AGI – Con la finale tra Argentina e Spagna i Mondiali di calcio termina oggi un torneo senza precedenti per formato e dimensioni. Al MetLife Stadium, alle porte di New York, si affrontano due nazionali agli antipodi per stile di gioco ma accomunate dall'obiettivo di entrare nella storia: da una parte l'Albiceleste di Lionel Messi, a caccia del secondo titolo consecutivo, dall'altra una Spagna dominante che sogna la doppietta Europeo-Mondiale. Sugli spalti il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che consegnerà il trofeo ai vincitori insieme al presidente della Fifa Gianni Infantino.
La finale conclude un'edizione che ha visto per la prima volta la partecipazione di 48 squadre, disputata tra Messico, Stati Uniti e Canada. Un torneo che, in oltre cinque settimane, ha attraversato il Nord America da Città del Messico fino all'area di New York, regalando numerose storie dentro e fuori dal campo.
Il successo della Fifa
Per la Fifa si tratta di un successo senza precedenti. Oltre sei milioni di spettatori hanno assistito alle partite negli stadi, mentre miliardi di persone hanno seguito la competizione in televisione. "Non è stata soltanto la più grande Coppa del Mondo di sempre, ma il più grande evento umano, sociale e culturale che l'umanità abbia mai visto", ha dichiarato venerdì Infantino, rivendicando il successo della manifestazione.
Sfida tra Argentina e Spagna
Sul campo, la finale propone un confronto tra due filosofie di gioco opposte. La Spagna ha impressionato per organizzazione e controllo delle partite, dominando gli avversari grazie a un collettivo estremamente compatto e a un centrocampo capace di imporre il ritmo del gioco. Per la Roja sarebbe il secondo storico doppio trionfo Europeo-Mondiale, dopo quello del 2008-2010. L'Argentina, campione in carica, punta invece a conservare il titolo, un'impresa riuscita l'ultima volta al Brasile nel 1962. La squadra di Lionel Scaloni ha spesso sofferto durante la fase a eliminazione diretta, riuscendo però ogni volta a rialzarsi grazie alla propria determinazione e soprattutto ai colpi di genio di Lionel Messi. Un secondo Mondiale consecutivo consacrerebbe ulteriormente il fuoriclasse argentino nella storia del calcio.
In tribuna Trump e i reali di Spagna; canta Pausini
E' spettacolo al MetLife Stadium di New Jersey per la finale dei Mondiali di calcio. In tribuna i big: il presidente americano, Donald Trump e la first lady Melania, e i reali di Spagna - Re Filippo e Regina Letizia, che si sono scambiati una stretta di mano con il capo della Casa Bianca. Con i reali anche il premier spagnolo, Pedro Sanchez. Sul campo, prima del match Argentina-Spagna, hanno dato spettacolo gli artisti che si sono susseguiti. Jennifer Hudson ha cantato una versione personalizzata dell'inno americano. Poi sul 'palco verde' l'inno dei mondiali con Laura Pausini - che ha cantato in spagnolo - con Tony Winner, la cantante delle Pussycat Dolls Nicole Scherzinger e Robbie Williams. A Tom Cruise e' stato invece affidato il discorso pre-partita. La Coppa del Mondo l'hanno portata nella valigia Louis Vuitton il tennista Carlos Alcaraz, gli ex campioni del mondo Mario Kempes, Andres Iniesta e la modella e attrice coreana HoYeon Jung. Prima del calcio d'inizio, una banda di ottoni ha suonato la Marcia reale spagnola mentre Maria Becerra ha cantato l'inno argentino.
Stretta di mano tra Trump e Sanchez
I fotografi al MetLife Stadium del New Jersey hanno immortalato una stretta di mano tra il presidente americano, Donald Trump, e il premier spagnolo, Pedro Sanchez, prima dell'inizio della finale dei Mondiali di calcio tra Argentina e Spagna. I rapporti tra Trump e Sanchez non sono mai stati idilliaci. A stemperare i toni in quest'occasione è stata probabilmente anche la presenza dei reali di Spagna, il re Filippo e la regina Letizia e - con Trump - del presidente della Fifa, Gianni Infantino. L'incontro è avvenuto nel palco autorità del MetLife Stadium di East Rutherford, protetto da vetri blindati. Trump ha stretto la mano ai tre esponenti spagnoli e ha scambiato con loro alcune brevi parole prima di prendere posto.
Il presidente americano era accompagnato dalla first lady Melania Trump e dal presidente della Fifa Gianni Infantino. Sanchez sedeva invece accanto ai sovrani e al presidente della Federcalcio spagnola, Rafael Louza'n. Nel palco erano presenti anche la presidente del Messico Claudia Sheinbaum e il primo ministro canadese Mark Carney, i leader degli altri due Paesi organizzatori del Mondiale 2026.
Tom Cruise, calcio lingua senza parole che unisce
Tom Cruise ha pronunciato un monologo poco prima dell'ingresso in campo di Spagna e Argentina per la finale dei mondiali. Il 64enne attore di 'Top Gun' e 'Mission Impossible' ha fatto una riflessione sul torneo disputato tra Canada, Stati Uniti e Messico e sul calcio "lingua parlata senza parole, una forza che unisce le persone, che trasforma gli estranei in amici e ci ricorda cosa ci accomuna". "Abbiamo assistito alla grandezza, abbiamo condiviso momenti di gioia, momenti di speranza, momenti che non dimenticheremo mai", ha osservato. "Più di 30 giorni fa, 48 nazioni hanno iniziato un viaggio, hanno attraversato oceani, hanno attraversato frontiere, hanno attraversato culture", ha ricordato Cruise in maglia e pantalone neri, "e ci hanno mostrato che questo gioco appartiene al mondo". "Ora che siamo all'ultimo atto, celebriamo un torneo che ha unito il mondo, celebriamoci l'un l'altro. Questo è calcio. Questa è unita. Questa è grandezza".