AGI - Arkady Dvorkovich, presidente della Federazione internazionale degli scacchi dal 2018, ha sospeso volontariamente i propri poteri dopo essere finito nella lista delle persone sanzionate dall'Unione europea. Il ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, adottato in settimana, contiene 218 nuove voci, tra cui 48 persone fisiche e 170 entità: il numero più alto dall'inizio della guerra.
Tra i nomi inseriti figura quello di Dvorkovich, accusato dall'Ue di aver sostenuto azioni e politiche che minano l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza dell'Ucraina. Nel provvedimento vengono richiamati il suo sostegno all'annessione della Crimea, alcune dichiarazioni nelle quali ha definito i territori ucraini occupati "nuovi territori" della Russia e il suo ruolo nel Board of Trustees della Federazione scacchistica russa, accusata di aver organizzato tornei nei territori occupati.
In una dichiarazione pubblicata sul sito della FIDE, Dvorkovich ha definito la decisione "illegale e ingiusta", annunciando di volerla impugnare "con ogni mezzo possibile". Ha aggiunto di essere fiducioso che la giustizia prevarrà. Nel frattempo, però, ha scelto di sospendere l'esercizio dei propri poteri e delle proprie funzioni di presidente con effetto immediato, per tutto il tempo in cui resterà soggetto alle sanzioni previste dalle normative dell'Unione europea e della Svizzera, Paese che ospita la sede della federazione a Losanna.
Statement by FIDE President Arkady Dvorkovich
— International Chess Federation (@FIDE_chess) July 23, 2026
Today, the EU decision to include my name in the 21st sanctions list was published. I want to state unequivocally that I consider this decision unlawful and unfair, and this decision will be immediately challenged by all possible… pic.twitter.com/SmiinxF71u
Il passaggio di consegne alla FIDE
Il Consiglio della FIDE ha ratificato la decisione poche ore dopo. In base all'articolo 19.2 dello statuto federale, il vicepresidente Viswanathan Anand, quindicesimo campione del mondo, assumerà le funzioni di presidente ad interim finché Dvorkovich resterà soggetto alle misure restrittive. Formalmente Dvorkovich non si è dimesso, ma ha soltanto sospeso l'esercizio delle proprie funzioni: se un tribunale dovesse annullare le sanzioni, i suoi poteri tornerebbero automaticamente in vigore.
Following the decision by President Arkady Dvorkovich to suspend the exercise of his duties, and in accordance with the FIDE Charter, I have assumed the responsibilities of Interim President.
— Viswanathan Anand (@vishy64theking) July 24, 2026
I want to thank Arkady for his leadership and for putting the interests and stability… https://t.co/KexdV5WLal
Chi è Arkady Dvorkovich
Dvorkovich, economista e politico russo, è nato a Mosca nel 1972. Prima di guidare la FIDE è stato assistente del presidente russo dal 2008 al 2012 e vicepremier del governo di Dmitry Medvedev dal 2012 al 2018. Ha assunto la presidenza della federazione scacchistica nel 2018, succedendo a Kirsan Ilyumzhinov, ed è stato rieletto nel 2022 battendo il ticket Baryshpolets-Nielsen con 157 voti contro 16. Nel 2023 i delegati federali hanno abolito il limite dei due mandati, aprendo la strada a una sua candidatura per un terzo mandato alle prossime elezioni
Futuro degli scacchi, le elezioni di settembre
Le elezioni per la presidenza della FIDE si terranno il 26 e 27 settembre a Samarcanda, in Uzbekistan. Dvorkovich aveva già annunciato la propria ricandidatura per un terzo mandato. Tra gli altri candidati dichiarati figurano l'imprenditore tedesco Jan Henric Büttner e Vadim Rosenstein; secondo alcune fonti anche lo stesso Ilyumzhinov avrebbe manifestato l'intenzione di correre. Resta da capire se Dvorkovich potrà mantenere la propria candidatura restando sotto sanzioni e quali effetti la vicenda potrà avere sulla campagna elettorale.
Altri casi di sanzioni arrivate dalla Ue
Il caso non è isolato nel mondo degli scacchi. L'Unione europea aveva già sanzionato in passato altri protagonisti del movimento scacchistico legati alla Russia, tra cui il grande maestro Sergey Karjakin, sfidante di Magnus Carlsen per il titolo mondiale nel 2016, colpito per aver ottenuto un seggio nella Duma regionale della Crimea annessa, e l'ex campione del mondo Anatoly Karpov, sanzionato per il voto a favore dell'invasione dell'Ucraina espresso come deputato della Duma di Stato russa.