AGI - La finale dei mondiali sarà molto speciale per gli argentini che vivono in Spagna, 450 mila persone di cui quattro su dieci hanno la cittadinanza spagnola. La vigilia è stata segnata da appelli al rispetto e alla calma, dopo che nei festeggiamenti per la vittoria sull'Inghilterra c'erano stati cori offensivi ("Chi non salta spagnolo è") e insulti a chi esponeva bandiere spagnole ai balconi.
A Madrid 3 mila argentini hanno sfilato con bandiere e maglie dell'Albiceleste fino alla Puerta del Sol intonando canti come 'Muchachos' e urlando 'Per le Malvinas, per Diego, per l'ultima di Leo'. Ci sono stati momenti di tensione e una tifosa di 35 anni è stata fermata per oltraggio a pubblico ufficiale.
Inviti al rispetto
"Se potremo festeggiare facciamolo con rispetto, dimostrando che tipo di persone siamo. Siamo venuti in questo Paese a cercare una vita economica migliore e vogliamo che continui a essere così", ha dichiarato al 'Clarín' Adrián Castro, un ex calciatore argentino che vive in Spagna da 12 anni. Una volta appesi gli scarpini al chiodo si è stabilito a Tarifa, in Andalusia, e lavora nel settore eolico. "Sono un fanatico del calcio però dobbiamo portare rispetto".
L'appello sui social
Sui social un gruppo di argentini di Madrid ha chiesto ai connazionali di non trascendere nei festeggiamenti: "Per favore, siamo rispettosi e grati verso il Paese che ci ha aperto le porte". "Gli argentini che scendono in piazza ci rappresentano come la nostra Selección e come la nazionale ci rende orgogliosi e trasmette valori positivi, certe immagini circolate sui social vanno in una direzione completamente opposta", hanno sottolineato.