferimento è al 24enne compagno di nazionale Lorenzo Bonicelli che lo scorso anno si è infortunato gravemente agli anelli alle Universiadi di Essen e che lo seguiva sugli spalti dell’arena di Rotterdam.
Facci: “Un’impresa sportiva da celebrare”
“Un’impresa sportiva che dobbiamo celebrare”, ha commentato il presidente della Federazione Ginnastica d’Italia, Andrea Facci, “abbiamo assistito a una finale di altissimo livello nella quale tutti e otto i ginnasti hanno presentato esercizi di straordinaria qualità, senza commettere errori. In un contesto tecnico così elevato, la medaglia d’argento di Gabriele Targhetta assume un valore ancora maggiore”.
Facci ha poi sottolineato la crescita dell’intero settore maschile: “La scalata dell’ItalGAM negli ultimi otto anni è indiscutibile. Dopo il sesto posto olimpico di Parigi, a Rotterdam abbiamo mancato la finale a squadre per appena due decimi, con una formazione giovane e profondamente rinnovata. Il movimento c’è, i risultati arrivano e la strada intrapresa è quella giusta”.